Assilea 2026 leasing +3,5% investimenti sotto la media ue

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Assilea 2026 leasing +3,5% investimenti sotto la media ue

Nel 2026 il leasing registra segnali di crescita dopo un avvio definito “incerto”, ma resta evidente un divario strutturale rispetto alla media europea. A delineare il quadro è il rapporto annuale sul leasing curato dal centro studi e statistiche di Assilea, presentato nell’ambito dell’assemblea annuale dell’associazione, con un focus sia sull’andamento dello stipulato sia sul ruolo degli investimenti per la competitività del sistema economico.

stipulato leasing in crescita nel 2026, ma intensità investimenti ferma al 16%

Secondo i dati riportati, nel 2026 lo stipulato del leasing cresce del 3,5% rispetto all’anno, dopo un inizio con andamento incerto. La dinamica riguarda l’intero perimetro dei beni strumentali e dei mezzi di trasporto, con un elemento centrale: l’intensità degli investimenti sostenuti tramite leasing si arresta.

Il rapporto indica, infatti, che in Italia l’intensità degli investimenti in beni strumentali e mezzi di trasporto si colloca al 16%, a fronte del 28% registrato in Europa. La fotografia del settore, dunque, mostra un progresso sullo stipulato, mentre sul piano dell’adozione complessiva il leasing mantiene un peso inferiore rispetto ai principali contesti europei.

trend di settore e confronto con l’europa: numeri che confermano il potenziale

Nel decennio considerato, il settore ha evidenziato una crescita costante, arrivando a raddoppiare lo stipulato dai 17 miliardi del 2015 ai 36 miliardi del 2025, con un incremento del +5,8% rispetto al 2024. Nel 2025, inoltre, il rapporto segnala che il 65% degli investimenti in beni strumentali finanziati con le agevolazioni della Nuova Sabatini è stato sostenuto tramite leasing.

Guardando al primo trimestre del 2026, dopo l’avvio descritto come non lineare, lo stipulato risulta in crescita del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel quadro analitico viene richiamato anche il contesto produttivo: l’Italia risulta essere il secondo paese manifatturiero in Europa e tra quelli con un alto numero di piccole e medie imprese, elemento che rende particolarmente rilevante la disponibilità di strumenti di finanziamento per gli investimenti.

diffusione sotto la media Ue: volumi e numero di imprese

Nonostante i risultati positivi, il rapporto evidenzia una diffusione del leasing in Italia ampiamente inferiore alla media dell’Unione europea, sia in termini di volumi di finanziamento sia per il numero di imprese che ricorrono allo strumento. Il divario viene riassunto proprio nel differenziale tra intensità al 16% in Italia e al 28% in Europa.

istituzioni e analisi: regolamentazione bancaria e competitività europea

La presentazione del rapporto è stata avviata da un video messaggio augurale del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e dagli interventi del presidente di Abi, Antonio Patuelli, oltre alla relazione del presidente di Assilea, Paolo Guzzetti, che ha analizzato lo scenario macroeconomico degli investimenti in Italia.

I lavori hanno poi proseguito con l’intervento di Ugo Bassi, DG di Fisma presso la Commissione Europea, incentrato su semplificazione della regolamentazione bancaria e competitività internazionale del sistema bancario europeo.

ruolo del leasing negli investimenti: regole certe e minore assorbimento patrimoniale

Nel commentare i risultati, Paolo Guzzetti sottolinea che investimenti e riforme strutturali sono elementi chiave per aumentare capacità produttiva e produttività. Tra le condizioni richieste vengono indicate certezza delle regole, riduzione della burocrazia e la presenza di un sistema infrastrutturale e logistico efficiente e capillare, insieme a un accesso agevole alle diverse forme di finanziamento.

Secondo la lettura proposta, il leasing assume un ruolo significativo nel finanziamento degli investimenti. Nel contempo viene avanzata l’esigenza di rivedere il quadro prudenziale basandosi sul riconoscimento di una minore rischiosità del leasing rispetto ad altri strumenti di finanziamento più tradizionali. A supporto viene richiamata evidenza empirica: tassi di perdita mediamente inferiori del 16%, rischiosità media delle imprese che utilizzano leasing più bassa rispetto a quelle che non lo utilizzano, e tassi di default più contenuti rispetto ai prestiti bancari.

impatti finanziari: risorse liberate per gli investimenti delle pmi

Il rapporto associa alla riduzione dell’assorbimento patrimoniale sull’esposizione leasing la possibilità di liberare nuove risorse da destinare al finanziamento degli investimenti delle Pmi. Tali investimenti vengono indicati come necessari per accelerare la transizione ambientale e digitale dell’intero sistema europeo.

Viene inoltre presentata un’elaborazione del centro studi secondo cui una riduzione media dei requisiti patrimoniali di 15 punti percentuali libererebbe 2 miliardi di capitale, con un effetto tradotto in un incremento dello stipulato del 10%.

prossimi obiettivi di assilea e indicazioni sul lavoro europeo

Assilea ribadisce l’impegno a presidiare la normativa di settore, sia a livello europeo sia nazionale. Tra gli obiettivi indicati rientra il riconoscimento del leasing in tutti i programmi di agevolazione e incentivo per le imprese e la diffusione di una maggiore conoscenza dello strumento a tutti i livelli.

Nel contesto europeo, Ugo Bassi richiama la costruzione di un rapporto sulla competitività del settore bancario in Europa, affermando che il senso di urgenza espresso dal mercato è chiaro e che la chiusura dei lavori è stata anticipata a metà luglio per fornire risposte al sistema.

personalità intervenute

  • Giancarlo Giorgetti
  • Antonio Patuelli
  • Paolo Guzzetti
  • Ugo Bassi
Categorie: NewsEconomia

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