Cannes 79: Farhadi e Pawlikowski tra finzione, memoria e labirinti dell'identità
Due autori, due direzioni creative e due mondi cinematografici che si intrecciano su una stessa scena internazionale: al 79° Festival di Cannes arrivano Asghar Farhadi e Pawel Pawlikowski con altrettanti film molto attesi, entrambi caratterizzati da una forte dislocazione geografica, linguistica e culturale rispetto alla loro tradizione di partenza. A fare da filo conduttore è l’idea che la finzione possa incidere sul reale, oppure che il reale possa trasformarsi in racconto simbolico capace di contenere dolore, memoria e morte.
asghar farhadi e histoires parallèles: quando la finzione guida la realtà
Histoires Parallèles è il decimo lungometraggio di Farhadi, costruito attorno a cinque personaggi e presentato come il secondo film girato e ambientato in Francia. Al centro del racconto emerge un rapporto contrastivo: la finzione riesce a condizionare fino a modificare la realtà.
storia e personaggi di histoires parallèles
La trama mette in campo una scrittrice interpretata da Isabelle Huppert, figura abituata a osservare ciò che accade all’interno di un appartamento posto nell’edificio di fronte. Nel nuovo spazio quotidiano lavorano tre rumoristi: una giovane donna (Virginie Efira), il compagno titolare della società (Vincent Cassel) e il fratello minore di lui (Pierre Niney). La dinamica cambia quando un giovane ladruncolo migrante, interpretato da Adam Bessa, trova ospitalità presso la scrittrice.
Quando la protagonista comincia a spostare e mettere in vista i propri oggetti per un trasloco, il giovane si impossessa dei suoi manoscritti e inizia, per necessità e per circostanze, a subentrare nell’azione di osservazione dei tre rumoristi, entrando così direttamente nelle loro vite e modificando gli equilibri iniziali.
riferimenti cinematografici e sfondo politico
Il film è descritto come un libero remake della sesta parte del Decalogo di Krzysztof Kieślowski. L’articolazione della storia include richiami che spaziano dalla finestra sul cortile di impostazione hitchcockiana fino a una novella di Pirandello, con ulteriori tratti che rimandano anche a De Palma e a Peeping Tom.
Al di là dei riferimenti, il racconto mantiene un sottofondo politico legato allo status dell’Iran, con il tema del controllo censorio sulla creazione. L’impostazione del regista insiste sul principio secondo cui il cinema non può essere imprigionato: se lo fosse, la sua forza immaginifica finirebbe comunque per alterare il reale.
limiti narrativi e presentazione del film in Italia
La realizzazione viene indicata come sostenuta da un cast che non necessita presentazioni, ma con un punto critico: manca lo spazio di ambiguità che caratterizza da sempre il lavoro dell’autore. La scrittura viene considerata chiarificante, con i destini dei personaggi resi espliciti e con un finale che, anziché aprire, chiude le scelte.
Histoires Parallèles sarà nelle sale italiane grazie a Lucky Red.
pawel pawlikowski e fatherland: rigore, simbolismo e il viaggio di thomas mann
Fatherland si presenta con un’impostazione diversa: nel film, co-sceneggiato da Pawlikowski con il tedesco Henk Handloegten (autore della serie Babylon Berlin), la regia segue una sola indicazione generale, il rigore. Si tratta di un settimo lungometraggio di finzione che punta a sostenere l’intensità, l’astrazione e il simbolismo necessari a raccontare il doloroso viaggio del 1949 in cui Thomas Mann e sua figlia Erika tornano nella Germania natale.
bianco e nero, fotografia e atmosfera
Il film è girato in bianco e nero e viene associato alla fotografia di Lukasz Zal, già indicato come autore dell’illuminazione per Cold War (2018). L’atmosfera viene descritta come una sinfonia sulla morte, sul sconfinamento e sulla devastazione umana prodotta dalla guerra.
la germania del dopoguerra e il senso di identità perduta
Thomas Mann (interpretato da Hanns Zischler, indicato come attore “wendersiano”) trova una Germania in rovina, divisa fra americani e sovietici. L’identità nazionale viene descritta come smarrita, incapace di ritrovare la propria cifra riconoscibile. Il personaggio, pur esaltando il modello tedesco per il mondo, non riesce più a comprendere né a sentire la propria identità.
A scuoterlo interviene la figlia (Sandra Hüller), chiamata a riportare il padre a un contatto più diretto con la realtà.
temi, durata e uscita in italia
La storia, concepita nella densità di meno di un’ora e mezza, viene proposta come riflessione metaforica, storica, politica e straziante sul dolore dello straniamento. Il concetto di Heimat viene associato alla dimensione di spirito, radici e identità di un popolo, mentre il film evidenzia la scomparsa dell’utopia e la prevalenza di una sospensione in attesa della morte.
Il nucleo tematico viene individuato nel lutto da elaborare, sia personale sia storico, con particolare rilevanza anche per la perfezione formale. Fatherland uscirà nelle sale grazie a MUBI, che successivamente lo porterà anche sulla propria piattaforma.
cast e protagonisti dei due film
- Histoires Parallèles: Isabelle Huppert, Virginie Efira, Vincent Cassel, Pierre Niney, Adam Bessa
- Fatherland: Hanns Zischler, Sandra Hüller

