Guida autonoma rivoluzionerà la mobilità: test sicuri e innovazione secondo bertogna unimore

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Guida autonoma rivoluzionerà la mobilità: test sicuri e innovazione secondo bertogna unimore

La guida autonoma viene descritta come una tecnologia capace di trasformare in modo concreto diversi settori, dalla mobilità urbana fino a logistica, trasporto di materiali, agricoltura e difesa. L’idea centrale emersa durante un evento dedicato a ricerca, tech transfer e capitale umano è che l’innovazione non dipenda soltanto dall’avanzamento tecnico, ma anche dalla possibilità di sperimentare in condizioni controllate e di integrare il sistema con infrastrutture e contesti reali.

guida autonoma: impatto su mobilità, logistica e settori strategici

Marko Bertogna, professore dell’università Modena-Reggio Emilia, ha sostenuto che la guida autonoma sia destinata a incidere non solo sulla mobilità urbana, ma anche su attività legate alla gestione dei flussi e al trasporto. Nel corso dell’intervento, inserito nell’evento “On the Road, distretti di innovazione: ricerca, tech transfer e capitale umano per far crescere l’Europa” presso il Gazometro di Roma, sono stati presentati i risultati relativi al primo triennio di attività di Road – Rome Advanced District.

Secondo le dichiarazioni riportate, la tecnologia avrebbe caratteristiche tali da poter diventare parte stabile dei sistemi di mobilità, con un ruolo esteso oltre la guida in senso stretto. L’attenzione si è concentrata in particolare sulla capacità di rendere operativi i sistemi autonomi in scenari complessi e sulle condizioni necessarie per raggiungere affidabilità e sicurezza.

sicurezza funzionale: sperimentazione per garantire il 100% di affidabilità

Il punto considerato decisivo riguarda la sicurezza funzionale dei sistemi autonomi. Bertogna ha indicato come nodo centrale la possibilità di sperimentare e testare i veicoli in modo da assicurare il 100% di sicurezza.

Il docente ha richiamato un vantaggio teorico dei sistemi autonomi rispetto alla guida umana: assenza di distrazioni, mancanza di stanchezza e riduzione di comportamenti imprevedibili. Allo stesso tempo, l’obiettivo resta la verifica del comportamento del sistema in scenari diversificati, fino a raggiungere prestazioni pienamente affidabili.

ambienti di prova controllati: area geofence urbana

Per rispondere alla necessità di test in sicurezza, è stata evidenziata l’importanza di ambienti di prova controllati. Nell’ambito di Road è stata realizzata un’area geofence pensata per rappresentare un contesto urbano articolato.

La zona di test include elementi come rotatorie, uffici e componenti legate alla logistica, con l’obiettivo di permettere prove e validazioni senza esporre la cittadinanza a rischi.

integrazione infrastruttura-veicoli: decisioni supportate dalla città

Un ulteriore asse dell’intervento ha riguardato l’integrazione tra infrastruttura stradale e veicoli. La guida autonoma, secondo quanto riportato, deve essere connessa con la città e con la struttura stradale.

Road viene collegato allo sviluppo di sistemi capaci di consentire all’infrastruttura di supportare le decisioni del veicolo. In altre parole, l’infrastruttura non risulta solo il contesto passivo della guida, ma un elemento operativo in grado di contribuire alla gestione delle scelte del sistema autonomo.

competizione globale e investimenti: divario tra Europa, Usa e Cina

Nelle considerazioni finali è stato affrontato il tema della competizione globale e della necessità di investimenti. Bertogna ha citato Waymo, indicata come l’azienda che avrebbe speso di più e risulterebbe più avanzata nella parte di guida autonoma.

Secondo le informazioni riportate, Waymo svolge attività legate ai robotaxi negli Stati Uniti e starebbe iniziando anche in Europa. È stato menzionato un investimento complessivo “qualcosa come 30 miliardi”.

Il professore ha poi evidenziato che, in Europa, non sarebbe possibile sostenere finanziamenti paragonabili a quelli citati, rischiando di rimanere indietro sul piano tecnologico. Il confronto proposto riguarda Stati Uniti e Cina, dove gli investimenti sarebbero da 10 a 100 volte superiori.

il limite critico dell’ultimo 1% di sicurezza

Il punto di massima attenzione, nelle parole riportate, è rappresentato dall’ultimo 1% di sicurezza. Questo livello, secondo l’impostazione presentata, è ciò che renderebbe il sistema realmente affidabile in ogni scenario, trasformando la sicurezza da obiettivo teorico a garanzia operativa.

personalità citate

Durante l’intervento è stato citato principalmente il seguente nominativo:

  • Marko Bertogna
Categorie: Tecnologia

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