Giuseppe Conte: mio figlio si è ammalato durante il covid, due anni a letto ora è fuori e sono felice

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Giuseppe Conte: mio figlio si è ammalato durante il covid, due anni a letto ora è fuori e sono felice

La nascita del governo Conte I e la sua costruzione politica vengono ricostruite attraverso il racconto di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ospite di One More Time. La conversazione, resa disponibile in formato audio su OnePodcast e sulle piattaforme streaming e in versione video su Spotify e YouTube, concentra l’attenzione su passaggi decisivi: le aspettative iniziali, gli equilibri tra i protagonisti, la rapidità con cui si è arrivati alla formazione dell’esecutivo e il modo in cui sono state affrontate le fasi più delicate, dall’emergenza sanitaria fino alle ricadute personali legate alla pandemia.

governo conte i: aspettative, rottura e formazione rapida con la lega

Nel quadro della fine di aprile 2018, quando la discussione politica era ancora dominata dal Partito Democratico e dalla posizione di Renzi, la scena viene descritta con un forte elemento di sorpresa. L’attenzione era rivolta a un possibile annuncio legato a un governo costruito con il Movimento 5 Stelle, ma l’evoluzione cambia direzione: il leader indicato per il passaggio di scenario rifiuta l’ipotesi di un’alleanza con il M5S. Questa scelta provoca panico totale nel Movimento e, secondo il racconto, anche nel Paese.

La ricostruzione insiste sul carattere non elettivo di quell’esperienza di governo: non sarebbe stato un risultato maturato tramite una scelta condivisa, bensì un assetto legato alla necessità. Il governo, inoltre, viene descritto come frutto di un percorso breve e intenso, con la sua formazione collocata dopo 3 mesi. Il racconto sottolinea inoltre l’assenza di un’alleanza intesa come intesa politica stabile, evidenziando la presenza, invece, di obiettivi scritti nero su bianco finalizzati a imprimere una svolta al Paese.

stallo tra di maio e salvini: la chiamata che porta conte a guidare il governo

Il racconto entra poi nel momento in cui si accende la domanda su chi sarebbe stato il Presidente del Consiglio. La fase viene descritta come un blocco prolungato: tra Di Maio e Matteo Salvini si crea uno stallo completo. Conte precisa di essere impegnato nelle proprie attività senza aspettarsi che la situazione potesse arrivare fino a lui.

La svolta avviene con una telefonata: Di Maio contatta Conte chiedendogli di recarsi per un colloquio con Salvini. La compagna di Conte, Olivia Paladino, viene citata come presenza determinante sul piano emotivo: una forte intuizione la porta a percepire un’evoluzione giudicata sfavorevole per la famiglia. Conte descrive un momento di grande commozione, spiegando che la percezione di un cambiamento di vita non risulta accompagnata da serenità immediata.

caduta del governo: egoismi di partito e richiesta di rispetto dei ruoli

Nel racconto sul governo e sul suo epilogo, l’idea centrale riguarda un progetto di cambiamento che avrebbe dovuto proseguire. Conte dichiara però di aver maturato la consapevolezza che la direzione diveniva sempre più difficile, con la crescita di egoismi di partito che finivano per prevalere.

La ricostruzione richiama poi una decisione pubblica nel mese di giugno: una conferenza stampa in cui Conte rivolge un messaggio alle due forze politiche, senza distinzioni tra gli interlocutori. La richiesta è legata a un impegno concreto: rispetto dei ruoli e sensibilità istituzionale. In assenza di riscontri, viene indicata la possibilità di fermarsi.

Con l’avvicinarsi dell’estate, si colloca l’interlocuzione con Salvini: Conte racconta che Salvini viene a trovarlo e che, in quel frangente, viene “staccata la spina”. Conte afferma di aver preso atto della decisione.

gestione emergenza covid da presidente del consiglio: quarantene, democrazia e numeri dei morti

La conversazione si sposta poi sulla gestione dell’emergenza sanitaria. Conte descrive la fase iniziale osservando le immagini provenienti da Wuhan in Cina, definite disastrose: popolazioni intere vengono isolate e poste in quarantena. Il racconto sottolinea che in Italia non era immaginabile un arrivo così travolgente del fenomeno.

Quando il contagio giunge nel Paese, la prima reazione riportata riguarda la cornice istituzionale: Conte evidenzia che l’Italia è una democrazia e che non sarebbe stato possibile gestire la situazione seguendo modalità come quelle adottate in altri contesti. Viene anche richiamato un tema informativo: nel racconto si afferma che, anche dal punto di vista scientifico, non sarebbero state trasmesse indicazioni utili per una condivisione.

Conte afferma di aver posto fin dall’inizio una linea chiara: una volta che arrivano i decessi, deve essere comunicato il numero. L’emergenza viene descritta come caratterizzata da un bollettino giudicato disastroso, accompagnato da un crescente senso di angoscia. Il racconto mette in evidenza l’assenza di un conforto scientifico e di risposte risolutive, elementi che amplificano il peso emotivo.

La gestione dell’emergenza, inoltre, include un passaggio personale: una guardia della scorta che lavorava con lui muore, così come Conte riferisce la perdita di persone conosciute. Il testo parla di momenti di commozione tenuti per sé per non trasferire all’opinione pubblica incertezze. Viene citato anche un episodio di trasmissione pubblica in cui Conte si commuove, ma dichiara di aver fatto di tutto per soffocare quell’emotività, evitando che potesse generare ulteriori dubbi.

momenti privati durante il covid: niccolò, angoscia e ritorno alla normalità

Oltre alla dimensione istituzionale, il racconto include una parte intima. Conte descrive il periodo in cui il figlio Niccolò si ammala nel contesto del Covid. Per due anni, secondo la ricostruzione, Niccolò attraversa una condizione di grande difficoltà, rimanendo addirittura quasi due anni a letto. Conte racconta l’accompagnamento mattutino a scuola tramite carrozzina, definendo quell’esperienza un’angoscia terribile.

La relazione quotidiana viene richiamata attraverso la lettura serale di storie e l’impegno a tenerlo al riparo, cercando di distrarlo nei momenti in cui era presente. Conte afferma che il figlio è uscito da quel periodo angosciante e che ciò avrebbe reso lui il papà più felice del mondo.

commozione e reddito di cittadinanza: lettere di ringraziamento e storie personali

Il racconto continua con ulteriori momenti di emotività legati al periodo del Covid e ad altre vicende politiche. Conte afferma di aver pianto in quel frangente e di aver pianto anche a proposito della misura del Reddito di Cittadinanza. L’elemento che alimenta l’emozione è l’arrivo di lettere di persone che ringraziano.

Tra le storie riportate, una mamma scrive di aver dato per la prima volta la bistecca ai figli, specificando di non potersela permettere prima. Un’altra lettera riguarda un anziano che racconta di aver comprato per la prima volta degli occhiali che non si era mai potuto permettere. Conte definisce queste vicende come storie in grado di far piangere, perché evidenziano quanto la politica possa incidere concretamente, portando insieme anche una domanda: perché non lo fa sempre con la stessa efficacia.

personaggi citati

Giuseppe Conte, Luca Casadei, Renzi, Di Maio, Matteo Salvini, Olivia Paladino, Niccolò, guardia della scorta, Wuhan.

Giuseppe Conte: “Mio figlio si è ammalato nel periodo del Covid, è stato a letto per due anni. Ora ne è uscito e sono il papà più felice del mondo”
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