Embargo su Cuba: come gli Usa l’hanno trasformato in una strategia multilivello

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Embargo su Cuba: come gli Usa l’hanno trasformato in una strategia multilivello

Cuba attraversa una fase di estrema debolezza energetica, economica e sociale, resa visibile da quartieri dell’Avana immersi nel buio e da ventilatori spenti nel pieno del caldo tropicale. La quotidianità è segnata dall’attesa del ritorno della corrente, mentre i telefoni cellulari diventano strumenti di emergenza alimentati a batteria e l’unico sottofondo stabile è quello dei generatori utilizzati negli hotel per i turisti stranieri.

La crisi energetica si intreccia con carenze croniche di carburante, medicinali e generi alimentari. In questa fase, il contesto internazionale appare diverso rispetto agli anni Novanta: l’isola affronta blackout e scarsità mentre, nello scenario politico statunitense, cresce l’urgenza di un’azione che va oltre la storica ostilità tra Washington e il castrismo.

crisi a cuba: blackout continui e carenze decisive

Il quadro descritto evidenzia un sistema sotto pressione su più fronti. I blackout non sono eventi isolati: si presentano come interruzioni ripetute e contribuiscono a rendere tangibile la dimensione sociale dell’emergenza. Alla mancanza di energia si affiancano difficoltà materiali persistenti, tra cui carburante, medicinali e alimenti, con effetti che incidono direttamente sulla vita quotidiana.

Questa condizione richiama la memoria del “Periodo Especial” degli anni Novanta, quando il collasso sovietico produsse una recessione devastante. Nello scenario attuale, però, vengono sottolineate differenze di contesto: l’isola non disporrebbe più della medesima capacità mobilitatrice né del medesimo ambiente internazionale che, in passato, aveva sostenuto la sopravvivenza del sistema.

pressione statunitense contro cuba: dall’embargo alla strategia multilivello

Secondo la ricostruzione, l’operazione contro Cuba avrebbe guadagnato slancio. L’amministrazione Trump avrebbe progressivamente trasformato l’embargo, tradizionalmente considerato illegale, in una strategia articolata su più livelli, combinando incriminazioni giudiziarie, attività di intelligence, guerra narrativa e dimostrazioni militari.

La dinamica viene collegata a quanto osservato in Venezuela: l’idea sarebbe quella di convertire l’assedio economico in un assedio legale, costruendo gradualmente condizioni politiche e diplomatiche per modificare l’equilibrio di potere sull’isola.

incriminazione di raúl castro: la svolta simbolica della nuova fase

L’incriminazione di Raúl Castro per l’abbattimento, nel 1996, dei due aerei di Hermanos al Rescate viene indicata come un passaggio simbolico della fase attuale. Il punto centrale non è limitato alla riapertura di un episodio storico nei rapporti tra Washington e L’Avana: l’attenzione sarebbe rivolta alla scelta di colpire un simbolo vivente della Rivoluzione cubana attraverso strumenti della giustizia statunitense.

Nella narrazione statunitense, quel 24 febbraio 1996 viene presentato come l’uccisione di quattro cittadini statunitensi ad opera di una “dittatura”. Nel racconto del governo cubano, invece, le incursioni aeree sarebbero state provocazioni orchestrate da settori radicali dell’esilio con possibili collegamenti a tentativi di destabilizzazione interna.

donald trump e marco rubio: linea dura e messaggi differenti

Il discorso politico viene descritto come duplice nei toni. Donald Trump avrebbe dichiarato apertamente l’obiettivo di “Libereremo Cuba”. Marco Rubio, presentato come figura centrale della strategia verso l’isola, alternerebbe una comunicazione più articolata.

Nel suo ultimo video pubblico, Rubio parlando in spagnolo avrebbe cercato di mostrare empatia per la sofferenza quotidiana dei cubani, indicando però un responsabile preciso: il sistema politico-militare collegato a Gaesa, descritto come un grande conglomerato economico controllato dalle forze armate cubane.

