Collari con feromoni e fototrappole intelligenti: come convivere con i lupi in liguria
Dilupoli porta un’idea concreta di convivenza tra allevamento e presenza del lupo, mettendo in campo un sistema multiplo di prevenzione basato su feromoni, fototrappole intelligenti e segnali acustico-luminosi. Il progetto, presentato come primo progetto in Italia e descritto anche come novità nel contesto estero, nasce con un avvio legato alla Liguria, indicata come banco di prova per l’intera iniziativa. Il nome unisce “lupo” e “Liguria” per evidenziare il focus territoriale e la finalità operativa rivolta alla gestione del conflitto in ambito zootecnico.
Il percorso progettuale integra competenze sviluppate in Svizzera, Italia e Olanda e coinvolge realtà agricole che parteciperanno alle sperimentazioni: Donati Maura di Imperia, Patrizia Federigi di Genova e Chinela di Sonia Zappettini di La Spezia. L’impostazione include partner e strutture dedicate alla filiera dell’innovazione e alla gestione della fauna, con finanziamento regionale nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2023-2027.
dilupoli: progetto multiplo per difendere il bestiame dai lupi
Dilupoli costruisce due sistemi dissuasivi rivolti alla riduzione del rischio di predazione. Il disegno complessivo punta a intercettare l’attività del lupo, comunicare l’evento ai dispositivi di disturbo e utilizzare un approccio chimico tramite feromoni basato su segnali naturali. Il progetto viene descritto come pioniere, con un avvio in Liguria e un percorso previsto anche in Toscana, ritenuto potenzialmente replicabile in altre aree europee.
primo sistema dissuasivo: fototrappole intelligenti e segnali acustico-luminosi
Il primo blocco di difesa combina un meccanismo di allerta con fototrappole “intelligenti” e disuasori acustico-luminosi. Le fototrappole sono definite come avanzate e progettate in Olanda, con programmi basati su intelligenza artificiale in grado di distinguere con precisione la fauna selvatica, includendo cervi, cinghiali e anche i lupi.
Ne viene riportata una fase di test nel Parco di San Rossore in Toscana, con un’indicazione di efficacia pari al 90%. Il funzionamento operativo prevede che, quando le fototrappole intercettano un lupo, il segnale venga trasmesso ai dispositivi di disturbo posizionati in punti considerati strategici a tutela del bestiame.
dispositivi mobili e gestione dell’assuefazione
I dispositivi acustico-luminosi vengono descritti come centraline mobili, spostabili in base ai rilievi di monitoraggio. L’obiettivo è anche evitare l’assuefazione dei lupi, intervenendo sulla variabilità dei segnali. Anche i suoni risultano variabili per limitare la ripetitività.
I dissuasori vengono ricondotti a un’idea già impiegata in Italia lungo le carreggiate stradali, con l’utilizzo di soluzioni per scongiurare incidenti tra veicoli e animali selvatici. Per il sistema in esame, viene precisato che, essendo l’applicazione sperimentale, non sono disponibili dati quantitativi sull’efficacia. La ricerca mira a ricavare informazioni utili tramite registrazioni continuative, consentendo una panoramica completa dei movimenti osservati.
secondo sistema dissuasivo: collari rilascianti feromoni
Il secondo sistema si basa su collari rilascianti feromoni. Il collare con feromoni è descritto come un’idea collegata a Federico Tettamanti, con risultati definiti “sorprendenti” nella sua applicazione in Svizzera. È riportata una fase di sperimentazione della durata di un anno su 1600 capi: l’impostazione prevedeva che, dotando di collare la metà degli individui di un gregge o di una mandria, la predazione si riducesse di oltre il 50%.
origine e funzione dei feromoni
La sintesi dei feromoni viene presentata come processo sviluppato in laboratorio, costruito a partire da campionamenti provenienti dal campo tramite feromoni raccolti da urina ed escrementi di lupo. Il principio di azione è descritto come un messaggio intraspecifico: il lupo, percependo i feromoni, interpreta la zona come già occupata da altri individui e tende quindi ad allontanarsi.
obiettivi del progetto e contesto operativo in allevamento
L’iniziativa viene collocata in un quadro di ricerca applicata e coordinamento tecnico, con una specifica attenzione ai periodi in cui gli animali sono più vulnerabili. Tra gli obiettivi indicati rientra lo scoraggiare la pressione predatoria del lupo, soprattutto durante il pascolo libero, sia in alpeggio sia nelle aree costiere nei mesi invernali.
La protezione viene orientata verso i capi considerati più sensibili, citando vitelli e bestiame ovicaprino. Viene inoltre sottolineata una prospettiva di convivenza: l’approccio non mira a una soluzione immediata e definitiva del conflitto, ma a fornire strumenti che possano incidere sulla predazione, con attenzione a contesti italiani stabili o recintati.
È riportata anche la volontà di andare oltre la logica degli indennizzi, con l’impiego di imprenditrici agricole descritte come guidate da determinazione e orientamento a soluzioni capaci di mantenere in equilibrio zootecnia, redditività e rispetto del lupo, definito specie protetta e fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi.
sperimentazione guidata da imprese agricole
La sperimentazione prevista per due anni coinvolgerà aziende considerate parte integrante della fase applicativa del progetto. Il coordinamento tecnico viene affidato a Gabriella Fenoggio, responsabile tecnica Coldiretti Liguria, con il ruolo di indirizzare la realizzazione dell’iniziativa e la sua coerenza con le finalità dichiarate.
nomi coinvolti nel progetto
- Marco Apollonio
- Federico Tettamanti
- Gabriella Fenoggio
- Donati Maura
- Patrizia Federigi
- Sonia Zappettini
