Mia moglie era esperta, deve essere successo qualcosa lì sotto
La ricerca dei corpi continua nelle acque in cui non sarebbe stata più possibile la risalita, mentre le autorizzazioni e le modalità dell’immersione continuano a restare al centro di ricostruzioni contrastanti. Carlo Sommacal, marito della docente Monica Montefalcone e madre di Giorgia, affronta la situazione con un punto fermo: riportare a casa la moglie e la figlia, lasciando ogni valutazione sulle responsabilità a eventuali sviluppi successivi.
ricerca dei corpi e priorità di Carlo Sommacal
Sommacal attende i corpi della moglie e della figlia, spiegando che i sub stanno cercando di recuperare quanto non è più emerso dalle acque. Nel frattempo, ribadisce la necessità che venga chiarito ciò che è avvenuto, ma con un’attenzione immediata al rientro delle persone scomparse.
Le sue parole indicano anche la volontà di non alimentare ulteriori interpretazioni prima che emergano elementi concreti: “Se poi dovessero emergere delle responsabilità si vedrà”. Il focus resta quindi sul recupero delle salme, mentre sul resto dichiara di non poter sapere cosa sia accaduto durante l’immersione.
autorizzazioni e limiti di profondità secondo Carlo Sommacal
Il marito di Monica Montefalcone insiste sulla correttezza delle procedure. Sottolinea che, secondo quanto conosciuto e secondo le proprie convinzioni, non si sarebbe trattato di un’immersione intrinsecamente rischiosa, ricordando che la moglie e la figlia avrebbero seguito criteri di prudenza e valutazione.
Sommacal afferma con decisione la sua posizione, sostenendo che non ritiene ci fossero autorizzazioni mancanti per la figlia e respingendo l’ipotesi che le condizioni autorizzative fossero differenti per le tre persone coinvolte. Nel suo racconto emerge una situazione di confusione sulle autorizzazioni, con indicazioni che cambierebbero nel tempo.
discordanze sulle autorizzazioni e condizioni operative
Sommacal descrive una progressione di informazioni non allineate: dichiara di aver sentito che prima non si poteva oltre i 30 metri, poi di aver avuto notizie diverse sul fatto che quei limiti fossero o non fossero applicabili. Indica inoltre che sarebbero emerse autorizzazioni considerate non idonee, sostenendo che non sempre la documentazione risulti coerente.
ruolo dell’operatore e informazioni ricevute
Nel suo intervento vengono citate anche differenze su chi avrebbe operato durante l’attività. Sommacal riferisce di aver sentito notizie non uniformi sul ruolo di Gianluca: da quanto raccolto, sarebbe stato indicato in un primo momento come operatore di Albatros, successivamente come operatore esterno. Il marito racconta di aver ricevuto “di tutti i colori” e collega la varietà di versioni al fatto di aver vietato a suo figlio di frequentare i social, per evitare ulteriori narrazioni non verificabili.
esperienza di Monica Montefalcone e profilo del gruppo
Sommacal dedica una parte centrale del suo racconto alla preparazione della moglie. La descrive come una subacquea di elevata esperienza, legandola anche a un percorso lungo e strutturato. Nella sua ricostruzione, Montefalcone risulterebbe tra le migliori subacquee e avrebbe affrontato in passato eventi estremi, citando la sopravvivenza allo tsunami del 2004.
numeri, attività scientifica e metodo
Viene indicato un profilo di grande continuità: cinquemila immersioni, vent’anni di trasferte alle Maldive e la presenza di una modalità di lavoro basata su osservazione e annotazione dei risultati. Sommacal la descrive come meticolosa e capace di gestire situazioni complesse, affermando che non avrebbe mai messo a repentaglio la vita della figlia o di altri.
Gopro e formazione della figlia
Tra i dettagli ricordati, emerge anche che Montefalcone indossava di solito una GoPro durante le immersioni. Sul percorso della figlia, Sommacal sostiene che Giorgia sia considerata esperta perché segue immersioni da più di dieci anni insieme a sua madre. L’impostazione complessiva del racconto attribuisce al gruppo un alto livello di competenza.
brevetti, istruzione e policy di sicurezza
Sommacal ribadisce il carattere tecnico della preparazione, dichiarando che la moglie sarebbe pluribrevettata, con oltre cinquemila immersioni e trentasei anni di pratica. Specifica inoltre che sarebbe stata istruttrice e avrebbe avuto tutti i brevetti possibili secondo quanto riportato.
Nel racconto compare anche la cornice operativa: Sommacal menziona una policy secondo cui se c’è un’allerta o problemi non si scende. Richiama la meticolosità della moglie, descrivendola come persona seria e capace, con una convinzione specifica sull’esecuzione dell’immersione.
ipotesi sull’accaduto e comunicazioni dall’ambasciata
Sommacal dichiara di non poter conoscere ciò che è accaduto sotto la superficie, pur ribadendo la sua convinzione che l’immersione si sia svolta nelle condizioni che potevano essere permesse. Sul recupero, riferisce che le informazioni sui corpi avvistati sarebbero arrivate tramite comunicazioni dall’ambasciata, aggiungendo che deve capire se recarsi sul posto.
Chiude con l’indicazione che le spiegazioni relative all’evento restano molteplici, affermando che le ipotesi sono infinite finché non emergono riscontri affidabili.
persone citate
- Monica Montefalcone
- Giorgia
- Carlo Sommacal
- Gianluca
