Hantavirus e nuove minacce virali: siamo meno preparati del covid e le infezioni stanno uccidendo molte più persone

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Hantavirus e nuove minacce virali: siamo meno preparati del covid e le infezioni stanno uccidendo molte più persone

L’emergenza legata alla MV Hondius riporta l’attenzione sull’ombra delle pandemie, richiamando il clima del febbraio 2020, quando gli effetti del Covid non erano ancora immaginabili. Il punto di vista degli esperti dell’Oms ridimensiona la minaccia immediata dell’hantavirus, ma il quadro complessivo resta critico: secondo David Quammen, divulgatore scientifico e autore di “Spillover”, il vero rischio per l’umanità è rappresentato dalla scarsa preparazione globale a fronte di una pandemia post-Covid.

hantavirus e rischi sottovalutati dalla gestione del focolaio

Nel caso della nave da crociera MV Hondius, Quammen descrive l’hantavirus come un patogeno “molto insidioso” ma “non altamente trasmissibile”. A emergere non è dunque un problema di diffusione immediata, bensì due elementi che incidono sulla lettura del pericolo e sulla gestione dell’evento.

Il divulgatore individua:

  • Mortalità elevata, compresa tra 30% e 50%.
  • Reazione eccessiva del pubblico, con la tendenza a temere di trovarsi alle premesse di una nuova pandemia.

Quammen considera questa seconda ipotesi “molto improbabile”, pur sottolineando l’esigenza di mantenere attenzione alta. La preoccupazione centrale riguarda la possibilità che il clamore mediatico finisca per coprire altre emergenze sanitarie che causano un numero di vittime maggiore.

altre minacce virali e visibilità insufficiente dei decessi

Secondo Quammen, il dibattito pubblico tende a concentrarsi su ciò che cattura l’attenzione, lasciando in ombra crisi virali potenzialmente più devastanti. Viene citato il morbillo, indicato come causa di 95mila persone morte nel mondo nel 2024, pur senza ricevere lo stesso tipo di copertura. Lo stesso ragionamento viene esteso anche ad altre minacce, tra cui viene richiamata l’influenza aviaria.

Sul tema della possibile evoluzione dell’hantavirus che consenta una trasmissione facile da uomo a uomo, Quammen afferma che al momento la probabilità sarebbe “infinitesimale”, ma aggiunge un fattore determinante: più il virus circola, più aumenta il rischio che questa caratteristica possa emergere.

pandemie post-covid: preparazione insufficiente e vulnerabilità crescente

La valutazione più netta di Quammen riguarda l’assetto complessivo con cui il mondo affronta l’eventualità di una nuova emergenza. Alla domanda se dalla pandemia siano stati tratti insegnamenti sufficienti, la risposta è categorica: “Purtroppo no”. Il livello di preparazione attuale risulterebbe inferiore rispetto a quello precedente al Coronavirus.

progressi scientifici e indebolimento delle scelte istituzionali

Il quadro riconosce un elemento positivo: la scienza avrebbe migliorato la capacità di sviluppare vaccini molto velocemente, grazie anche alla tecnologia mRNA. In parallelo, però, Quammen sostiene che il sistema istituzionale abbia subito un depotenziamento sistematico, indicando come causa un insieme di decisioni politiche.

Le critiche si concentrano sulle scelte di Washington: Quammen afferma che le autorità, in particolare statunitensi, abbiano soppresso o ridotto la ricerca scientifica sui virus. Viene citato il ruolo dell’amministrazione Trump, descritta come responsabile di smantellamenti nelle agenzie sanitarie e di azioni verso istituzioni scientifiche, con l’esito di ridurre la protezione contro future pandemie. Nella sua ricostruzione, ritirarsi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e punire la ricerca senza motivo avrebbe ulteriormente sminuito il rischio.

meccanismi immutati dello spillover e blocchi nella comunicazione tra Stati

Quammen collega la vulnerabilità attuale a dinamiche rimaste sostanzialmente invariate. I meccanismi dello spillover—il salto di specie del virus dall’animale all’uomo—non avrebbero cambiato direzione: continua, infatti, la cattura di animali per l’alimentazione e la distruzione degli habitat, con particolare riferimento alle foreste tropicali. Nel mondo attuale, inoltre, i virus si diffonderebbero più rapidamente per l’elevata interconnessione.

Accanto alla velocità dei movimenti di persone e merci, Quammen evidenzia un contrasto: il dialogo tra le nazioni risulterebbe bloccato. Il divulgatore descrive come “paradosso clamoroso” il fatto che la comunicazione scientifica tra Stati Uniti e Cina sia ai minimi termini.

probabilità di nuove crisi: allerta, populismi e calo delle vaccinazioni

Conclusivamente, Quammen riconosce che l’ultimo caso di hantavirus potrebbe essere limitato, come sarebbe auspicabile. Tuttavia ribadisce che il rischio di un’altra pandemia resta presente, indicando fattori che, nel complesso, non favoriscono una risposta efficace.

Tra le cause menzionate rientrano populismi, isolazionismo scientifico, la presenza sui social della narrativa no-vax virale, bassi livelli di vaccinazione e apatia nel riconoscere un nuovo pericolo dopo lo shock del Covid.

personalità coinvolta nell’analisi

Le valutazioni e i riferimenti riportati ruotano attorno a:

  • David Quammen
“Hantavirus? La scamperemo, ma siamo meno preparati di prima del Covid e ci sono altre minacce virali che stanno uccidendo molte più persone”: l’avvertimento di David Quammen
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Categorie: Salute

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