Epidemia d’odio contro ebrei nel regno unito: l’allarme del presidente della united synagogue e cosa può peggiorare

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Epidemia d’odio contro ebrei nel regno unito: l’allarme del presidente della united synagogue e cosa può peggiorare

Un nuovo episodio di violenza ha riacceso l’allarme nella comunità ebraica di Londra, inserendosi in un quadro che viene descritto come un’escalation sempre più preoccupante. Saul Taylor, presidente della United Synagogue, collega l’ondata di attacchi all’aumento delle manifestazioni ostili con l’uso dello slogan “Globalizziamo l’intifada”, parlando apertamente di “epidemia di odio” e denunciando un clima che, nel Regno Unito, starebbe arrivando a colpire in modo diretto persone e istituzioni.

saul taylor: “globalizziamo l’intifada” e violenza antisemita nel regno unito

Secondo le parole di Saul Taylor, quanto sta accadendo sarebbe il risultato di persone scese in strada nel Regno Unito con lo slogan “Globalizziamo l’intifada”. Nel suo commento, l’attenzione viene posta su attentati rivolti a componenti della comunità ebraica, su attacchi alle istituzioni e su aggressioni ai luoghi di culto rappresentativi della comunità stessa.

Taylor sostiene che ormai la portata internazionale dell’intifada sarebbe stata “globalizzata”, con il Regno Unito che starebbe pagando un prezzo alto “sulla propria pelle”. L’episodio indicato come più recente è il brutale accoltellamento avvenuto nel cuore di Golders Green due giorni prima della dichiarazione, episodio che riporta al centro la percezione di vulnerabilità delle persone nelle aree quotidianamente frequentate.

golders green e la paura che cresce: preghiere e solidarietà alle vittime

In risposta all’accoltellamento, il presidente della United Synagogue ha espresso preghiere per una pronta guarigione delle vittime nel quartiere di Golders Green. Il riferimento include anche la definizione dell’episodio come ennesimo vile attacco antisemita, con pensieri rivolti sia alle persone colpite sia alle loro famiglie.

un’istituzione religiosa ebraica centrale: united synagogue e ruolo nel paese

Taylor rappresenta la United Synagogue, organizzazione fondata per atto del Parlamento nel 1870 e descritta come la più grande associazione religiosa ebraica del Paese. L’ente raggruppa oltre sessanta congregazioni ortodosse e conta circa quarantamila membri.

La guida spirituale è affidata al Rabbino Capo Sir Ephraim Mirvis, che ricopre anche il ruolo di Rabbino Capo delle Congregazioni Ebraiche Unite del Commonwealth. La United Synagogue viene indicata come un organismo che non gestisce soltanto sinagoghe, ma garantisce infrastrutture essenziali per la vita ebraica, includendo istruzione nelle scuole e servizi di assistenza sociale, oltre a svolgere la funzione di voce autorevole nel dialogo con le istituzioni.

cambia la geografia dell’odio: dagli obiettivi simbolici alle persone

Nel racconto di Taylor, la distribuzione dell’odio avrebbe iniziato a colpire in modi sempre meno limitati a simboli. Se in passato l’attenzione si concentrava soprattutto sui luoghi, ora la pressione starebbe aumentando anche sulle persone. Il presidente insiste sul fatto che gli ebrei verrebbero presi di mira semplicemente perché sono ebrei mentre si trovano per le strade del Regno Unito.

Tra gli episodi citati da Taylor risultano attacchi a Heaton Park, ambulanze date alle fiamme della associazione di volontariato Hatzola, la sinagoga riformata di Finchley, la vecchia sede di Jewish Futures, la sinagoga unita di Kenton, oltre agli ultimi due accoltellamenti di Golders Green che ampliano ulteriormente la lista.

piano d’azione del governo: sicurezza, fondi e norme contro intimidazioni

L’escalation descritta da Taylor avrebbe portato a una richiesta di un intervento istituzionale più ampio rispetto al passato. L’appello viene presentato come accolto rapidamente dal Governo di Keir Starmer, con la definizione di quanto accade ai danni della comunità ebraica britannica come emergenza nazionale.

Il governo avrebbe varato un Piano d’Azione per la Coesione Sociale che prevede finanziamenti significativi per incrementare la sicurezza di sinagoghe e scuole ebraiche. Il documento include un fondo iniziale di 25 milioni di sterline, destinato ad aumentare fino a 58 milioni per l’anno in corso. La misura viene collegata a una crescita della presenza delle forze dell’ordine nelle aree in cui la comunità ebraica risulta maggiormente presente.

Oltre al supporto economico, vengono indicate nuove norme per vietare proteste intimidatorie in prossimità dei luoghi di culto. Risulta inoltre potenziato il lavoro delle unità antiterrorismo incaricate di monitorare l’estremismo sia online sia offline.

dati di comunità e antisemitismo: incidenza, crescita e cifre 2023-2026

Secondo quanto riportato, i numeri del censimento più recente, svolto nel 2021 per Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord e nel 2022 per la Scozia, indicano che nel Regno Unito le persone che si identificano come ebree per religione sono circa 277.600. Quasi la metà, pari a 145.000, sarebbe residente a Londra.

Taylor fornisce anche dati collegati al Community Security Trust (Cst), organizzazione nazionale citata come impegnata nella protezione della comunità ebraica britannica contro antisemitismo e terrorismo, con coordinamento delle misure di sicurezza tra Governo e forze di polizia. Per il 2025, il Cst avrebbe registrato il secondo valore annuale più alto di sempre per gli incidenti di matrice antisemita: 3.700, con un aumento del 4% rispetto ai 3.556 incidenti del 2024.

Nel 2023, secondo le stime richiamate, il numero sarebbe stato ancora più elevato: 4.298 casi di antisemitismo segnalati, collegati a un’“enorme impennata” dopo i fatti del 7 ottobre. Il 2026 viene descritto come iniziato nel peggiore dei mondi, con un’evoluzione ritenuta già più negativa di quanto potesse essere immaginato.

“epidemia di odio”: previsioni preoccupate sui prossimi mesi

Conclusivamente, Taylor parla di “epidemia di odio antiebraico” che non accennerà a placarsi. Il presidente afferma che, secondo un presentimento reale, qualcosa di peggiore potrebbe verificarsi entro pochi mesi, mantenendo il focus sulla gravità della situazione e sulla crescente vulnerabilità percepita.

Saul Taylor (United Synagogue), Sir Ephraim Mirvis (Rabbino Capo) e le organizzazioni citate: United Synagogue, Hatzola, Jewish Futures e Community Security Trust (Cst).

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