Coccodrillo strega: caratteristiche del rettile bipede senza denti e segreti dell’evoluzione nel triassico

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Coccodrillo strega: caratteristiche del rettile bipede senza denti e segreti dell’evoluzione nel triassico
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Un ritrovamento paleontologico nel sud-ovest degli Stati Uniti sta ridefinendo i confini dell’immaginario legato ai grandi rettili del passato. Un reperto che, a prima vista, potrebbe evocare un dinosauro simile al velociraptor, appartiene invece a una linea evolutiva differente, molto più antica e collegata ai coccodrilli. La scoperta emerge da una zona celebre per i ritrovamenti fossili: Ghost Ranch, dove rocce triassiche hanno restituito indizi preziosi su forme di vita poco note e su traiettorie evolutive già sperimentali.

labrujasuchus expectatus: il “coccodrillo strega” dal triassico del new mexico

Il fossile proviene dal New Mexico, in un’area chiamata Ghost Ranch, rinomata per la presenza di materiali paleontologici. Analizzando rocce risalenti al Triassico, i ricercatori hanno identificato una nuova specie: Labrujasuchus expectatus. Il nome è stato anche ribattezzato in modo informale “coccodrillo strega”, richiamando sia la parentela con i coccodrilli, sia la storia del luogo legata al vecchio riferimento “Ranchos de los Brujos”.

La datazione colloca l’animale circa a 212 milioni di anni fa, un periodo in cui i dinosauri stavano iniziando a diffondersi sulla Terra. Pur essendo un lontano parente dei coccodrilli moderni, l’organismo presentava un profilo sorprendentemente particolare, capace di ricordare alcuni predatori terrestri del mondo dei dinosauri.

aspetto e caratteristiche: bipedismo, becco robusto e assenza di denti

Il “coccodrillo strega” mostrava caratteristiche che lo rendevano immediatamente riconoscibile. Era bipede, quindi camminava su due zampe, e non possedeva denti. Al posto dei denti, il cranio suggerisce la presenza di un becco robusto. Questo insieme di tratti colloca il reperto su un percorso morfologico insolito per un rettile legato ai coccodrilli.

La combinazione di postura e conformazione del corpo portava a somiglianze, per via funzionale e strutturale, con alcuni gruppi di dinosauri predatori. Il testo di riferimento richiama in modo specifico elementi paragonabili ai teropodi e ad alcune forme simili a Gallimimus, oltre ad altri ornitomimidi.

ricerca e ricostruzione: resti scheletrici e indizi anatomici

Lo studio è stato guidato dal paleontologo Alan H. Turner, insieme a un team internazionale composto da diverse università e istituti di ricerca. La determinazione della specie si è basata su un insieme di resti che comprende parti rilevanti dello scheletro, utilizzate per ricostruire la forma e il modo di muoversi dell’animale.

quali parti dello scheletro sono state analizzate

Tra i reperti citati rientrano vertebre, femore e ossa degli arti. Questi elementi hanno consentito una ricostruzione più accurata, supportata da dettagli anatomici utili a distinguere la nuova specie. Particolare attenzione è stata rivolta ad aspetti specifici delle ossa, tra cui la forma dell’omero e la struttura del bacino, elementi determinanti per l’identificazione come specie nuova e separata.

evoluzione convergente nel triassico secondo alan h. turner

Nel comunicato associato alla ricerca viene sottolineato come molte strategie di successo di animali moderni e dinosauri non aviani abbiano radici nello stesso periodo, il Triassico. In tale contesto, viene citato lo schema degli shuvosauri come esempio di evoluzione convergente.

La ricostruzione evidenzia che il bipedismo, pur essendo presentato come un percorso unico per i parenti dei coccodrilli, risulta anche un sentiero noto in gruppi diversi: dinosauri e, in seguito, uccelli. La lettura proposta dalla ricerca è che una strategia di questo tipo possa aver “funzionato”, contribuendo a spiegare la ripetizione di tratti simili nel tempo evolutivo.

classificazione evolutiva: shuvosauridi, arcosauri e legame con dinosauri e uccelli

Dal punto di vista evolutivo, il “coccodrillo strega” rientra negli shuvosauridi, un gruppo estinto di rettili. Questa classificazione aiuta a evidenziare quanto, nel Triassico, l’evoluzione fosse già variegata e orientata verso sperimentazioni morfologiche. Gli shuvosauridi fanno parte degli arcosauri, il grande gruppo da cui derivano sia i coccodrilli moderni sia i dinosauri, e più tardi gli uccelli.

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Vertebrate Paleontology e contribuisce a chiarire come diverse “strategie” tipiche dei dinosauri si siano sviluppate già in altri rami evolutivi prima della piena affermazione dei gruppi affermati nel sistema terrestre.

approfondimento sulla squadra di studio

Il lavoro di ricerca è stato condotto da un team internazionale coordinato da:

  • Alan H. Turner
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