Narges mohammdi trasferita in ospedale a teheran dopo lo svenimento in carcere
Dopo giorni di pressanti richieste da parte della famiglia, l’avvocata iraniana Narges Mohammadi, insignita del Premio Nobel per la Pace, è stata trasferita in un ospedale a Teheran. Il passaggio sanitario segue un aggravamento improvviso delle sue condizioni, culminato con due episodi di svenimento avvenuti mentre era detenuta nel carcere di Zanjan.
trasferimento ospedaliero di narges mohammadi a teheran
La fondazione collegata all’attivista ha comunicato che il trasferimento è stato disposto dopo un malore con perdita di conoscenza. Mohammadi era detenuta a partire da dicembre e, secondo quanto riportato, ha perso conoscenza due volte. Successivamente è stata inviata presso un ospedale locale il 1° maggio, tappa che precede l’ulteriore trasferimento verso Teheran.
La fondazione spiega che le è stata concessa la sospensione della pena detentiva su cauzione. Nella stessa dichiarazione, condivisa con Associated Press, viene però evidenziato che tale misura non risulta sufficiente. L’argomentazione centrale riguarda la necessità di “cure specialistiche permanenti”. La fondazione sostiene che occorra evitare ogni ritorno in carcere e chiede un intervento definitivo sulla sua situazione giudiziaria.
Il testo del comunicato afferma: “Dobbiamo garantire che non torni mai più in carcere per scontare i 18 anni rimanenti della sua pena”. Viene inoltre richiesto di procedere con libertà incondizionata e con l’archiviazione di tutte le accuse.
medicina legale e motivazioni del trasferimento
L’avvocato di Mohammadi, Mostafa Nili, con sede in Iran, ha dichiarato tramite i social network che l’ordine di trasferimento è stato emesso dopo una decisione dell’Organizzazione di Medicina Legale. L’organismo, formato da medici legali nominati dal governo, avrebbe indicato che, a causa delle numerose patologie, la donna deve continuare le cure fuori dal carcere e sotto la supervisione della propria equipe medica.
condizioni di salute e quadro clinico riferito dalla famiglia
Il fratello di Mohammadi, Hamidreza Mohammadi, residente a Oslo in Norvegia, aveva già affermato in precedenza che i medici legali avrebbero raccomandato un trasferimento a Teheran, ma la decisione sarebbe stata bloccata. Nel nuovo aggiornamento fornito a Associated Press, ha espresso sollievo per la nuova fase: “Ora sono sollevato. Posso respirare di nuovo”.
In merito alla detenzione attuale, Mohammadi, di 53 anni, è detenuta a seguito di un arresto nella città di Mashhad, nel nord-est dell’Iran. La famiglia sostiene che la sua salute si sia deteriorata in carcere anche per i colpi ricevuti durante l’arresto.
eventi medici recenti e necessità di monitoraggio
Tra i problemi sanitari riportati dalla famiglia figura un infarto avvenuto a marzo. È inoltre presente un coagulo di sangue nei polmoni individuato come antecedente rispetto all’incarcerazione. La gestione richiede anticoagulanti e monitoraggio per evitare complicazioni.
Dal trasferimento nell’unità di terapia intensiva cardiaca dell’ospedale di Zanjan, la pressione sanguigna avrebbe alternato valori estremamente bassi e estremamente alti. Secondo quanto riferito dal fratello, Mohammadi riceveva ossigeno per respirare e non era in grado di parlare.
richiami del comitato del premio nobel
Il comitato del Nobel aveva invitato le autorità iraniane a trasferire immediatamente Mohammadi al team medico di fiducia a Teheran. Il messaggio sottolineava che, senza quel trattamento, la sua vita sarebbe rimasta a rischio.
narges mohammadi: riconoscimenti e detenzioni nel percorso
Mohammadi è un’attivista per i diritti umani e una figura impegnata nella difesa dei diritti delle donne. Ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2023, quando era già in carcere. Nel corso della sua carriera è stata incarcerata più volte.
Nel contesto attuale risultano coinvolti, per ruoli e dichiarazioni riportate:
- Narges Mohammadi
- Mostafa Nili
- Hamidreza Mohammadi
