Meta e TikTok sotto accusa a Milano: il processo per la protezione dei minori

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Meta e TikTok sotto accusa a Milano: il processo per la protezione dei minori

Una nuova fase legale si apre a Milano con l’arrivo della prima class action in Europa contro i social network Meta e TikTok, promossa per contestare possibili danni ai minori. L’udienza del 14 maggio segna un passaggio decisivo dopo tentativi di rinvio, mentre sullo scenario internazionale si accumulano pressioni, procedimenti e richieste di sanzioni.

class action a milano contro meta e tiktok: udienza del 14 maggio

Al tribunale civile di Milano si tiene oggi l’udienza relativa alla class action contro Meta e TikTok per presunti danni ai bambini. Le piattaforme hanno provato più volte a spostare la data: dopo una richiesta accolta a febbraio, il 12 maggio il rinvio è stato negato, con conferma dell’apertura dell’udienza.

meta sotto pressione: sanzioni nel mirino e indagini europee

La contestazione europea si inserisce in un contesto già complesso per Meta. Negli Stati Uniti, il 4 maggio lo Stato del New Mexico ha chiesto sanzioni per 3,7 miliardi di dollari per la mancata tutela dei più giovani, collegando la richiesta al risarcimento già determinato in sede civile: 375 milioni, moltiplicati per dieci.

In Europa, inoltre, sul colosso guidato da Mark Zuckerberg gravano 5 indagini della Commissione europea. Per ogni procedimento, il rischio indicato può arrivare fino al 6% del fatturato. Considerando ricavi 2025 globali di Meta oltre i 200 miliardi di dollari, l’eventuale impatto complessivo viene stimato come ipotesi contabile su cifre dell’ordine di decine di miliardi.

class action italiana: deposito, promotori e obiettivi chiesti al giudice

Il ricorso giudiziario contro Meta e TikTok è stato depositato nel luglio 2025, promosso dal Moige (Movimento Italiano Genitori) e dallo studio legale torinese Ambrosio & Commodo. All’iniziativa hanno aderito Anfn (Associazione nazionale famiglie numerose) e Age (Associazione italiana genitori).

Le richieste indirizzate al giudice mirano a imporre tre obblighi legati alla salute dei bambini:

  • verifica dell’età degli utenti e rispetto del divieto di accesso per i minori di 14 anni;
  • modifica dell’algoritmo con l’eliminazione di strategie capaci di alimentare dipendenza;
  • informazione agli utenti sui possibili danni per la salute, con un richiamo esplicito a rischi analoghi a quelli connessi a prodotti come farmaci, tabacco e alcol.

class action italiana: numeri stimati, tempi della decisione e possibili ordini del giudice

Secondo lo studio legale e le associazioni sostenitrici, risultano circa 3,5 milioni i bambini tra 7 e 14 anni che frequentano le piattaforme di Meta e TikTok in violazione del divieto. Considerando anche i genitori, l’insieme delle persone coinvolte viene indicato come circa 10 milioni.

Quanto accadrà dopo l’udienza del 14 maggio: il giudice potrebbe concedere tempo per altri approfondimenti, permettendo alle parti di consegnare ulteriori memorie. In alternativa, la sentenza potrebbe arrivare tra pochi giorni o alcune settimane. Se le richieste venissero accolte, il giudice stabilirebbe i tempi perché le piattaforme possano adeguarsi.

Nelle dichiarazioni riportate, viene indicata una soluzione richiesta: chiusura degli account di tutti gli italiani con riapertura riservata a chi presenta documento d’identità con età superiore ai 14 anni. In alternativa, qualora il ricorso venga accolto, viene menzionata la possibilità di ordinare la verifica dell’età tramite un ente terzo, in linea con quanto previsto dal Decreto Caivano per gli utenti dei siti porno.

azioni successive e risposta difensiva: cause individuali e responsabilità dei genitori

Per le piattaforme, i grattacapi potrebbero non limitarsi alla sola class action. Secondo quanto riferito, dopo la procedura collettiva potrebbero essere avviate cause civili individuali con richieste di risarcimenti legate a danni inflitti ad adolescenti, citando anche casi di suicidi. In sede statunitense, viene richiamato il 24 marzo con un risarcimento disposto dal tribunale di Los Angeles a Meta e Google per danni subiti da una giovane donna quando era minorenne. Per quanto riguarda TikTok, viene ricordato il ritiro dal processo californiano poco prima dell’inizio, tramite accordo extragiudiziale.

Nel procedimento di Milano, la difesa di TikTok viene descritta come una linea chiara: l’esistenza di un danno, qualora fosse ipotizzabile, non sarebbe imputabile alle piattaforme ma esclusivamente ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale.

caso nuovo messico: processo, richieste di sicurezza e fase senza giuria

Il caso del New Mexico si colloca dopo la condanna del 25 marzo e apre una seconda fase del processo contro Meta. Nella prima fase, Meta è stata condannata a pagare 375 milioni di dollari per non aver tutelato i minori dai rischi degli abusi sessuali.

Il 4 maggio lo Stato ha chiesto ufficialmente di riconoscere Meta come una minaccia

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