Donne tamer generali rimpatrio dei risparmi italiani gestiti in francia
Il tema del rimpatrio dei risparmi e della gestione del patrimonio in Europa torna centrale nelle parole dell’amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, nel contesto della presentazione dei conti 2025. Tra riferimenti a passate ipotesi di alleanze e alla scadenza di accordi legati a Siena, emergono anche le difficoltà di operare su scala transnazionale, influenzate da sensibilità nazionali e scelte politiche.
philippe donnet e il rimpatrio dei risparmi: dichiarazioni e contesto
Philippe Donnet collega l’idea di rimpatriare il risparmio italiano di Mps a una semplice possibilità operativa: “Se potremo rimpatriare questo risparmio italiano di Mps in Italia saremo felici di farlo”. Il riferimento arriva dopo l’accantonamento, nei mesi precedenti, di un progetto di alleanza con Natixis per la gestione congiunta di 1900 miliardi di euro, progetto che aveva generato polemiche di natura governativa sull’italianità del risparmio.
Nel chiarire la posizione, Donnet sottolinea che l’asset management è un business globale e che non andrebbe confuso con la sovranità nazionale. In caso di realizzazione dell’operazione con Natixis, secondo la sua lettura, non ci sarebbe stato un impatto diretto sul risparmio degli italiani.
accordo Mps, scadenza nel 2027 e possibile ruolo di Generali
Donnet richiama un caso definito “molto interessante” legato all’ex banca di Stato, oggi primo azionista delle Generali, che risulta controllata dagli eredi Del Vecchio e da Francesco Gaetano Caltagirone. Secondo quanto esposto, i risparmi dei clienti italiani di Mps sono stati indirizzati verso la compagnia assicurativa francese Axa, che li ha poi affidati in gestione a una banca francese, Bnp Paribas, dopo la vendita dell’asset management da parte di Axa a Bnp. Da qui la precisazione secondo cui la situazione, nel complesso, non riguarderebbe Generali.
L’accordo indicato è destinato a scadere nel 2027. Nel delineare l’eventualità che Generali subentri ai francesi, Donnet afferma che la scelta non dipende dall’azienda, ma che la società si dichiara disponibile a parlare con chi può contribuire a svolgere il proprio lavoro di gestione del risparmio. In questo quadro, aggiunge anche la possibilità che Generali possa presentarsi come candidato per la sostituzione di Axa.
politica europea e operazioni transnazionali: il nodo indicato da donnet
Oltre alle scadenze e agli scenari societari, Donnet mette a fuoco un problema più ampio: la difficoltà di realizzare operazioni transnazionali in Europa. La ragione, secondo la sua ricostruzione, risiede nelle reazioni nazionalistiche dei paesi, viste come un vero ostacolo anche a livello politico.
Il manager richiama la necessità di una scelta chiara da parte dei politici e dei membri dell’Unione: se si intende oppure no fare l’Europa. In assenza di un quadro politico più definito, risulta più complesso agevolare la creazione di società di asset management, con il risultato che, nella lettura di Donnet, si favoriscono interessi di gestori non europei.
apertura su unicredit e cooperazioni nell’europa dell’est
Nel contesto delle alleanze, Donnet conferma l’attenzione verso possibili sviluppi anche con Unicredit. L’amministratore delegato dichiara che esiste già un accordo di bancassurance nell’Europa dell’est che funziona bene. Qualora ci fosse spazio per ampliarlo, Generali esprimerebbe disponibilità. Donnet ribadisce inoltre di avere rapporti positivi e istituzionali con tutti i propri azionisti.
risultati 2025 e obiettivi al 2027: utili, dividendi e masse
Sul piano finanziario, Generali chiude il 2025 con utili in crescita del 12% a 4,17 miliardi. L’azienda conferma gli obiettivi al 2027, avviando anche la distribuzione di quasi 2,4 miliardi di euro agli azionisti.
Il dividendo sale a 1,64 euro per azione, pari a +14,7%, a cui si aggiunge un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro.
asset & wealth management, attività assicurative e raccolta netta
Le masse gestite da Generali raggiungono 900 miliardi di euro, con un incremento del +4,3%. Nel segmento Asset & Wealth Management, l’utile operativo risulta pari a 1.194 milioni, con +1,5%.
Nelle attività assicurative tradizionali, i premi lordi crescono a 98,1 miliardi (+3,6%). La raccolta netta Vita arriva a 13,5 miliardi (+42,5%). Per il ramo Danni, i premi lordi aumentano a 36,2 miliardi (+7,6%).
andamento in borsa
La reazione del mercato risulta positiva: il titolo registra un progresso dell’1,48% a 33,6 euro.
persone e figure citate
Nel quadro delineato emergono riferimenti a figure chiave del settore e a nomi associati alla proprietà e agli azionisti:
- Philippe Donnet
- Francesco Gaetano Caltagirone
- eredi Del Vecchio
- Axa
- Bnp Paribas
- Natixis
- Unicredit
