Crisi nello stretto di Hormuz: l’Europa propone il modello del corridoio ucraino per le rotte sicure

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Crisi nello stretto di Hormuz: l’Europa propone il modello del corridoio ucraino per le rotte sicure

Le tensioni nello stretto di Hormuz non restano confinate alle rotte petrolifere: il rischio è di riflettersi sull’intera catena del valore, fino a mercato dei fertilizzanti e produzione alimentare. In questo scenario, l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha indicato un possibile punto di svolta ispirato al modello del corridoio del grano del Mar Nero, sperimentato durante la guerra in Ucraina.

corridoio del grano del mar nero: modello per una via d’uscita

Kaja Kallas ha proposto di adottare, come riferimento operativo, il meccanismo già utilizzato nel Mar Nero per gestire una crisi legata alle esportazioni agricole. L’obiettivo dichiarato è trovare una strada per limitare l’impatto di uno shock energetico globale e ridurre il rischio di conseguenze a cascata su prezzi e disponibilità di beni essenziali.

black sea grain initiative: accordo su grano, alimenti e fertilizzanti

Il modello richiama il Black Sea Grain Initiative, accordo nato a Istanbul il 22 luglio 2022. Il patto mirava a sbloccare l’esportazione di grano, alimenti e fertilizzanti dai porti ucraini di Odessa, Chornomorsk e Yuzhny, nel contesto della guerra.

Secondo quanto riportato, l’intesa ha consentito di esportare oltre 33 milioni di tonnellate di cibo. Questo contributo ha aiutato a calmierare i prezzi globali e a prevenire carestie, soprattutto nei paesi a basso reddito, grazie a un corridoio umanitario marittimo sicuro nel Mar Nero.

scadenza dell’accordo e ritiro russo

La fase operativa dell’iniziativa si è conclusa nel luglio 2023, dopo la decisione della Russia di non rinnovare l’accordo.

colloquio con onu per valutare un’iniziativa a hormuz

Kaja Kallas ha riferito di aver discusso l’applicazione del modello anche per lo stretto di Hormuz con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. La finalità del confronto era comprendere se sia possibile avviare una iniziativa analoga a quella realizzata nel Mar Nero, capace di agire in modo mirato sui flussi e sugli effetti della crisi.

patto del grano: esportazioni agricole ucraine dopo il blocco dei porti

Nel dettaglio, l’accordo, siglato da Ucraina, Russia, Turchia e Nazioni Unite, è stato pensato per riaprire le esportazioni agricole ucraine dopo il blocco dei porti causato dall’invasione russa.

meccanismo di corridoio marittimo sicuro con controlli coordinati

L’intesa prevedeva l’istituzione di un corridoio marittimo sicuro nel Mar Nero per le navi in partenza dai porti Odessa, Chornomorsk e Yuzhny. Il funzionamento si basava su controlli coordinati a Istanbul affidati a rappresentanti di Mosca, Kiev, Ankara e dell’Onu.

risultati: tonnellate sbloccate e impatto su prezzi e aree vulnerabili

In base alle informazioni disponibili, l’accordo ha sbloccato circa 20 milioni di tonnellate di cereali rimaste ferme nei silos ucraini dopo l’aggressione russa. Rimasto in vigore per circa un anno, prima del ritiro della Russia, il meccanismo ha permesso l’export di oltre 33 milioni di tonnellate di cereali e prodotti agricoli.

La distribuzione dei benefici ha riguardato in gran parte Paesi in via di sviluppo, con l’effetto di contribuire a raffreddare i prezzi e a evitare una crisi più grave, con particolare riferimento a Africa e Medio Oriente.

parallelismo con hormuz: compromesso tecnico senza cessate il fuoco

Il collegamento tra i due contesti si fonda sul compromesso tecnico raggiunto grazie alla mediazione dell’Onu. Il riferimento operativo viene presentato come potenziale strumento per sbloccare i flussi energetici nello stretto di Hormuz, considerato strategico perché circa un quinto del petrolio mondiale transita attraverso la rotta.

Personaggi citati:

  • Kaja Kallas
  • Antonio Guterres
L’accordo sul grano in Ucraina è il modello per uscire dalla crisi dello Stretto di Hormuz: la proposta dell’Europa

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