Figlio e marito in ginocchio sulla flotilla: la storia che mi rende fiera

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Figlio e marito in ginocchio sulla flotilla: la storia che mi rende fiera

Le immagini di uomini in ginocchio, legati e umiliati fanno il giro del web e arrivano fino a una famiglia a Collesalvetti, in provincia di Livorno. Belkis Paganelli racconta di aver riconosciuto marito e figlio nel video diffuso dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir, descrivendo un misto di spavento, sconforto e poi orgoglio per la scelta dei due volontari.

Belkis Paganelli e il video che ha cambiato ogni attesa

Belkis Paganelli afferma di aver visto il filmato appena pubblicato dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir. Il momento, secondo la sua testimonianza, porta un impulso immediato: cercare i propri familiari, come accade a tanti congiunti di volontari della Flotilla che non ricevono informazioni. Dopo aver guardato il video, Belkis dice di aver fatto uno screenshot e di aver riconosciuto, tra le persone presenti, un uomo con capelli bianchi e un ragazzo con bandana rossa.

Conferma che si tratta di suo marito e di suo figlio: Claudio, di 60 anni, e Federico, di 28 anni.

riconoscimento e reazioni di Belkis Paganelli

La donna racconta di aver provato, all’inizio, una reazione di spavento e sconforto. Poi emergono anche altri sentimenti: orgoglio per l’impegno e per il fatto che, insieme ad altri volontari, Claudio e Federico hanno rischiato per testimoniare idee nelle quali credono. Belkis descrive un passaggio emotivo netto: dalla paura legata all’assenza di notizie alla consapevolezza di un gesto che interpreta come motivato e collettivo.

l’immagine dell’umiliazione e la rabbia verso le istituzioni

Osservando le persone in ginocchio e legate, Belkis parla di una grandissima rabbia verso lo Stato italiano. Nel racconto, il video diventa anche una denuncia: collega l’umiliazione vista nel filmato all’atteggiamento istituzionale, criticando scelte e comunicazioni.

Secondo la sua testimonianza, la Farnesina non avrebbe fornito informazioni sufficienti: afferma che, dal giorno precedente, lei e la famiglia stanno cercando notizie sui propri cari e che non avrebbero risposte chiare sui cittadini italiani coinvolti.

i contatti con Claudio e Federico e le informazioni ricevute

Belkis indica che l’ultima volta in cui ha sentito Claudio e Federico risale a più di un giorno fa. Ricorda che suo marito e suo figlio erano sulla barca Alcyone e che l’ultimo contatto risale a ieri mattina.

Quando la donna racconta del momento in cui la vicenda è stata intercettata, precisa un riferimento temporale: dice di aver visto in diretta la notizia alle 13 su YouTube. Descrive anche la difficoltà del confronto con ciò che stava accadendo, includendo la visibilità dell’arrivo dei soldati e il rumore dei colpi, sottolineando che la situazione appariva ormai tale da lasciare intendere che poteva succedere “di tutto”.

la Flotilla come scelta familiare e collettiva

Belkis chiarisce che tutta la famiglia ha partecipato alla Flotilla, anche restando a casa. Spiega di averli sentiti tramite telefono, di averli seguiti in rete mentre navigavano e di aver maturato la sensazione di essere quasi presente in mare con loro.

origine della scelta e percorso personale

La donna afferma che la decisione nasce come risultato del percorso di tutta una vita e si collega alle idee che la famiglia ha sempre sostenuto. Descrive una continuità tra convinzioni e impegno, presentando la Flotilla come espressione coerente di una scelta maturata nel tempo.

marito e figlio: imbarco e motivazioni

Belkis spiega che suo marito ha la patente nautica. Racconta che era stato chiamato a partire in precedenza, ma non aveva potuto farlo per ragioni di lavoro. Poi, a marzo, arriva una nuova chiamata che riapre la possibilità di imbarcarsi. A quel punto anche Federico chiede di essere imbarcato: nello specifico, dice che studia scienze politiche all’università e che è vicino alla laurea. Afferma inoltre che si è sempre interessato a ciò che accade nel mondo e che ha sempre coltivato un impegno legato alla politica.

Belkis conferma di essere stata d’accordo su una partenza che riguardava entrambi. La decisione viene descritta come un’esperienza condivisa e collettiva, insieme ad altri volontari, alle loro famiglie e al team della Flotilla, definito come una comunità straordinaria.

il senso della Flotilla secondo Belkis Paganelli

Belkis indica come primo elemento i palestinesi. Nel suo racconto parla di un popolo costretto a lasciare casa e terra, rimasto senza cibo e senza cure. Presenta la missione come un tentativo per evitare che la tragedia venga ignorata o dimenticata.

Oltre a questo, evidenzia un obiettivo rivolto alla società italiana: far riflettere chi guarda e scorre il quotidiano, richiamando l’attenzione su ciò che accade in Palestina. Secondo la sua interpretazione, la Flotilla sarebbe partita anche “per noi”.

notizie attuali e immagini che restano

Belkis dichiara di non avere ricevuto nuove informazioni oltre a quanto emerso dalle immagini. Nonostante l’assenza di aggiornamenti, afferma di mantenere una percezione di forza guardando Claudio e Federico, e di guardare anche agli altri volontari presenti nelle scene. Chiude ribadendo che, nella sua lettura, a essere umiliata sarebbe l’Italia e che questa sarebbe collegata all’azione del Governo.

persone citate nella testimonianza

  • Belkis Paganelli
  • Itamar Ben Gvir
  • Claudio Paganelli
  • Federico Paganelli
“Mio marito e mio figlio inginocchiati con gli altri della Flotilla: sono fiera di loro, a essere umiliati sono l’Italia e il governo”: parla Belkis Paganelli che nel video di Ben Gvir ha riconosciuto gli attivisti livornesi della Flotilla
Categorie: PoliticaCronaca

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