Ebola allarme oms in rd congo e uganda emergenza sanitaria internazionale

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Ebola allarme oms in rd congo e uganda emergenza sanitaria internazionale

L’ebola è tornata a colpire con numerose vittime nell’Africa centrale, con focolai tra la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha chiarito che non si tratta di una pandemia, ma ha comunque dichiarato il 17 maggio lo stato di emergenza sanitaria internazionale. Alla base della decisione c’è l’identificazione di un raro ceppo virale per il quale, al momento, non risultano disponibili né trattamentivaccini.

In Repubblica Democratica del Congo sono indicate 88 vittime e 366 casi sospetti. In Uganda si registrano due casi confermati e un decesso risultato positivo al test.

ceppo di ebola Bundibugyo: sintomi, contagio e incubazione

Il virus coinvolto è classificato come Bundibugyo. Tra i sintomi iniziali rientrano febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola. Successivamente possono comparire vomito, diarrea, eruzioni cutanee e sanguinamento.

La trasmissione avviene da persona a persona tramite fluidi corporei o tramite contatto con il sangue di una persona infetta. La contagiosità inizia solo dopo l’esordio dei sintomi. Il periodo di incubazione può durare fino a 21 giorni.

tasso di mortalità e incertezze epidemiologiche dell’oms

Il ceppo Bundibugyo è stato scoperto nel 2007 e presenta un tasso di mortalità del 50%, considerato più basso rispetto al ceppo Zaire, caratterizzato da un tasso tra 60 e 90%. Zaire è il ceppo che aveva destato massima preoccupazione nel 2014 ed esiste per esso un vaccino, indicato come differenza rilevante rispetto alla situazione attuale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato la presenza di notevoli incertezze su numero reale di infetti e diffusione geografica. Pur restando sul piano delle indicazioni ufficiali, la valutazione del rischio mantiene un livello elevato: l’emergenza sanitaria internazionale rappresenta uno degli allerta più alti, posizionato subito sotto la soglia della pandemia.

rischio locale elevato in rdc: contesto, infrastrutture e contagio

Il rischio più significativo riguarda la popolazione locale. La valutazione tiene conto delle caratteristiche della Rdc, descritta come un Paese grande quasi otto volte l’Italia e con il doppio degli abitanti, insieme a infrastrutture carenti e a un conflitto civile in corso tra l’esercito regolare e il gruppo paramilitare dell’M23.

Il 17 maggio a Goma, città orientale controllata dalle milizie ribelli, una donna è risultata positiva all’ebola. Questo elemento contribuisce a spiegare l’allarme sanitario e la necessità di preparare misure operative.

medici senza frontiere: risposta su larga scala e difficoltà di isolamento

Medici Senza Frontiere si sta preparando a una “risposta su larga scala”, motivata dalla diffusione descritta come “estremamente preoccupante”. Secondo le dichiarazioni riportate, Isaac Nyakulinda, rappresentante locale di Msf, ha indicato che nelle ultime due settimane si sono verificati decessi e che non esiste un luogo di isolamento disponibile per i malati. La situazione descritta comprende il fatto che le persone muoiono a casa e che i loro corpi vengono maneggiati dai familiari.

La stima dei contagi potrebbe essere più alta rispetto ai dati correnti perché i casi risultano concentrati in aree isolate e solo un numero limitato di campioni giunge in laboratorio per l’analisi. Le difficoltà diagnostiche impattano anche la ricerca scientifica finalizzata alla scoperta di un vaccino.

L’OMS ha evidenziato che l’alto tasso di positività dei campioni iniziali, la conferma di casi in due Paesi e l’aumento delle segnalazioni di casi sospetti indicano un’epidemia potenzialmente più ampia di quella rilevata finora. Viene inoltre segnalato un significativo rischio di diffusione a livello locale e regionale.

precedenti epidemici in africa: ebola nella rdc negli ultimi decenni

Negli ultimi 50 anni l’ebola avrebbe ucciso circa 15mila persone in Africa. La diffusione risulta più marcata nell’area centrale del continente. La situazione attuale viene associata alla diciassettesima epidemia che colpisce la Rdc.

Nella regione, l’ultima emergenza era stata registrata lo scorso agosto con almeno 34 morti, fino alla dichiarazione di eradicazione avvenuta a dicembre. La fase più letale indicata risale al periodo tra 2018 e 2020 in Congo, quando sono morte 2.300 persone.

figure citate nelle comunicazioni sull’emergenza

Tedros Adhanom Ghebreyesus e Isaac Nyakulinda sono menzionati nelle valutazioni e nelle dichiarazioni riportate, insieme ai riferimenti operativi relativi alla risposta sul territorio.

  • Tedros Adhanom Ghebreyesus
  • Isaac Nyakulinda
Ebola, l’Oms dichiara l’emergenza sanitaria internazionale: “Ceppo raro e senza vaccino in RD Congo e Uganda”
Categorie: SaluteCronaca

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