Depressione e svolta con una psichiatra: federica carta racconta stupido dolore e bisogno di un bacio in fronte

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Depressione e svolta con una psichiatra: federica carta racconta stupido dolore e bisogno di un bacio in fronte

Federica Carta torna a parlare del proprio percorso artistico con un bilancio fatto di traguardi, difficoltà e ripartenze. Reduce da esperienze importanti, tra cui Amici e Sanremo, l’artista racconta come il successo a soli 18 anni sia stato seguito da un periodo complicato, culminato con la necessità di fermarsi e riorganizzare completamente la vita e il lavoro.

Con l’uscita del singolo “Stupido dolore”, Federica Carta descrive una fase di transizione in cui la musica è tornata a essere parte autentica di lei, dopo un periodo in cui i brani prodotti non venivano più ascoltati con piacere. Il racconto mette al centro anche la salute mentale, la terapia e la ricerca di stabilità personale, oltre a prospettive future legate a un ritorno graduale alla scena dal vivo.

federica carta e la ripartenza dopo ampie difficoltà personali

Il percorso di Federica Carta, partito dall’esperienza di Amici 16/17 con il raggiungimento del terzo posto, viene descritto come un periodo iniziale vissuto con grande leggerezza. L’artista ricorda l’andamento del talent come un momento “da bambina”, in cui la percezione del mondo era ancora integra e l’ambiente del programma è stato interpretato come gentile e rassicurante.

Una volta terminato il programma, però, la difficoltà emerge in modo netto. Dopo Sanremo 2019 insieme a Shade e una fase discografica concentrata su tre dischi pubblicati in tre anni, Federica Carta decide di interrompere l’attività per alcuni anni. La scelta di fermarsi avviene nel contesto di un periodo emotivamente critico: l’artista parla apertamente di depressione e di un arresto della spinta creativa e personale.

stupido dolore e la decisione di ripartire da zero

Federica Carta spiega che il ritorno alla musica è stato possibile dopo una fase di ricostruzione. Superata la depressione, l’artista racconta di essersi avvalsa dell’aiuto di una psichiatra, che ha prescritto farmaci. Questo passaggio viene indicato come determinante per riavviare la capacità di affrontare la quotidianità e l’impegno artistico.

La ripartenza avviene anche attraverso un cambio di scenario: Federica Carta si trasferisce da Milano a Roma, nella sua città amata. La ritrovata stabilità personale e lavorativa porta a un cambiamento del rapporto con la musica: l’artista afferma che prima, quando uscivano i suoi brani, li considerava “morti” e non voleva più ascoltarli, mentre ora riesce a viverli in modo più pieno.

Per il futuro, il desiderio rimane legato ai club e alla dimensione live, con l’intenzione di procedere “un passo alla volta”. In parallelo, emerge anche una paura specifica legata alle aspettative del pubblico: se un locale non viene riempito, l’artista teme reazioni aggressive e giudizi duri.

ricordo di amici e il consiglio di maria de filippi

Alla domanda su un ricordo legato ad Amici 2016/17, Federica Carta descrive un’esperienza dominata dall’innocenza e dalla felicità, con una difficoltà che arriva soprattutto dopo l’uscita dal programma. L’ambiente televisivo è ricordato come super gentile grazie a Maria De Filippi e alle altre persone presenti nel contesto.

Tra i punti che restano più impressi, Federica Carta cita un consiglio ricevuto da Maria De Filippi: lasciare andare le emozioni senza trattenerle durante il canto. Pur trattandosi di un’indicazione semplice, viene indicata come essenziale per una caratteristica personale dell’artista, che dichiara di essere timida e di farsi trasportare troppo quando canta, con paura di “dare troppo”. Il suggerimento, dunque, diventa una guida utile sia dentro sia fuori dal programma, ripetuta nella memoria durante le esibizioni.

dalla notorietà a 18 anni al sentirsi “non persona”

La notorietà raggiunta in età molto giovane viene descritta come una tragedia emotiva. L’artista racconta di aver lavorato per essere grata alla vita e a ciò che aveva ricevuto, ma indica come momento più difficile quello legato allo spegnimento della giornata, quando arrivava l’ora di dormire.

Federica Carta richiama il passaggio dalla scuola alberghiera a un programma televisivo con presenza quotidiana molto intensa. Secondo il racconto, durante il giorno poteva incontrare persone e vivere momenti sociali, mentre la sera restava più sola, lasciando spazio a una sensazione di smarrimento. L’artista afferma che tutto ciò rientra nella crescita personale e serve a riconoscere un obiettivo: evitare di ritrovarsi di nuovo in quella condizione.

riguardo all’età e al confronto con gli altri

Rivisitando il periodo che va dal 2017 al 2019, con tre dischi e la partecipazione a Amici e Sanremo, Federica Carta si definisce “non persona”, spiegando di non sentirsi formata e di non comprendere pienamente ciò che accadeva attorno a lei. Il dolore viene collegato anche al sentirsi più piccola rispetto agli altri e alla difficoltà nel confrontarsi: era necessario parlare con persone adulte, e questo la faceva sentire ancora bambina.

