IZS Sicilia, la direttrice Di Gaudio tra consulenze e nuove polemiche

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IZS Sicilia, la direttrice Di Gaudio tra consulenze e nuove polemiche

Un incarico istituzionale di grande responsabilità, affiancato a attività professionali esterne: il caso che coinvolge Francesca Di Gaudio, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico di Sicilia, mette al centro un nodo di compatibilità e di regole legate all’impegno previsto dal contratto. La questione, seguita tra sedi politiche e controlli formali, ruota attorno a un’autorizzazione mai chiarita in modo definitivo e alle modalità con cui vengono svolti e comunicati gli incarichi di consulenza tecnico d’ufficio (CTU) conferiti dall’autorità giudiziaria.

direttrice izs francesca di gaugio: compatibilità e autorizzazioni sotto verifica

La direttrice dell’IZS Francesca Di Gaudio, indicata in quota Fratelli d’Italia, è chiamata a chiarire se sia consentito guidare l’ente e, contemporaneamente, proseguire l’attività privata come consulente tecnico d’ufficio per diverse procure siciliane. La richiesta di risposta è arrivata più volte al ministro della salute Orazio Schillaci, sollecitato tramite interrogazioni e atti ispettivi: la questione viene presentata come un punto che attende un riscontro ufficiale, con l’attenzione rivolta al rispetto delle norme e alle eventuali conseguenze in termini di incompatibilità.

Nel contesto regionale, la vicenda è divenuta anche una partita politica. A Palazzo dei Normanni il gruppo Pd ha chiesto chiarimenti urgenti al governatore Renato Schifani, con coinvolgimento del neo assessore alla salute Marcello Caruso, indicato come forzista. Sullo sfondo, il rischio evocato è quello di ulteriori ricadute negli equilibri di giunta, con riferimento a un precedente allontanamento dall’ASP di Trapani avvenuto a maggio 2025. Parallelamente, a seguito di numerosi esposti, gli atti sono finiti sul tavolo della procura di Palermo, della Corte dei Conti e dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

contratto izs e vincolo di esclusività: il punto contestato

Il nodo centrale riguarda il contratto sottoscritto l’1 agosto 2024 con la Regione Sicilia. Nell’articolo 2, intitolato modalità di esecuzione dell’incarico ed esclusività dell’impegno, è previsto che il direttore generale si impegni a svolgere l’attività a tempo pieno e con impegno esclusivo.

contestazioni formali di cda e sindacati

Secondo le contestazioni formulate da Cisl Medici Palermo-Trapani e Uilfpl Palermo, poi riprese con richiami alle comunicazioni interne dell’IZS, la condizione di incompatibilità sarebbe stata verificata sulla base delle dichiarazioni rese dalla stessa direttrice. Le note citate fanno riferimento al Cda dell’IZS, firmate dalla presidente Maria Barreca, nominata in rappresentanza del Ministero della Salute, e dal responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza interno all’ente.

La contestazione si appoggia sul numero di incarichi ricevuti dalle procure nel biennio considerato. Risultano 37 incarichi presso le procure di Palermo, Termini Imerese e Marsala: 13 nel primo semestre 2024 con compenso lordo pari a 30.797 euro, 12 nel secondo semestre 2024, quindi successivi alla firma del contratto; 24 nel primo semestre 2025 e un numero imprecisato nel secondo semestre 2025. Viene inoltre indicato che nel 2024 sarebbero stati percepiti 153.679 euro per consulenze di CTU pregresse svolte tra il 2018 e il 2023.

risposta di di gaugio: incarichi nei fine settimana e lavoro occasionale

La ricostruzione delle contestazioni ha innescato la replica della direttrice. Di Gaudio ha risposto definendo le contestazioni insussistenti e sostenendo che la consulenza non sarebbe attività subordinata e non sarebbe stata svolta a tempo pieno. La posizione indica che l’attività sarebbe esercitata come prestazione occasionale, senza incidere sull’ente.

incarichi nel fine settimana secondo la direttrice

Secondo la direttrice, gli incarichi sarebbero stati conferiti e assunti tutti nel fine settimana, giorni in cui l’IZS non svolge attività. Gli elaborati peritali sarebbero stati scritti nel corso di sabato e domenica o, in modo sporadico, in tardo orario serale. Anche i depositi sarebbero stati effettuati nei giorni di sabato e domenica.

