Cancro ovaio cure in centri specializzati per 9 donne su 10 entro 2030
Un messaggio chiaro, misurabile e orientato all’azione per rendere il tumore ovarico una priorità di salute pubblica. La cornice è la Giornata mondiale del tumore ovarico celebrata oggi a Roma, con un confronto presso l’Auditorium del ministero della Salute e iniziative pubbliche in piazza del Popolo. Al centro del confronto la prima agenda nazionale di impegno dedicata alle donne con tumore ovarico, pensata per rafforzare presa in carico, prevenzione, equità di accesso e standard di qualità lungo tutto il percorso di cura.
agenda nazionale per il tumore ovarico: obiettivi e finalità
Nel corso dell’incontro è stata presentata la prima Agenda nazionale di impegno per le donne con tumore ovarico, promossa dalla campagna Insieme di Insiemi. Il documento nasce con l’intento di intervenire sui problemi organizzativi e gestionali che incidono negativamente su prognosi e gestione clinica.
La proposta indica un approccio basato su traguardi verificabili, tempi certi e una responsabilità che possa essere controllata. Tra i punti strategici: maggiore presa in carico nelle strutture specializzate, attivazione di percorsi di prevenzione, definizione di centri di riferimento regionali, disponibilità di standard minimi nazionali, incremento dei finanziamenti alla ricerca e crescente attenzione alla qualità di vita.
centralizzazione e percorsi specialistici: dai volumi ai risultati
Il confronto mette in evidenza l’importanza di strutture dedicate e di percorsi costruiti intorno a competenze specifiche. Secondo quanto illustrato, l’adeguatezza del setting assistenziale condiziona l’accesso ai migliori trattamenti, con particolare rilievo per la presenza di strutture in grado di gestire la patologia con alti volumi e approccio multidisciplinare.
Viene inoltre formulato un obiettivo temporale: entro il 2028 il 75% dei casi di carcinoma dell’ovaio dovrebbe essere trattato in una struttura specializzata, fino a raggiungere almeno il 90% entro il 2030. L’indicazione centrale riguarda l’individuazione, da parte delle Regioni, dei centri di riferimento per il tumore ovarico, così da consolidare percorsi sempre più centralizzati e coordinati.
reti oncologiche e standard nazionali: qualità e tempi tra diagnosi e terapia
L’Agenda richiama la necessità di reti oncologiche strutturate con percorsi multidisciplinari, criteri nazionali chiari e centralizzazione quando richiesta. Un punto decisivo è la riduzione delle distanze tra diagnosi e trattamento attraverso tempi più rapidi, con l’obiettivo di contenere la mortalità della neoplasia e migliorare la qualità di vita delle pazienti.
Accanto alla centralizzazione delle cure, viene sottolineata l’esigenza di rafforzare l’equità di accesso. Le differenze territoriali possono infatti incidere su diagnosi tempestive, test appropriati, terapie innovative e completezza dei percorsi. Il documento insiste su standard nazionali, tempi massimi di attesa, continuità terapeutica e reti di laboratori certificate.
accesso tempestivo a farmaci e test: medicina personalizzata come diritto
La medicina personalizzata richiede un accesso rapido e omogeneo a farmaci e a diverse tipologie di analisi, inclusi test genetici, molecolari e immunoistochimici. È richiamata anche la necessità di garantire l’accesso agli approfondimenti utili a individuare bersagli terapeutici quando clinicamente indicato, come il recettore del folato.
Un ulteriore aspetto riguarda la chiarezza dell’accesso agli studi clinici: per molte donne non rappresentano soltanto ricerca, ma una concreta possibilità di cura. L’agenda collega inoltre la dimensione organizzativa a quella informativa, puntando a rendere i percorsi più trasparenti.
programmi per rischio eredo-familiare: test, consulenza e sorveglianza
Un capitolo centrale dell’Agenda è dedicato alle persone e alle famiglie con rischio ereditario e familiare. Viene richiesta una garanzia uniforme nel Paese per test genetici, consulenza, sorveglianza e, quando indicate, chirurgie di riduzione del rischio.
Il tema viene collegato anche alla situazione nazionale: l’assenza di programmi di diagnosi precoce per la popolazione sana viene considerata un fattore che aggrava ritardi e complessità. In questo contesto viene richiamato l’aggiornamento dei Lea 2025, che ha introdotto un programma per tumori ereditari mammella-ovaio Brca-correlati. L’obiettivo indicato è rendere pienamente operativo il programma in tutte le Regioni, assicurando gratuità, percorsi omogenei, accesso a test e consulenza genetica, sorveglianza in centri competenti, esenzioni dal ticket e possibilità di accedere a interventi di riduzione del rischio.
informazione pubblica e prevenzione: ridurre i ritardi diagnostici
L’Agenda introduce un focus sull’informazione come strumento per ridurre i ritardi diagnostici. Nel tumore ovarico, infatti, la malattia può presentarsi con sintomi vaghi e aspecifici, con il rischio che vengano sottovalutati. È segnalata inoltre l’assenza di uno screening efficace rivolto alla popolazione generale.
Tra gli obiettivi indicati: realizzare, da parte di tutte le Regioni, almeno una campagna informativa annuale entro il 2030, in partnership con le associazioni pazienti. L’iniziativa mira a stimolare la sensibilizzazione e a rendere accessibili in modo frequente informazioni su sintomi, fattori di rischio e percorsi a cui rivolgersi. Tra i fattori richiamati risultano infertilità, assenza di gravidanze e un primo figlio oltre i 35 anni di età, oltre alla menzione di corretti stili di vita.
ricerca e qualità di vita: investire, rimuovere ostacoli e integrare il supporto
La ricerca è indicata come motore del cambiamento, con necessità di investimenti stabili, riduzione degli ostacoli burocratici e tempi autorizzativi più rapidi. Viene sottolineato anche il passaggio più uniforme dall’innovazione alla pratica clinica, poiché ogni ritardo viene collegato all’impatto sulla vita delle pazienti.
Oltre agli aspetti clinici, l’Agenda prevede l’integrazione stabile dei bisogni di supporto nei percorsi terapeutici: vengono richiamati supporto psicologico, psico-oncologico, sociale, riabilitativo e assistenziale. La qualità di vita viene presentata come componente essenziale del percorso di cura, da non considerare accessoria.
promotori e figure coinvolte nella presentazione
La presentazione dell’Agenda nazionale di impegno per le donne con tumore ovarico è stata promossa dalla campagna Insieme di Insiemi e vede il coinvolgimento di diverse associazioni e gruppi scientifici, oltre al patrocinio di enti di riferimento nel settore oncologico.
- Sandro Pignata
- Sandra Balboni
- Ilaria Bellet
- Paolo Scollo
- Ornella Campanella
- Maria Teresa Cafasso
- Anna Fagotti
- Valentina Ligas
Le associazioni pazienti indicate nella promozione includono Acto Italia, Loto, aBRCAdabra, ALTo e Mai più sole, insieme ai gruppi scientifici Mito e Mango, con il patrocinio di Aiom (Associazione italiana oncologia medica), della World ovarian cancer coalition e dell’Ovarian cancer committee.