Omicidio vassallo, cantone impugna il proscioglimento di cagnazzo: la protesta per il comunicato stampa
La vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Angelo Vassallo torna al centro della cronaca con un nuovo passaggio processuale destinato ad alimentare ulteriori confronti tra accusa e difesa. Dopo le iniziative legate al procedimento, la Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone avvia un’azione mirata contro la decisione che aveva disposto il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.
Il caso, ormai articolato in più segmenti, prende forma anche attorno a un’ulteriore richiesta di intervento istituzionale, mentre prosegue il percorso di altri soggetti coinvolti, con nuove udienze e attese legate alle prossime sentenze.
procura di salerno, ricorso contro il proscioglimento di fabio cagnazzo
Un nuovo capitolo si apre con la decisione della procura di Salerno di impugnare la sentenza di proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo, pronunciata il 27 marzo. L’obiettivo indicato è quello di ottenere dalla corte d’appello il rinvio a giudizio.
La notizia viene comunicata tramite un comunicato congiunto di poche righe, firmato da Raffaele Cantone e dal procuratore generale facente funzioni Elia Taddeo. Nella nota si sottolinea che l’iniziativa viene assunta “in accordo e condivisione con la Procura generale presso la Corte di appello”.
ricorso predisposto dal pm elena guarino
Il ricorso risulta predisposto dal pm Elena Guarino e, secondo quanto riportato, verrà notificato nei prossimi giorni agli avvocati dell’imputato e delle parti civili.
La Procura ha impugnato il proscioglimento dopo aver affrontato criticamente le presunte carenze motivazionali della sentenza, composta da 32 pagine, con cui il gup Riccardo Rossi ha dichiarato “il non luogo a procedere” nei confronti di Cagnazzo.
fabio cagnazzo sollecita ministro nordio e contesta la procedura
In risposta alla decisione della Procura, Fabio Cagnazzo reagisce pubblicamente tramite un post sui social. Nel messaggio, l’ufficiale dichiara di aver appreso dai media una nuova iniziativa della procura di Salerno e precisa che non intende commentare l’atto di appello in quanto rientrante nelle prerogative della Procura.
Il punto centrale della contestazione riguarda la comunicazione dell’atto: Cagnazzo afferma che nulla risulta ancora notificato a lui e ai suoi difensori, definendo la situazione “irrituale”. Conclude chiedendo un intervento del Ministro della Giustizia Nordio per una verifica della procedura.
Il contenuto del post richiama anche una critica più ampia alla vicenda, con la richiesta di controllare l’opportunità di un accertamento procedurale circoscritto alla regolarità delle comunicazioni e dei passaggi.
difesa critica anche la scelta del comunicato stampa
All’interno degli ambienti difensivi, emerge un’ulteriore forma di irritazione legata alla scelta di rendere noto l’atto tramite un comunicato stampa. Per quanto riguarda l’ufficio della Procura salernitana, non risultano commenti attribuiti agli uffici rispetto alle parole di Cagnazzo.
accusa e presunti reati, da concorso in omicidio ad associazione a delinquere
Il colonnello Fabio Cagnazzo era imputato di concorso in omicidio con l’aggravante camorristica e di partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.
La ricostruzione indicata dall’impostazione inquirente attribuisce al presunto movente il carattere di un delitto organizzato volto a zittire il sindaco pescatore, Angelo Vassallo. Il quadro accusatorio si fonda anche sulle dichiarazioni del collaborante Romolo Ridosso, secondo la tesi inquirente costruita attorno alla scoperta di un grosso giro di droga al porto di Acciaroli.
Nel racconto dell’accusa, il sindaco avrebbe avuto un ruolo centrale nel progetto di denuncia: Vassallo si sarebbe apprestato a presentare un esposto alla Procura di Vallo della Lucania riguardo a persone descritte come “insospettabili”.
altri rinvii a giudizio e udienze per i presunti complici
La posizione di Cagnazzo si intreccia con altre decisioni giudiziarie. Il giudice che ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di altri soggetti risulta essere lo stesso che ha deciso sulla sua posizione, individuando ulteriori percorsi processuali separati.
Tra i rinviati a giudizio compaiono il brigadiere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano. Un ulteriore caso riguarda un presunto trafficante del clan Cesarano, Giovanni Cafiero, rinviato a giudizio solo per i reati di droga.
romolo ridosso, rito abbreviato e attesa della sentenza
Il collaborante Romolo Ridosso ha richiesto il rito abbreviato e proprio oggi risulta svolta un’udienza relativa al suo processo. Per Ridosso, la sentenza è attesa il 22 maggio.
Nel corso del procedimento, il pm ha chiesto una condanna a 7 anni e 4 mesi.
reazioni istituzionali e messaggi della fondazione vassallo
Accanto alle mosse processuali, si registrano anche comunicazioni legate alla Fondazione Vassallo. In una nota firmata da Dario e Massimo Vassallo, fratelli del sindaco, si legge un passaggio in cui viene evidenziato che il ricorso della Procura dimostra la continuità della ricerca della giustizia.
persone coinvolte nella vicenda
Nell’ambito dei passaggi descritti risultano nominati:
- Angelo Vassallo
- Raffaele Cantone
- Elia Taddeo
- Fabio Cagnazzo
- Nordio
- Elena Guarino
- Riccardo Rossi
- Romolo Ridosso
- Lazzaro Cioffi
- Giuseppe Cipriano
- Giovanni Cafiero
- Dario Vassallo
- Massimo Vassallo
