Assistenti di volo basta toccarci sfogo su molestie e contatti durante i voli

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Assistenti di volo basta toccarci sfogo su molestie e contatti durante i voli

“Smettetela di toccarci”. È un appello arrivato da parte di diversi assistenti di volo, che descrivono quanto spesso i passeggeri ricorrano a contatti fisici per attirare l’attenzione durante il volo. La richiesta, per quanto insolita nel linguaggio quotidiano, è diventata una necessità: la dinamica viene indicata come ripetitiva, fastidiosa e, in alcuni casi, capace di degenerare.

assistenti di volo e richiesta “no touching”

Secondo quanto riportato, molti membri degli equipaggi lamentano di essere strattonati, pizzicati, toccati sulle spalle o addirittura afferrati dai passeggeri. La frequenza del fenomeno è tale da spingere alcuni assistenti di volo a ricorrere a segnali visibili: indossare spille e patch con la scritta “No touching”, un messaggio semplice pensato per ridurre i contatti diretti.

Michelle Montez, assistente di volo con vent’anni di esperienza, ha raccontato che l’accadimento è continuo, arrivando a sostenere che si contano le volte in cui non avviene. Darion Foy, collega di Montez, ha aggiunto che il problema è noto e condiviso: è tra le cose meno tollerate dal personale di bordo e si presenta con regolarità, arrivando a descrivere anche un episodio in cui sarebbe stato pizzicato sul sedere da alcuni passeggeri.

perché nasce il contatto: pulsante ignorato e abitudini dei viaggiatori

Alla base dei comportamenti descritti ci sarebbe spesso un’abitudine consolidata. In luogo dell’uso del pulsante di chiamata posizionato sopra il sedile, diversi viaggiatori preferirebbero attirare l’attenzione con colpetti, spinte o contatti fisici diretti sull’equipaggio. Il personale di bordo considera questo modo di agire fuori luogo e incompatibile con le procedure di richiesta dell’assistenza.

argomentazioni del personale di cabina

Nel quadro delle spiegazioni riportate, viene utilizzato un confronto pratico per chiarire il punto. Sam Wilkins, assistente di volo della Southwest Airlines e rappresentante sindacale, ha osservato che, in un contesto quotidiano come un ristorante, non si chiamerebbe la cameriera toccandola fisicamente. Un’ulteriore indicazione arriva anche da Joshua Boyd, membro dell’equipaggio intervistato in un podcast: la richiesta è usare il pulsante, senza avvicinarsi con le mani.

Le parole attribuite a Boyd risultano molto dirette: premere pure il pulsante di chiamata e non c’è alcuna necessità di mettere le mani addosso.

quando il contatto diventa aggressione

Oltre agli episodi descritti come fastidiosi, viene menzionata anche la possibilità che alcune situazioni si trasformino in vere e proprie aggressioni. In alcuni casi, la segnalazione riguarda condotte che superano il semplice contatto per entrare in dinamiche più gravi.

Tra gli episodi richiamati, viene citato quello di una passeggera che, nell’agosto 2025, avrebbe colpito due assistenti di volo su un aereo diretto a Mosca, dopo una discussione connessa all’uso del telefono cellulare.

persone citate e ruoli nel racconto

  • Michelle Montez, assistente di volo (vent’anni di esperienza)
  • Darion Foy, assistente di volo
  • Sam Wilkins, assistente di volo della Southwest Airlines e rappresentante sindacale
  • Joshua Boyd, membro dell’equipaggio intervistato nel podcast
“Basta toccarci. È una delle cose che sopportiamo meno e capita in continuazione. Premete il pulsante e basta”: lo sfogo di alcuni assistenti di volo
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