Militare a Modena usa il tourniquet e salva la donna investita fino all’ospedale

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Militare a Modena usa il tourniquet e salva la donna investita fino all’ospedale

La scena a Modena si è trasformata in un evento drammatico in pochi secondi: una vettura lanciata contro la folla ha investito persone a piedi e in bicicletta, con urti violenti che hanno causato lo sbalzamento dei corpi e, al termine della corsa, l’arresto della macchina contro la vetrina di un negozio. La concitazione è diventata immediata, tra urla, tentativi di bloccare l’autore e un clima di panico diffuso.

Nel caos, la situazione più critica è emersa subito riguardando una donna di 55 anni schiacciata contro le mura di un palazzo. Le sue condizioni sono apparse da subito gravissime: le gambe si sono staccate in modo netto e, senza un intervento urgente, il rischio di una morte per dissanguamento sarebbe stato elevato.

aggressione a modena: auto contro la folla e arresto contro una vetrina

Le immagini dell’auto che a Modena si è lanciata contro la folla restituiscono l’idea di una passeggiata che, da tranquilla, è diventata improvvisamente una possibile strage. Il mezzo ha investito più persone, causando conseguenze immediate e difficili da gestire sul posto. Il termine della corsa, contro la vetrina di un negozio, non ha abbassato la tensione: intorno al luogo dell’impatto si sono susseguiti grida e corse, mentre si cercava di fermare l’autore dell’azione.

Il 31enne indicato come responsabile del gesto, Salim El Koudri, sarebbe fuggito dall’area mentre intorno si creava disordine. Nel racconto degli eventi viene sottolineato che l’uomo avrebbe presentato problemi psichici, circostanza che ha accompagnato l’intera dinamica.

intervento salvavita: laccio emostatico per fermare l’emorragia

All’interno della scena, mentre i soccorsi prendevano forma, l’elemento decisivo è stato un intervento immediato sulla vittima più grave. A osservare la situazione c’era un ufficiale dell’esercito, appartenente alle forze speciali del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, tra gli incursori incaricati delle missioni considerate più delicate.

Secondo quanto ricostruito, l’ufficiale ha utilizzato un dispositivo in dotazione ai militari, un laccio emostatico (indicato anche come tourniquet). L’atto ha avuto un obiettivo preciso: limitare la grave emorragia che avrebbe potuto portare a conseguenze fatali nell’arco di breve tempo.

L’applicazione del laccio emostatico ha permesso alla donna di ottenere tempo sufficiente per essere trasportata in ospedale. La vittima ha potuto quindi raggiungere il pronto soccorso in condizioni che, dopo l’intervento, sono risultate compatibili con la possibilità di essere salvata dall’emorragia.

condizioni della donna ferita: trasporto in ospedale e pericolo di vita

Grazie all’intervento sul posto, la donna è arrivata viva in ospedale. Gli ultimi aggiornamenti indicano che si trova in condizioni molto gravi e resta in pericolo di vita. La gravità della lesione iniziale rende determinante l’immediata gestione dell’emorragia, elemento collegato direttamente all’uso del laccio emostatico effettuato sul luogo.

figure coinvolte: autore dell’episodio e militare intervenuto

La ricostruzione degli eventi richiama due presenze principali: l’autore dell’azione e il militare che ha prestato soccorso immediato. L’autore è indicato come Salim El Koudri, mentre il supporto decisivo alla vittima più grave è stato assicurato da un ufficiale delle forze speciali del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”.

  • Salim El Koudri (31enne, autore del gesto)
  • Ufficiale dell’esercito del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” (intervento con tourniquet)
Auto sulla folla a Modena, l’intervento del militare e l’uso del tourniquet: così la ferita più grave è riuscita ad arrivare viva in ospedale
Categorie: SaluteCronaca

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