La direttrice sostiene che, per questa ragione, non sarebbe mai stato compromesso l’impegno esclusivo né l’obbligo di fedeltà nei confronti dell’IZS, perché si tratterebbe di attività non in conflitto. La difesa richiama inoltre una sentenza del Consiglio di Stato del 2017 che, in relazione a incarichi affidati dall’autorità giudiziaria, riconoscerebbe al giudice o al pm un soggetto non identificabile con le pubbliche amministrazioni o con enti pubblici economici o privati; in tale cornice, la funzione di CTU sarebbe indicata come funzione pubblica finalizzata alla giustizia, non come contratto di prestazione d’opera di altra natura.

mancate autorizzazioni e comunicazioni: cosa emerge dalle verifiche

Le ricostruzioni dei sindacati, secondo cui la dinamica sarebbe poco credibile, si sono concentrate anche sulla gestione delle udienze e sull’organizzazione degli incarichi. La risposta richiamata in merito fa riferimento alla tesi secondo cui le udienze verrebbero fissate anche in orari serali, notturni e nei giorni festivi.

procura di marsala e dichiarazione sul lavoro autonomo occasionale

In relazione alle verifiche sollecitate dal cda dell’IZS, la Procura di Marsala, con firma del procuratore capo Fernando Asaro, avrebbe precisato che Di Gaudio attesterebbe di svolgere l’attività in regime di prestazione di lavoro autonomo occasionale, comunicata tempestivamente di volta in volta all’amministrazione pubblica di appartenenza. Questo passaggio diventa centrale perché, secondo cda e sindacati, la direttrice non avrebbe comunicato nulla.

risposta dell’ispettorato della funzione pubblica

All’interno dell’interrogazione indirizzata a Barbagallo, l’Ispettorato della funzione pubblica del ministero della salute, a febbraio, avrebbe indicato che l’incarico CTU non rientrerebbe nel disposto dell’articolo 53 del d.lgs. 165/2001, che prevede la preventiva autorizzazione da parte dell’amministrazione di appartenenza. Nella medesima risposta sarebbe stato però chiesto di fornire elementi informativi sui profili di incompatibilità. Risulta assente, nella risposta richiamata, un cenno esplicito all’eventuale incompatibilità con riferimento alla specifica attività di consulente tecnico d’ufficio.

posizioni istituzionali regionali: difesa della direttrice e interrogazione sulle comunicazioni

Agli inizi di dicembre 2025, l’assessora regionale alla salute Daniela Faraoni avrebbe preso le difese della direttrice Di Gaudio, criticando il cda dell’IZS per incompetenza rispetto a richieste di risoluzione del contratto. La motivazione richiamata fa riferimento al clima di ostilità e conflittualità all’interno dell’istituto e, sul piano giuridico, al fatto che per Faraoni le figure di pubblico ministero e giudici non sarebbero identificabili con le pubbliche amministrazioni, con conseguente legittimità degli incarichi CTU.

richiesta di chiarimento del dipartimento di pianificazione strategica

Poche settimane più tardi, il 31 dicembre, il dipartimento di pianificazione strategica dell’assessorato alla salute regionale avrebbe chiesto espressamente a Di Gaudio se avesse informato le procure e gli altri uffici giudiziari da cui avesse ricevuto incarichi di consulenza, in modo preventivo del ruolo allora ricoperto, così da consentire al giudice conferente di valutare eventuali motivi di astensione collegati alla natura privatistica e alla esclusività del contratto da direttore generale dell’IZS.

precedente su incarichi e governance: il caso coribia

La vicenda mostra un precedente riguardante un’altra contestazione di incompatibilità. Secondo la ricostruzione richiamata, a fine luglio 2025 Di Gaudio si sarebbe autonominata vicepresidente del Consorzio di ricerca su rischio biologico in agricoltura (Coribia), un ente di ricerca senza scopo di lucro con natura privatistica, di cui l’IZS risulterebbe costituente. Il consorzio avrebbe sede nella stessa struttura dell’ente.

Quando Di Gaudio avrebbe informato la regione della sua nomina, la risposta dell’assessora Faraoni e dei dirigenti della pianificazione strategica avrebbe chiesto un passo indietro, richiamando l’articolo 2 del contratto e affermando che l’incarico prospettato sembrerebbe mal conciliarsi con il ruolo rivestito nell’IZS. Di Gaudio avrebbe rimesso l’incarico del Coribia, pur continuando con le consulenze.

soggetti coinvolti nella vicenda

  • Francesca Di Gaudio
  • Orazio Schillaci
  • Anthony Barbagallo
  • Antonio Nicita
  • Renato Schifani
  • Marcello Caruso
  • Maria Barreca
  • Daniela Faraoni
  • Fernando Asaro
  • Cisl Medici Palermo-Trapani
  • Uilfpl Palermo
Sicilia, la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico è anche consulente delle Procure: il doppio incarico che fa discutere

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