Di Donatello, Massimo Ghini: delusione e battute su premi e carriera

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Di Donatello, Massimo Ghini: delusione e battute su premi e carriera

Massimo Ghini, ospite di “Ciao Maschio” condotto da Nunzia De Girolamo, affronta il tema dei David di Donatello mai ricevuti e lo fa con un tono diretto, raccontando scelte, sentimenti e ricordi legati a una carriera lunga oltre quarant’anni.

massimo ghini a “ciao maschio” e il mancato david di donatello

Nel corso del programma, Ghini spiega che il punto non riguarda soltanto l’assenza del premio, ma anche le dinamiche che lo hanno portato a prendere posizione. L’attore afferma infatti di essersi dimesso dalla giuria perché gli sembrava che si stesse protraendo una situazione difficile da accettare. Il racconto ruota attorno al fatto che, dopo quarant’anni di carriera, il riconoscimento non è mai arrivato per lui.

Ghini precisa di voler evitare polemiche, mantenendo un’impostazione controllata, pur dichiarando la presenza di una certa amarezza. Sottolinea l’idea che il David continui a scorrere senza modificare in modo determinante la vita di chi lo riceve. Nel suo ragionamento, ricorda esperienze di riconoscimento ottenute fuori dall’Italia: premi in America, premi in Francia e premi in Spagna.

premi veri e significato dei riconoscimenti per ghini

Secondo l’attore, i premi capaci di incidere davvero sulla vita restano pochi. Nella conversazione afferma che quelli veramente trasformativi sono l’Oscar e la Palma d’Oro. Tutto il resto, nella sua definizione, resta “meraviglioso”, ma non paragonabile a un effetto di cambiamento così netto.

amarezza e “rosicata” verso i premi mancati

Dal dialogo emerge anche una dimensione più personale. Ghini ammette di aver “rosicato” diverse volte, descrivendosi senza voler assumere un’immagine stereotipata e riconoscendosi come persona che osserva e reagisce. L’attore afferma: “Non mi dipingo come San Francesco”, rivendicando la propria sincerità.

Il racconto include un punto ricorrente: la visione di film da lui interpretati o co-interpretati che ottengono premi importanti, mentre il riconoscimento finisce ad altri. Ghini riassume la reazione in una frase ricordata e ripetuta nel tempo, collegata a più occasioni: dopo la prima e la seconda, alla terza avrebbe detto: “scusate, tre sospetti fanno una prova”.

compagni di scuola e il bisogno di chiudere il cerchio

Tra i film che, secondo Ghini, avrebbero meritato attenzione maggiore, viene citato “Compagni di scuola”. Nella stessa parte del racconto l’attore dichiara di essere arrivato a un punto di stanchezza: dice che ormai non riesce più a parlare dei David di Donatello perché ne è rimasto “stufato”.

Ghini confronta l’epoca passata con la fase attuale della sua carriera. Ricorda che, quando un riconoscimento arrivava, poteva aiutare in modo concreto. Oggi, alla sua età e con 120 film all’attivo, sostiene di non voler continuare a rincorrere quella specifica possibilità. Nel suo modo di esprimersi, afferma che se il premio dovesse arrivare, lo utilizzerebbe in modo pratico, come gesto simbolico per fermarsi e mettere fine alla corsa: “Se me lo danno lo uso per fermare la porta”.

ospiti e personalità presenti nel racconto

Il contenuto ruota attorno alle dichiarazioni di alcuni protagonisti del programma:

  • Massimo Ghini
  • Nunzia De Girolamo
“Stufo dei David di Donatello. Alla mia età, con 120 film, sto ancora a correre dietro? Se me lo danno lo uso per fermare la porta”: così Massimo Ghini
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