Hydra, perizia medica tarocca del referente dei senesi: parla il cardiologo della squadra
Una vicenda giudiziaria intrecciata con potere, relazioni e scelte organizzate sul piano criminale torna al centro della scena. Giancarlo Vestiti, descritto come figura di regia e raccordo in un contesto criminale, si muove tra arresti, ricorsi e decisioni sullo stato cautelare. Al centro dei passaggi che contano ci sono contestazioni sulla documentazione sanitaria, presunti elementi di perizie pilotate e un meccanismo processuale che, a partire da valutazioni del Tribunale del Riesame e dalla Cassazione, ha finito per mantenere l’uomo fuori dal carcere.
giancarlo vestiti: ruolo nel consorzio e rapporti criminali
Secondo l’impianto che emerge, la figura di Giancarlo Vestiti viene collegata a un controllo strutturato nei territori del Nord. La ricostruzione lo presenta come uomo di regia e raccordo del clan Senese in Lombardia, con un ruolo apicale all’interno del Consorzio di riferimento. Nelle ricostruzioni viene richiamato anche l’uso di un’identità alternativa, “Giancarlo Senese”, finalizzata a marcare confini di potere politico-criminale.
Vestiti viene inoltre indicato come fedelissimo di Michele Senese, con la possibilità, tra i contatti mafiosi, di includere Giuseppe Calabrò, noto come “U Dutturicchiu”, descritto come eminenza della ‘ndrangheta al Nord.
perizia medica “tarocca”: contestazione su documentazione sanitaria
Il nodo centrale riguarda la valutazione della perizia medica. La Procura di Milano, il pm Alessandra Cerreti, insieme a due sentenze del Tribunale del Riesame, definiscono la documentazione sanitaria come precostituita per ottenere artatamente la modifica della misura cautelare da detentiva a domiciliare.
La ricostruzione giudiziaria descrive anche una dinamica operativa dai domiciliari: dai colloqui con i familiari sarebbero stati impartiti indirizzi per la prosecuzione dell’attività criminale, con richiami ai pagamenti dei soggetti estorti e con la promozione dell’associazione in diversi settori economici. In questo quadro viene indicato il delegare le attività a Gioacchino Amico, indicato come pupillo ed erede per i rapporti politici con Lega e Fratelli d’Italia, oltre che con il clan di Michele Senese.
“ha problemi cardiaci”: incompatibilità con il carcere e gestione delle condizioni di salute
La consulenza medica invocata ai fini cautelari evidenzierebbe problemi cardiaci dichiarati incompatibili con il carcere. Pur indicando che, allo stato, non sarebbero emersi segni di malattia acuta in atto, il Tribunale del Riesame sottolinea la gestibilità delle condizioni di salute in regime carcerario, elemento che entra nel contrasto complessivo tra valutazioni giudiziarie e continuità dei contesti detentivi.
dal carcere ai domiciliari: sequenza processuale e trasferimento a cologno monzese
La linea temporale ricostruita porta Vestiti ai domiciliari. Il testo colloca l’uscita dal carcere dal 6 marzo 2025, con un passaggio prima da Opera e poi da Siracusa. Il rientro in detenzione viene descritto come conseguenza di una decisione che, dopo valutazioni di merito, avrebbe portato Vestiti in galera per associazione mafiosa con un ruolo apicale nel Consorzio. La detenzione, secondo la ricostruzione, dura poche settimane.
Successivamente il trasferimento avviene senza l’attivazione di perizie ulteriori: la decisione viene indicata come fondata su quanto riferito dal carcere di Siracusa. Vestiti viene portato ai domiciliari a Cologno Monzese, nell’appartamento di Rosalia Brasacchio, indicata come sua nuova compagna. Rosalia Brasacchio viene descritta come avvocato e consigliere comunale nella lista Rocchi sindaco, con riferimento a un autosospeso nello stato politico-amministrativo citato.
cassazione e prossima udienza: ricorsi dopo perizia ritenuta “artatamente precostituita”
La difesa si fonda sull’attività dell’avvocato Mario Marino, indicato come legale di Vestiti e associato anche alla tutela di Emanuele Gregorini, alias “Dollarino”, descritto come braccio armato e trafficante dei Senese. Dopo due decisioni del Tribunale del Riesame che accolgono l’appello della Procura sulla perizia considerata artatamente precostituita, Marino propone ricorsi in Cassazione.
Nel percorso descritto, in un caso l’Alta Corte riconosce le ragioni della difesa. A seguire, con un secondo Riesame, la Cassazione viene chiamata a decidere il prossimo 25 maggio. Nell’ultima sentenza, viene evidenziato un punto specifico: non sarebbe stata garantita l’interlocuzione con il consulente tecnico della difesa. Il futuro della misura cautelare è legato all’esito del nuovo passaggio.
intercettazioni e perizie pilotate: dialogo sul cardiologo e gestione del rischio
Nel ricorso della Procura di Milano contro la prima decisione del gip compaiono intercettazioni considerate cruciali per sostenere che le perizie siano state pilotate. Viene richiamato un dialogo tra Massimo Rosi, indicato come boss della ‘ndrangheta e organico al Consorzio, e l’ex compagna di Vestiti. Nel confronto, Rosi spiega un intervento legato a un cardiologo, includendo dettagli sulla valutazione del cuore e sul rischio di essere scoperti.
La conversazione, nella ricostruzione testuale, contiene passaggi in cui il tema cardiologico viene trattato come elemento da gestire in modo funzionale, con riferimenti anche alla possibilità di rendere l’operazione “non di soldi” ma orientata a un sistema di pensiero e compensi per non attirare attenzioni.
rischio carcere e rimbalzi tra giudici: incompatibilità contestata alla prova dei fatti
Le conversazioni, nel quadro romano citato, portano a una rimessa in carcere di Vestiti in un fascicolo del 2015 relativo agli affari della famiglia Senese. Nel testo viene riportato che il giudice evidenzia la coincidenza tra il nome del cardiologo emerso e il cognome del cardiologo che, il 30 gennaio 2015, avrebbe attestato l’incompatibilità delle condizioni di salute dell’indagato.
La ricostruzione prosegue sostenendo che l’istanza di libertà, basata su quelle attestazioni, venne respinta in passato e che le patologie pregresse non avrebbero impedito all’indagato di realizzare condotte criminose riconosciute dal Tribunale per la Libertà di Milano e confermate dal rigetto del ricorso difensivo in Cassazione.
Nonostante il contrasto tra le sedi giudiziarie, la situazione cautelare descritta risulta influenzata anche dai passaggi in cui i giudici dell’Alta Corte, nell’ultima decisione, accolgono la censura difensiva relativa alla mancata interlocuzione con il consulente tecnico della difesa. Il prossimo snodo del 25 maggio viene indicato come occasione di ulteriore verifica.
figure collegate citate: principali nomi presenti nel quadro descritto
- Giancarlo Vestiti
- Michele Senese
- Giuseppe Calabrò (“U Dutturicchiu”)
- Alessandra Cerreti (pm di Procura di Milano)
- Mario Marino (avvocato difensore)
- Gioacchino Amico
- Massimo Rosi
- Emanuele Gregorini (“Dollarino”)
- Rosalia Brasacchio
