Fakir morto a Bologna: decesso alle indagini fino agli scontri, il punto
La morte di Abderrahim Fakir, 43enne di origine marocchina deceduto a Bologna durante un intervento della Polizia, resta al centro delle verifiche giudiziarie e delle ricostruzioni operative. Al momento non risultano indagati per il decesso, mentre la Procura ha avviato le attività previste dalla normativa attraverso l’iscrizione nel registro modello “45 bis”. Intanto, in città si sono registrate tensioni e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con l’uso di dispositivi di ordine pubblico e interventi di emergenza per episodi collegati alla protesta.
morte di abderrahim fakir a bologna: intervento di polizia e dinamica dei fatti
Abderrahim Fakir è morto il 19 luglio al Pilastro, durante un controllo di polizia. Secondo le segnalazioni pervenute alle autorità, l’uomo si sarebbe trovato in escandescenza prima dell’arrivo degli agenti. Sul posto sono intervenuti la Polizia e il 118. Nell’ambito dell’intervento, Fakir avrebbe iniziato a colpire la volante intervenuta. Gli operatori avrebbero quindi utilizzato spray urticante e messo in sicurezza l’uomo con fascette ai polsi; poco dopo l’uomo avrebbe accusato un malore, fino al decesso.
La Questura di Bologna ha indicato che gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato la presenza di una persona in evidente alterazione. Gli agenti avrebbero ricevuto supporto da altri cittadini anche dopo il danneggiamento di un’auto. È stato richiesto immediatamente anche l’ausilio dei sanitari. Al termine delle operazioni di contenimento svolte in presenza del 118, il soggetto è deceduto.
La ricostruzione degli eventi è stata collegata alle riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti.
telefonata al 113 e segnalazione di un passante prima dell’intervento
Una telefonata al 113, trasmessa in esclusiva al Tg1, riporta la descrizione di una persona che, secondo il chiamante, si sarebbe presentata con comportamenti agitati e urlanti. Nella comunicazione viene riferito che l’uomo sarebbe giunto dietro le autorimesse, gridando aiuto e scalciando i basculanti.
La segnalazione riporta anche dettagli sull’abbigliamento e sulla posizione: l’uomo sarebbe descritto come in ciabatte, circa un metro e ottanta, con una maglia a maniche corte bordeaux e pantaloni lunghi neri, seduto su una scalinata dopo essere arrivato di corsa.
indagini e modello “45 bis”: procedimenti per le fasi dell’intervento
Per il decesso al momento non risultano indagati. La Procura di Bologna ha però applicato la nuova norma legata al registro per le annotazioni preliminari, iscrizione resa necessaria quando siano presenti elementi che richiedono la valutazione di una possibile causa di giustificazione.
Secondo quanto riportato dalla Procura, dal procedimento derivano iscrizioni nel registro modello “45 bis”: sono sei in totale, tra cui due poliziotti del commissariato Bolognina Pontevecchio e quattro sanitari, nel fascicolo aperto per l’ipotesi di reato di omicidio colposo.
procura di bologna: esame degli atti e documentazione video
La Procura ha comunicato che, dopo l’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita tramite gli apparati in uso alle forze di polizia, è stato avviato il procedimento in apposito registro modello “45 bis”, riguardante quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento.
Gli accertamenti, come indicato, terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti, precisando che l’orizzonte temporale considerato risulta più ampio rispetto al materiale video diffuso in rete sino a quel momento, oltre a includere il ruolo degli operatori delle forze dell’ordine e del personale sanitario.
Le verifiche sono impostate per arrivare alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti, con accertamenti medico-legali e con tempi previsti dalla normativa di recente entrata in vigore.
scontri a bologna dopo il presidio: idranti, lacrimogeni e barricate
Parallelamente alle indagini, ieri sera in città si sono registrate forti tensioni. Davanti alla prefettura di Bologna, in seguito a un presidio pacifico in piazza per Fakir, manifestanti e forze dell’ordine in tenuta antisommossa sono venuti a contatto più volte. La protesta avrebbe incluso lancio di oggetti e petardi contro gli agenti, con l’uso di barricate improvvisate e l’innesco di episodi che hanno richiesto interventi della risposta pubblica.
momenti di escalation: lancio di oggetti e avanzamenti con idrante
I momenti di tensione hanno visto cori contro gli “assassini” e lanci di oggetti verso il cordone delle forze di polizia. È stato quindi attivato l’idrante e impiegati lacrimogeni. Gli agenti avrebbero avanzato di alcuni metri per allontanare la folla dall’area davanti alla prefettura.
Con il proseguire delle dinamiche, sarebbero ripresi ulteriori lanci, compresi petardi. La polizia ha utilizzato ancora l’idrante e i lacrimogeni, con avanzamenti finalizzati a spostare i manifestanti lontano dal fronte davanti alla prefettura.
barricata in strada e nuovi lanci: rete metallica e bottiglie di vetro
Dopo l’arretramento dall’area davanti alla prefettura, i manifestanti si sarebbero posizionati in un tratto di strada che collega la zona a via Ugo Bassi. In quell’area sarebbe stata costruita una sorta di barricata composta da oggetti tra cui biciclette e una rete di metallo. In seguito sono stati segnalati altri lanci di oggetti, tra cui bottiglie di vetro, con nuove attivazioni dell’idrante e ulteriori impieghi di lacrimogeni.
intervento dei vigili del fuoco per auto a fuoco
In centro a Bologna, tra via Bassi e via Venezian, i vigili del fuoco sono intervenuti per un episodio di auto a fuoco. Nella zona risultavano presenti camionette e agenti della polizia in piazza Roosevelt, davanti alla prefettura.
nordio su morte di fakir e polemiche: registro “45 bis” e chiarimenti su scudo penale
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in un’intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato che le immagini violente restano una fonte di grande disagio e che occorre considerare anche le situazioni, inclusi gli aspetti psicologici, di chi opera in contesti di estrema difficoltà. Il ministro ha inoltre indicato la necessità di attendere l’esito dell’autopsia.
nessun modello “ice”: differenze rispetto agli Stati Uniti
Nordio ha respinto l’ipotesi di un parallelismo con il modello americano dell’Ice, evidenziando che quello statunitense sarebbe differente sia per disciplina della legittima difesa sia per modalità di uso delle armi da parte della polizia. Il ministro ha ricordato anche la propria esperienza professionale, affermando che l’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine sarebbe sempre stato molto prudente.
scudo penale: l’espressione e il significato della non automatica iscrizione
Riguardo allo scudo penale per gli agenti coinvolti nei fatti di Bologna, Nordio ha aggiunto che l’espressione lascia intendere una immunità che non esiste. Secondo quanto riportato, l’obiettivo sarebbe evitare una automatica iscrizione nel registro degli indagati che potrebbe essere percepita come una sorta di condanna anticipata. La valutazione sulle cause di giustificazione spetterebbe alla magistratura.
personaggi e figure citate
- Abderrahim Fakir
- Carlo Nordio
- Paolo Guido
- 118
- polizia del commissariato Bolognina Pontevecchio