Flotilla testimonianza di mantovani: siamo stati picchiati e sentivamo le grida

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Flotilla testimonianza di mantovani: siamo stati picchiati e sentivamo le grida

Sono attesi a Fiumicino Alessandro Mantovani, inviato del Fatto, e il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, dopo essere stati deportati in Israele insieme ad altri 430 attivisti. La vicenda arriva con dettagli raccolti nelle ore successive, grazie a contatti telefonici attivati durante lo scalo, e riporta una ricostruzione centrata su abbordaggio, detenzione e maltrattamenti, in linea con quanto denunciato anche dai legali della Global Sumud Flotilla.

arrivo a fiumicino e prime comunicazioni: mantovani e carotenuto

Nella mattina a Fiumicino sono previsti Alessandro Mantovani e Dario Carotenuto, entrambi tra i componenti imbarcati sulla Global Sumud Flotilla e tra quelli trasferiti in Israele con il gruppo di 430 attivisti. Nel corso della notte hanno fatto scalo ad Atene, e da lì Mantovani ha potuto contattare famiglia e redazione del Fatto tramite un telefono messo a disposizione dall’ambasciata italiana.

Il racconto di Mantovani ricostruisce quanto accaduto dalle prime ore dell’abbordaggio fino al rientro. Le informazioni fornite confermano, anche alla luce delle immagini diffuse, la brutalità del trattamento e riportano ulteriori aspetti relativi alle violenze subite.

abbordaggio e trasferimento: la testimonianza sull’esperienza nelle ore iniziali

Mantovani, definendosi tra gli ultimi ad essere raggiunti dalle forze israeliane, descrive una sequenza di fatti iniziata con colpi sparati contro la barca. Secondo la sua ricostruzione, i colpi sarebbero serviti a ottenere l’orientamento dell’imbarcazione: il gruppo sarebbe stato quindi prelevato e condotto a una seconda “nave prigione”.

Nella seconda fase, l’inviato riferisce di essere stato incatenato e ammanettato. Il racconto include anche dettagli legati all’umiliazione: Mantovani dichiara di essere stato spogliato, di avere visto gli occhiali da vista gettati via e di essere rimasto in costume da bagno. A seguire, descrive botte e calci, riportando anche segnali di possibili infortuni: in particolare, riferisce di aver sentito urla tali da far ritenere che almeno alcune persone avessero subito fratture.

seconda nave prigione e violenze denunciate: numeri e condizioni riferite

La testimonianza riferisce che sulla seconda imbarcazione, una nave container, i circa 180 presenti sarebbero stati raggiunti dalle violenze in modo sistematico, con molti dei nuovi arrivati sottoposti a maltrattamenti. Mantovani afferma che anche rispetto ad altri si sarebbero registrati colpì e aggressioni, in un contesto descritto come coercitivo.

Il racconto dell’inviato conferma inoltre quanto riferito in serata dai legali della Global Sumud Flotilla, che avrebbero denunciato violazioni e violenze subite da diversi attivisti.

deportazione e detenzione: cella presso l’aeroporto ben gurion

Secondo quanto riferito, Mantovani, identificato con il numero 164, sarebbe stato prelevato da terra insieme al numero 147, cioè Dario Carotenuto. Successivamente, prima dell’arrivo al porto di Ashdod, entrambi sarebbero stati trasferiti in una cella della polizia presso l’aeroporto Ben Gurion, dove avrebbero ricevuto una prima assistenza dall’ambasciata.

dario carotenuto: pugno, condizioni sanitarie e timori per gli altri attivisti

Carotenuto appare molto scosso e descrive conseguenze immediate. Riferisce di aver ricevuto un pugno nell’occhio che per un periodo l’avrebbe accecato. Nel racconto emergono anche dettagli relativi alle condizioni di altre persone: Carotenuto dichiara di aver visto soggetti con problemi alle orecchie e agli occhi.

Il deputato riferisce inoltre di aver sentito donne denunciare violenze sessuali. L’esposizione si conclude con la preoccupazione per gli attivisti rimasti in Israele: Carotenuto dichiara che la situazione degli altri non è chiara e che il gruppo sarebbe ancora in attesa di comprendere cosa stia accadendo.

direzione di viaggio, abbordaggio in acque internazionali e documenti forzati

Mantovani e Carotenuto erano a bordo della Kasr-i Sadabad in acque internazionali e viaggiavano in direzione Egitto. Carotenuto racconta che gli sarebbe stato imposto di firmare carte contenenti dichiarazioni non vere.

Mantovani aggiunge la collocazione geografica al momento dell’abbordaggio: riferisce di essere circa cento miglia da Port Said e a circa 180 miglia da Gaza quando la barca sarebbe stata raggiunta dagli israeliani.

video e umiliazioni al porto di ashdod: immagini diffuse e possibili sviluppi

Le immagini relative alle umiliazioni e alle violenze avvenute nel porto di Ashdod hanno fatto rapidamente il giro del mondo. Nelle scene descritte, risultano presenti figure istituzionali nominate come i ministri della Sicurezza Ben Gvir e dei Trasporti Regev, mentre gli attivisti vengono mostrati inginocchiati e costretti con la forza a tenere la posizione faccia a terra in un contesto di derisione.

Secondo quanto riferito, gli avvocati della ONG Adalah non sarebbero riusciti a incontrare tutti gli attivisti. Con ogni probabilità, la giornata seguente sarebbe dedicata al trasferimento nel carcere di Ketziot; in caso di approvazione della linea politica riferita a Netanyahu, per gli attivisti potrebbero essere attivate procedure rapide di espulsione.

personaggi coinvolti: testimonianze dirette e nomi citati

  • Alessandro Mantovani
  • Dario Carotenuto
  • Ben Gvir
  • Regev
  • Netanyahu

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