Lite in diretta tra Lovati e Bruzzone sui soldi versati famiglia Sempio: cosa è successo
Un acceso scontro davanti alle telecamere ha acceso il clima durante l’ultima puntata di “Quarto Grado” su Rete 4, con protagonista un confronto diretto tra la criminologa Roberta Bruzzone e l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio. Il botta e risposta, innescato da un tema giudiziario particolarmente delicato, è rapidamente degenerato al punto da portare il conduttore e giornalista Gianluigi Nuzzi a intervenire chiudendo il microfono a Lovati e mandando in pubblicità.
scontro tra Roberta Bruzzone e Massimo Lovati a quarto grado
La discussione in studio si è concentrata sul nuovo filone legato al caso Garlasco, con un riferimento specifico alla vicenda dei presunti soldi versati dalla famiglia di Andrea Sempio e incassati dagli ex legali del nuovo indagato per il delitto di Chiara Poggi. Il confronto è esploso in pochi minuti, con toni sempre più accesi tra le parti, fino a rendere necessario l’intervento del conduttore.
richiesta di chiarimenti sulle cifre ricevute
Al centro della prima fase del diverbio c’è stata una richiesta della Bruzzone a Lovati. La criminologa ha chiesto conto delle cifre che l’avvocato avrebbe ricevuto durante il periodo in cui difendeva Sempio. Secondo quanto riportato, le somme avrebbero oscillato complessivamente tra 45mila e 60mila euro.
La ricostruzione emersa durante il confronto indica che il denaro sarebbe stato consegnato in contanti agli avvocati di Sempio, i quali avrebbero poi ripartito le somme tra loro. Bruzzone ha insistito chiedendo se Lovati ritenesse normale non rendicontare le attività svolte per il proprio ex cliente.
risposte e accuse sul rendiconto dell’attività difensiva
Lovati ha risposto in modo netto alla contestazione di Bruzzone, dichiarando: “Io le cose mie le tengo per me cara Bruzzone!”. A seguire, la criminologa ha replicato sostenendo che non si trattasse di “cose sue”, sottolineando la necessità di rendere conto al cliente dei soldi versati e contestando inoltre l’assenza di una rendicontazione dell’attività difensiva.
Nel confronto verbale, Lovati ha mostrato segni di forte irritazione, arrivando a formulare la domanda: “Ma cosa vuoi da me?”. Bruzzone ha risposto citando il tema delle tasse, mentre Lovati ha replicato con un’ulteriore frase polemica, alimentando ulteriormente la tensione nello studio.
intervento di gianluigi nunzi e chiusura del microfono
Lo scambio tra Bruzzone e Lovati ha superato il limite della discussione ordinata. A un certo punto Lovati ha usato espressioni pesanti, parlando del lavoro svolto e arrivando a contestare il valore economico associato alla questione, con frasi come “per 15mila euro del cavolo che ho lavorato un anno e mezzo” e “ma vattela a prendere…”. Le parole hanno portato Gianluigi Nuzzi a chiudere il microfono a Massimo Lovati e a mandare in pubblicità.
Dopo la pausa, l’avvocato Lovati avrebbe rivolto scuse alla criminologa Bruzzone, invitandola a non istigarlo.
indagine della procura di brescia sui presunti contanti
Al di là dello scontro televisivo, il nodo principale rimane l’indagine aperta dalla procura di Brescia in relazione alla transazione di cui si parla durante la trasmissione. I magistrati, secondo quanto riportato, stanno cercando di chiarire gli aspetti sostanziali legati ai soldi consegnati dalla famiglia Sempio prima ancora che Andrea Sempio venisse formalmente indagato.
Nel mirino dell’indagine rientra la ricostruzione di chi avrebbe effettivamente incassato le somme in contanti e soprattutto per quali attività tali importi sarebbero stati collegati.
persone coinvolte nella discussione in studio
- Roberta Bruzzone
- Massimo Lovati
- Gianluigi Nuzzi
- Andrea Sempio
- Chiara Poggi


