Marina abramović yogurt di pecora e 80 anni: lo stile di vita che vuole restare lucido e vivere a lungo
Marina Abramović, prima artista donna vivente celebrata con una mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia in occasione della Biennale, intreccia arte, memoria e rituali quotidiani con la sua presenza anche nel progetto Vendemmia d’Artista ’26 di Ornellaia. La sua relazione con il vino, però, non passa per il consumo: la scelta è netta, personale e coerente con un modo di intendere i simboli.
marina abramović e ornellaia: etichette d’artista senza alcol
Nel contesto della Vendemmia d’Artista ’26, Marina Abramović torna a confrontarsi con un elemento carico di significati: il vino. Il suo punto di partenza è dichiarato con chiarezza: non beve alcolici. Racconta di non aver mai bevuto vino in vita sua e di non amarsi l’idea dell’alcol in generale, perché può provocare reazioni che considera “strane”. L’unica bevanda che indica di preferire è lo yogurt di pecora, definito più saporito.
Le etichette, invece, nascono da un processo creativo guidato dall’interesse per ciò che il vino rappresenta. Abramović spiega che Ornellaia le appare significativa per la storia e per la collaborazione consolidata con gli artisti. L’intervento grafico viene presentato come una riflessione sul senso del vino: per molte civiltà, secondo la sua lettura, il vino è un vero elixir, capace di portare felicità alle persone. Nel disegno delle etichette, l’ispirazione si collega a come ne parlano culture diverse: cita i francesi e anche gli italiani.
marina abramović sul vino: dispute tra regioni e ricerca della felicità
La conversazione dedica spazio anche al tema delle preferenze e alla famosa disputa su quali siano i vini migliori. Abramović richiama il confronto tra rosso di Bordeaux e vini toscani, fino a includere l’ipotesi che, in assoluto, siano da considerare lo champagne. La questione, per lei, non si esaurisce nel gusto: diventa un percorso verso una definizione di felicità.
Il ragionamento porta a un’immagine precisa legata all’Italia e alla memoria culturale. Abramović collega il suo pensiero all’idea che, nel celebre film La dolce vita, si trova una suggestione forte. Indica anche una abitudine musicale: afferma di ascoltare Nino Rota ogni volta che si sente triste, con l’effetto di sentirsi subito meglio. La musica viene descritta come la “musica della felicità” e la domanda conclusiva sintetizza il punto: per essere felici, suggerisce che ascoltare Nino Rota con un bicchiere in mano possa essere l’opzione migliore.
marina abramović e il rapporto con la morte: dal testamento alle cose importanti
Accanto al vino e all’arte, la chiacchierata attraversa i temi esistenziali. Abramović ripercorre il ricordo d’infanzia in cui, camminando nel bosco con la nonna, desiderava toccare qualcosa per terra e scopriva che si trattava di un serpente. Il discorso prosegue poi sulla paura della morte, che dichiara di sentire, pur in un quadro più ampio di consapevolezza.
Alla domanda se la morte la spaventi, risponde che tutti ce l’hanno e che negare significherebbe mentire. Racconta un gesto immediato: quando l’aereo incontra turbolenze, scrive subito un testamento. La prospettiva, però, viene riformulata: pensare alla morte ogni giorno, afferma, significa dare senso a ogni singolo minuto e non sprecarlo in sciocchezze, concentrandosi su ciò che considera importante.
80 anni, saggezza e desideri: vivere a lungo e morire consapevolmente
Il racconto include anche gli 80 anni che si avvicinano. Abramović li descrive come un tempo meraviglioso se il fisico sta bene, perché porta la saggezza della vecchiaia. Afferma di comprendere la vita molto meglio rispetto al passato.
In quanto ai desideri, esprime un’aspettativa principale: vivere a lungo, come fece sua nonna, e poi morire consapevolmente. Il riferimento è a un’immaginazione precisa del fine: non un incidente qualsiasi o un episodio in un ospedale, ma un momento in cui restare coscienti, senza rabbia e senza paura.
Personaggi citati:
- Marina Abramović
- Nino Rota
Opere e riferimenti culturali citati:
- La dolce vita


