Massimo Calearo indagato per truffa e bancarotta: sequestrata la villa
Un’inchiesta della Procura di Vicenza mette sotto i riflettori un sistema di presunti illeciti legati a finanziamenti pubblici e attività societarie. Al centro della vicenda figura Massimo Calearo Ciman, imprenditore e già esponente politico, insieme ai figli, con contestazioni che spaziano dalla truffa aggravata fino alla malversazione e alla bancarrota fraudolenta. Le ricostruzioni degli inquirenti riguardano operazioni che, secondo l’accusa, sarebbero state sostenute da documentazione falsificata e da una gestione ritenuta non corretta di risorse assistite da garanzia pubblica.
inchiesta procura di vicenza: truffa aggravata, malversazione e bancarotta fraudolenta
L’indagine della Procura di Vicenza coinvolge Massimo Calearo Ciman e i figli Eugenio e Carlo Alberto. Le contestazioni riguardano truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione di erogazioni pubbliche e bancarrota fraudolenta.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’attenzione si concentra su finanziamenti complessivi per oltre nove milioni di euro, assistiti da garanzia pubblica. Tali somme sarebbero state, secondo l’accusa, erogate in modo illecito alla società di famiglia Calearo Antenne spa, oggi in liquidazione, azienda che produceva componenti per l’automotive.
finanziamenti pubblici e garanzia statale: importi e società coinvolte
L’indagine ruota attorno a finanziamenti per oltre nove milioni di euro supportati da garanzia pubblica. Il focus si concentra sulla società Calearo Antenne spa, indicata come destinataria dei fondi secondo le ricostruzioni della Procura.
numero di indagati: sette persone tra vertici aziendali e sindaci
In totale gli indagati risultano sette. Oltre a Massimo Calearo Ciman e ai figli, gli altri soggetti coinvolti sono:
- l’ex amministratore delegato dell’azienda;
- i tre componenti del collegio sindacale.
documenti falsificati e sequestri: beni, immobili e quote per milioni
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati avrebbero ottenuto i finanziamenti presentando documenti e dati contabili falsificati. Nell’ambito dell’indagine, la Guardia di finanza ha proceduto al sequestro di 15 immobili.
Tra i beni oggetto di sequestro risulta una villa di proprietà di Calearo sui Colli berici, oltre a quote societarie e finanziarie.
Il valore complessivo delle quote sequestrate viene indicato in quattro milioni di euro.
posizione della difesa: dichiarazioni e richiesta di contestazione dei sequestri
L’avvocato Marco Dal Ben, che assiste l’imprenditore e uno dei figli, ha rilasciato una dichiarazione riportando una posizione di serenità e intenzione di contestare i provvedimenti. Il legale afferma che Massimo Calearo è assolutamente sereno e sostiene di aver agito nell’interesse dell’azienda in modo trasparente. La difesa indica inoltre la volontà di riservare la contestazione in sede di riesame dei sequestri.
percorsi politico-istituzionali di Massimo Calearo: incarichi, scelte di partito e dichiarazioni
Tra il 2008 e il 2013 Massimo Calearo ha ricoperto il ruolo di deputato. È stato eletto nelle liste del Pd per volontà dell’allora segretario Walter Veltroni. Dopo l’elezione, Calearo avrebbe abbandonato il partito in seguito alla leadership di Pier Luigi Bersani, scelta che, secondo la ricostruzione riportata, era contestata per essere troppo spostata a sinistra.
Nel dicembre 2010 il deputato ha votato contro la mozione di sfiducia al governo Berlusconi IV, decisione maturata in un contesto in cui il governo sarebbe stato abbandonato dai finiani. Il voto si collegherebbe alla linea dei cosiddetti “responsabili”, con cui Calearo ha fondato il gruppo Popolo e Territorio.
Pochi mesi dopo, Berlusconi avrebbe nominato Calearo consigliere personale per il Commercio estero. Nel 2012 è stata ricordata una sua intervista alla trasmissione La Zanzara su Radio 24, in cui avrebbe dichiarato l’intenzione di non voler tornare in Parlamento e di utilizzare lo stipendio da deputato per pagare il mutuo della sua casa, indicato in 12mila euro al mese.
principali nomi citati nella vicenda
- Massimo Calearo Ciman
- Eugenio Calearo
- Carlo Alberto Calearo
- Marco Dal Ben
- Walter Veltroni
- Pier Luigi Bersani
- Berlusconi