Secondo l’impostazione attribuita a Washington, la struttura conterrebbe la monopolizzazione delle risorse e alimenterebbe corruzione, inefficienza e controllo politico. Il messaggio complessivo viene sintetizzato come l’idea che fame, blackout e crisi non deriverebbero principalmente da sanzioni statunitensi, ma dalla sopravvivenza di un modello autoritario incapace di riformarsi.

cuba dopo le proteste: rabbia sociale e perdita di fiducia

La situazione interna cubana viene descritta come più articolata rispetto alle narrazioni contrapposte. Le proteste esplose negli ultimi anni — dal luglio 2021 fino alle manifestazioni più recenti a Santiago, Bayamo e in altri centri del paese — avrebbero mostrato una società esausta.

Il malcontento viene associato a rabbia sociale, impoverimento accelerato e perdita di fiducia. La portata del dissenso non riguarderebbe soltanto settori marginali o opposizioni storiche, ma anche fasce popolari tradizionalmente vicine alla Rivoluzione.

In questo contesto, i blackout vengono presentati come simboli della crisi, con un richiamo inevitabile al “Periodo Especial”. L’elemento distintivo sarebbe la mancanza, oggi, delle stesse condizioni di sostegno e degli stessi riferimenti internazionali disponibili in passato.

vuoto geopolitico e ruolo del venezuelano chavista che si riduce

Per anni, il Venezuela chavista avrebbe rappresentato lo scudo strategico dell’isola. Il rapporto descritto come simbiotico comprendeva petrolio in cambio di intelligence, cooperazione militare e supporto politico, contribuendo alla sopravvivenza del castrismo dopo il crollo post-sovietico.

Lo scenario contemporaneo viene invece collegato a un cambiamento di assetti: Maduro sarebbe in carcere a New York, la Russia sarebbe assorbita dalla guerra in Ucraina e la Cina osserverebbe Cuba con pragmatismo economico. Inoltre, molti governi progressisti latinoamericani apparirebbero più prudenti rispetto al passato, contribuendo alla percezione di un vuoto geopolitico.

intelligence e rischio di escalation: conversazioni inedite all’avana

Dentro questo spazio di interazioni, la pressione statunitense viene indicata come in intensificazione. Si citano conversazioni inedite avvenute all’Avana tra John Ratcliffe, direttore della Cia, e alti funzionari del Ministero dell’Interno cubano, descritte come accompagnate da un rischio costante di escalation.

Sul versante cubano, Miguel Díaz-Canel continuerebbe a utilizzare una retorica bellica: il presidente cubano avrebbe dichiarato che eventuali “minacce di aggressione militare” da parte degli Stati Uniti provocherebbero “un bagno di sangue dalle conseguenze incalcolabili”.

opposizioni cubane in esilio e nuove pedine politiche transnazionali

Le opposizioni cubane in esilio vengono presentate come attive e non più limitate alla tradizionale linea dell’anticastrismo storico di Miami. Le dinamiche descritte suggeriscono un movimento di frammentazione e di riorganizzazione, con iniziative che cercano di intercettare una nuova generazione di cubani emigrati.

Un esempio riportato riguarda il lancio a Madrid del Partido Liberal Ortodoxo Cubano da parte dell’attivista Amelia Calzadilla. Il movimento viene indicato come una realtà che difende proprietà privata e libertà individuale, con l’obiettivo di inserirsi nel nuovo contesto politico transnazionale.

La complessità viene riassunta come una trasformazione dell’assetto: Cuba sarebbe diventata un laboratorio politico frammentato, dove diaspora, social network, intelligence, sanzioni, crisi economica e guerra narrativa si intrecciano continuamente.

segnali militari e anniversari: u.s.s. nimitz e celebrazioni del caribe

Parallelamente alle tensioni, vengono citate sia iniziative celebrative sia elementi di presenza militare. Granma pubblicherebbe convocazioni ufficiali per celebrare il 95esimo compleanno di Raúl Castro (previsto per il 3 giugno) e il centenario della nascita di Fidel.

Nel Caribe arriverebbe inoltre la portaerei Uss Nimitz. Il riferimento viene accompagnato dall’avvertenza che l’arrivo non sarebbe necessariamente una preparazione d’invasione, pur mantenendo l’attenzione su un possibile significato strategico non riducibile alla sola routine militare.

personalità citate

  • Raúl Castro
  • Donald Trump
  • Marco Rubio
  • John Ratcliffe
  • Miguel Díaz-Canel
  • Amelia Calzadilla
  • Fidel Castro
  • Maduro
Così gli Usa hanno trasformato l’embargo su Cuba in una strategia multilivello
Categorie: PoliticaCronaca

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