Bullismo costarelli anp lazio fondare formazione docenti per prevenire
La lotta al bullismo passa anche da competenze comunicative concrete: il punto centrale è costruire percorsi formativi capaci di incidere su linguaggio, relazioni e capacità di esprimere il disagio. Alla maratona del bullismo 2026, svoltasi al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos, Cristina Costarelli, presidente Anp Lazio, associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, ha descritto un impianto formativo orientato a docenti, studenti e famiglie, con un’attenzione specifica al modo in cui le parole vengono usate.
formazione docenti e scuola: parola chiave nella prevenzione
Costarelli ha indicato la formazione su tutti i fronti come obiettivo prioritario, definendo la preparazione dei docenti lo strumento fondamentale perché sono loro a parlare quotidianamente con gli studenti. L’approccio si concentra sull’idea che la prevenzione non si limita agli interventi episodici, ma richiede un lavoro organizzato sul linguaggio e sulle modalità di relazione.
linguaggio e delicatezza: come nasce l’aggressività
Nel quadro delineato dall’esperta, il linguaggio svolge un ruolo determinante nel processo educativo. È stato sottolineato che bisogna saper usare la parola con delicatezza e mai con leggerezza, poiché è proprio da quel tipo di comunicazione che parte l’aggressività. L’istruzione dei giovani a utilizzare le parole viene presentata come il primo strumento per migliorare la comunicazione anche oltre la fase scolastica.
Un ulteriore passaggio riguarda il rapporto tra disagio e possibilità di espressione: quando una persona avverte una difficoltà ma non ha le parole per comunicarla, non riuscirà mai a comunicarla. La formazione, quindi, viene collegata alla capacità di trasformare un malessere in un messaggio comunicabile.
rete tra docenti, studenti e famiglie
Il sistema di formazione descritto da Costarelli coinvolge tre interlocutori considerati fondamentali: docenti, studenti e famiglie. L’esperta ha evidenziato che, riuscendo a creare una rete tra questi tre interlocutori, diventa possibile affrontare il problema in modo coordinato, integrando la dimensione educativa con quella relazionale.
sguardo critico e esempio adulto
Durante l’intervento, è stata anche rivolta una sollecitazione ai ragazzi presenti: evitare di usare sempre come riferimento gli adulti. È stato affermato che bisogna guardare con pensiero critico quello che fanno gli adulti, perché molto spesso non sono un buon esempio. La linea comunicativa dell’iniziativa pone così l’accento su un uso consapevole dei modelli presenti nell’ambiente quotidiano.
osservazioni chiave raccolte nell’intervento
- Formazione su tutti i fronti come obiettivo principale della prevenzione.
- Docenti indicati come perno, capaci di parlare con gli studenti in modo continuativo.
- Uso delicato della parola come passaggio collegato all’origine dell’aggressività.
- Comunicazione come strumento per esprimere il disagio.
- Rete tra docenti, studenti e famiglie per affrontare il problema.
- Pensiero critico sugli esempi forniti dagli adulti.