Mantide di parabiago chiesto l’ergastolo per adilma pereira
Una morte finita all’apparenza nel solco degli incidenti stradali, ma ricostruita dagli inquirenti come esito di una strategia lunga e strutturata. Nel processo relativo alla cosiddetta “Mantide” di Parabiago, la procura ha chiesto la condanna all’ergastolo per la 50enne brasiliana Adilma Pereira Carneiro, accusata di aver predisposto un piano omicida ai danni del compagno Fabio Ravasio. La richiesta è stata avanzata dal pm di Busto Arsizio Ciro Caramore dopo una requisitoria durata oltre cinque ore.
condanna all’ergastolo per la “mantide” di parabiago
Al centro della vicenda c’è il 9 agosto 2024, quando il 52enne Fabio Ravasio venne travolto e ucciso mentre rientrava a casa in bicicletta. La procura sostiene che la donna abbia progettato l’investimento, presentando inizialmente l’evento come un comune sinistro stradale. La richiesta del pm riguarda Adilma Pereira Carneiro, indicata come responsabile del disegno persecutorio che, secondo l’accusa, sarebbe stato portato avanti per tre mesi.
richieste di condanna per gli altri imputati coinvolti
Accanto alla posizione della compagna, la requisitoria ha riguardato sette imputati ulteriori, chiamati a rispondere per il loro contributo all’assassinio. Per ciascuno è stata descritta una specifica funzione: dal ruolo legato alla guida dell’auto usata per investire la vittima, fino alla pianificazione, alle attività di supporto e al depistaggio. L’impostazione accusatoria indica anche una diversa contestazione della premeditazione, per tutti tranne che per Oliva.
pene richieste dai pm per ciascun imputato
- Igor Benedito: 24 anni
- Massimo Ferretti: 24 anni
- Mirko Piazza: ergastolo
- Mohamed Dahibi: ergastolo
- Fabio Lavezzo: ergastolo
- Marcello Trifone: ergastolo
- Fabio Oliva: 9 anni e 4 mesi
da incidente a piano programmato: la ricostruzione accusatoria
Secondo la ricostruzione iniziale, la morte di Ravasio avrebbe potuto sembrare uno degli episodi tipici dei pirati della strada. Lo scontro frontale con il ciclista 52enne si sarebbe verificato intorno alle 19.50 del 9 agosto in via Vela, con l’investitore identificato come conducente di un’auto nera proveniente dalla direzione opposta di marcia, con immediato allontanamento.
Le indagini avrebbero però smentito rapidamente questa chiave di lettura. La procura sostiene che l’evento fosse stato architettato e pianificato nei dettagli, secondo gli inquirenti, dalla compagna per un periodo di tre mesi. La donna, soprannominata la “Mantide”, avrebbe coinvolto sei persone, tra amici e anche uno dei suoi nove figli. Lo scopo indicato dall’accusa sarebbe stato quello di impossessarsi del patrimonio di Ravasio, valutato in circa 3 milioni di euro.
confessione di un complice e requisitoria: “modalità quasi militari”
Uno dei complici avrebbe fornito la prima confessione. Nel piano dell’incidente sarebbe stato assoldato come “palo”. La dinamica riferita dagli investigatori attribuirebbe alla donna l’intenzione esplicita: avrebbe dichiarato di non sopportare più il marito e di volerlo uccidere. Durante la requisitoria, il pm ha definito Adilma Pereira Carneiro come una figura capace di manipolare per arrivare ai propri obiettivi, qualificando l’omicidio come un’azione organizzata con modalità quasi militari.
contesto di pratiche esoteriche e figure spirituali citate dal pm
Nel corso della contestazione agli imputati è stato richiamato anche un contesto collegato a pratiche esoteriche. La requisitoria ha menzionato la figura di un “pai de santo”, presentata come convitato di pietra del processo, indicandola come guida spirituale della donna. Secondo quanto riferito, Adilma Pereira Carneiro, originaria di Natal (capitale del Rio Grande do Norte), avrebbe svolto il ruolo di sacerdotessa e, secondo l’amante, “riceveva in corpo gli spiriti”.
Durante le indagini, i carabinieri avrebbero trovato nel congelatore della donna parti di animali come cuori e cervelli, considerate dall’accusa funzionali ai riti. Le indagini avrebbero inoltre connesso alla figura della donna due morti sospette: i due mariti precedenti della stessa sarebbero entrambi deceduti. In alcune testimonianze, incluso quella di un coimputato, sarebbe emerso il timore per presunti riti di magia nera e pratiche riconducibili alla tradizione afrobrasiliana, indicate come potenzialmente rivolte anche contro la vittima. L’impianto accusatorio afferma che, una volta falliti tali tentativi, si sarebbe passati alla pianificazione dell’omicidio.
figure coinvolte nella vicenda nominate nella requisitoria
Adilma Pereira Carneiro, Fabio Ravasio, Ciro Caramore, Igor Benedito, Massimo Ferretti, Mirko Piazza, Mohamed Dahibi, Fabio Lavezzo, Marcello Trifone, Fabio Oliva.
