Olè coro fastidioso che disturba i tennisti a roland garros 2026
Al Roland Garros 2026 è tornato subito a farsi sentire un coro ormai diventato una caratteristica distintiva del torneo. Con l’avvio del primo turno, nel giorno di domenica 24 maggio, le tribune del complesso parigino hanno iniziato a intonare un motivetto ripetuto con regolarità e percepibile anche dalla televisione. Il risultato è un’atmosfera inconfondibile, che accompagna i match trasformando il pubblico in una sorta di colonna sonora collettiva.
poporopoporopoooo e olèèè: il coro che accompagna il roland garros
Durante le pause tra un punto e l’altro, dagli spalti arriva spesso l’urlo "Poporopoporopoooo", a cui segue puntualmente la risposta corale "olèèè", prolungata e ritmata. Il meccanismo si ripete con frequenza nel corso delle partite, a volte anche a breve distanza l’una dall’altra, finendo per diventare un elemento ricorrente dell’esperienza sugli spalti e davanti alle telecamere.
Il motivo ha preso spazio già nella stagione precedente e, secondo quanto riscontrato sugli altri campi del circuito, ha poi finito per influenzare anche l’animazione in altri tornei in giro per il mondo. Nel corso delle giornate parigine, la presenza di tifosi e appassionati nelle tribune rende il canto particolarmente “visibile” e funzionale al coinvolgimento del pubblico tra un scambio e l’altro.
alcaraz e il momento del coro: richiesta al microfono e risate
Lo scorso anno il coro aveva avuto una forte esposizione grazie a Carlos Alcaraz. Dopo il match contro l’ungherese Fabian Marozsan, valido per il secondo turno e concluso in quattro set, lo spagnolo aveva partecipato alla tradizionale intervista post partita sul Philippe-Chatrier. In quella fase Alcaraz aveva fatto una richiesta particolare al suo intervistatore e, dopo una rapida reazione, aveva collegato il momento al coro ripetendo nel microfono "Poporopoporopoooo". La scena aveva provocato risate del pubblico e aveva rafforzato l’associazione tra il chant e l’immaginario del torneo.
La capacità del motivetto di “entrare in testa” non riguarda soltanto gli spettatori: la ripetizione insistente, resa possibile dalla reazione immediata degli spalti, ha fatto sì che il ritornello arrivasse anche ai giocatori coinvolti nei match.
le critiche: quando il canto interrompe la concentrazione
La frequenza con cui il coro viene intonato, talvolta anche da bambini presenti sugli spalti, viene indicata come un fattore capace di creare fastidio. Il punto contestato non riguarda soltanto chi segue dal vivo o in televisione, ma anche altri tennisti che non riconoscono al canto una valenza divertente.
jaume munar: rispetto, concentrazione e continuità di gioco
Una delle voci che si è lamentata apertamente è stata Jaume Munar. Dopo la sconfitta del secondo turno contro il francese Arthur Fils, lo spagnolo ha spiegato che il coro, con le sue interruzioni continue, rappresenterebbe una mancanza di rispetto verso il momento di gioco e verso la necessità di mantenere la concentrazione. Nella sua ricostruzione, l’attenzione non dovrebbe deviare dal lavoro in campo, perché il tennis richiede continuità operativa tra un’azione e l’altra.
Munar ha sottolineato che i tifosi sono presenti per lo show, ma quando l’interruzione diventa frequente il campo rischia di assumere un contesto simile a un circo o a un teatro. Secondo la sua posizione, non sarebbe accettabile impedire lo svolgimento regolare delle fasi di gioco, con il conseguente effetto di non consentire ai giocatori di eseguire il proprio lavoro fino in fondo.
altri cori al foro italico: varietà limitata e reazioni ritmate
Nel confronto con altri sport, viene evidenziato che il tennis offre generalmente meno varietà nei cori rispetto ad ambiti come il calcio. Il motivetto non è rimasto confinato esclusivamente a Parigi: il chant è stato notato anche sugli spalchi del Foro Italico durante gli Internazionali d’Italia, con una partecipazione che ha accompagnato le partite in sedi diverse, dall’area Pietrangeli fino al Centrale.
In alcune occasioni, per variare, il pubblico avrebbe inserito anche espressioni come "C'mon, let's go", includendo il nome del tennista di turno. La risposta corale sarebbe stata comunque mantenuta tramite mani battute a tempo da parte dello stadio, pur con una fantasia considerata limitata rispetto alla ripetizione del coro principale.
personaggi e match citati nel racconto
- Carlos Alcaraz
- Fabian Marozsan
- Jaume Munar
- Arthur Fils