L’artista individua un momento di svolta dopo il compimento dei 25 anni, quando arriva un’ondata di dolore rispetto a ciò che ha vissuto, incluse le ingiustizie. Prima, invece, descriveva una fase di totale leggerezza: a suo modo di vedere, era “stupida” e felicissima, con una percezione più semplice del mondo. In seguito, la maturazione porta a una maggiore consapevolezza rispetto alle persone e alle relazioni che circondano la propria vita.

mancanza di una figura che chiarisse le dinamiche

Secondo Federica Carta, una componente della sofferenza è legata al fatto che figure vicine potevano essere troppo indulgenti. L’artista racconta di essere stata vista come dolce e docile, con il risultato che “zucchero” veniva aggiunto ovunque, senza che le venisse detta la verità in faccia. Di conseguenza, su diverse questioni l’artista si sente ancora in ritardo, soprattutto su aspetti burocratici del lavoro che pensa di non dover gestire ma che invece la riguardano in modo diretto.

Tra le figure che cita, un ruolo importante viene attribuito al tour manager, con cui ha passato molto tempo durante numerosi viaggi. Secondo il racconto, era la persona che spiegava meglio “come stavano le cose”, anche se non era compito specifico del suo ruolo.

depressione, terapia e il percorso di stabilizzazione

La sensibilità verso la salute mentale emerge con chiarezza. Federica Carta racconta di aver vissuto cinque anni a Milano e sottolinea che la città non le avrebbe fatto nulla in sé, riconoscendo invece difficoltà personali nel cogliere le opportunità. La sensazione descritta è legata a una casa percepita come vuota: aveva scritto una canzone con un verso che sintetizza la condizione, definendo quella casa come “solo uno spreco di pareti”.

In quel contesto l’artista restava ore su un divano, aspettando che qualcuno arrivasse a salvarla e restando “rinchiusa” al suo interno. La svolta viene indicata nella terapia: Federica Carta si reca da una psichiatra che prescrive farmaci, ritenuti fondamentali perché, da sola, non avrebbe potuto farcela. Viene descritto un periodo in cui risultava difficile perfino alzarsi dal letto, lavarsi e funzionare come artista.

Il racconto mette in evidenza un circolo vizioso: se il mondo viene percepito come brutto, diventa difficile scrivere e anche chi sta vicino potrebbe allontanarsi perché la tristezza pesa, lasciando l’artista più sola e in una condizione ancora più critica. Parallelamente, con la psicologa viene avviato un lavoro per limitare le lamentele verso chi cercava di dare soluzioni.

l’idea di non volere una soluzione mentre si sta male

Federica Carta spiega il meccanismo osservato: più ci si lamenta, più l’interlocutore tenderà a cercare una soluzione. Ma se si sta talmente male, la soluzione non viene realmente cercata, finendo per far provare compassione. L’artista dichiara di odiare suscitare compassione e aggiunge che, nonostante il periodo sia stato terribile, ne è uscita.

ti prego non piangere e il cambiamento verso roma

Nel post pubblicato su Instagram con la frase “Ti prego non piangere”, Federica Carta scrive di aver pensato, negli anni senza far uscire musica, che fosse tutto finito. La spiegazione offerta è incentrata sulla visione “bianco o nero”: non esisteva una via di mezzo e, una volta arrivato il taglio con la vita precedente, l’artista ha cambiato più elementi insieme. È tornata a vivere a Roma, non ha più la sua casa discografica, ha cambiato management e ha cambiato mentalità.

Il periodo viene descritto non come difficile in senso classico, ma come “strano”, segnato dalla paura di restare senza basi: le certezze costruite prima sembrano essersi dissolte, lasciando l’incertezza.

persone ritrovate e un ambiente lavorativo sano

Federica Carta racconta di essere arrivata senza aspettative, con timori legati a cosa fare e a chi avrebbe potuto volerla, ma di aver ritrovato persone che definisce meravigliose. Tra i nomi citati emerge Fasma e GG, indicato come produttore attuale. I due sarebbero stati incontrati anni prima sul set di un video legato al suo ex fidanzato, e poi ririscontrati in modo casuale.

Secondo il racconto, questi incontri hanno reso la vita a Roma più semplice e ricca di opportunità sociali: l’artista sottolinea anche di aver ritrovato amici che a Milano non aveva. La stabilità viene riassunta con l’idea di stare “da Dio”, senza lamentarsi.

Nel post viene inoltre citata la presenza di un ambiente lavorativo sano. Il confronto con il passato viene impostato sulla percezione dell’ambiente precedente come meno adatto, con la nuova esperienza lavorativa descritta come più equilibrata.

ospiti e persone citate

Nel racconto compaiono riferimenti a figure riconoscibili legate alle esperienze artistiche e al percorso attuale:

  • Maria De Filippi
  • Shade
  • Fasma
  • GG
“Amici era tutto rose e fiori, ma la notorietà è stata una tragedia. Ho sofferto di depressione, poi la svolta da una psichiatra. Oggi ho bisogno di un bacio in fronte e lo sto ricevendo”: Federica Carta torna con Stupido Dolore
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