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La produzione di fertilizzanti si presenta come un ambito dove sostenibilità e innovazione si intrecciano in modo concreto, valorizzando flussi di materia già presenti in altri comparti industriali. Paolo Girelli, Presidente di Assofertilizzanti-Federchimica, ha illustrato la logica del settore durante un incontro a Roma promosso dall’Associazione di Federchimica, incentrato sulla presentazione dei risultati di uno studio commissionato a Nomisma relativo all’impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell’agricoltura italiana.
economia circolare e materie prime da sottoprodotti
Nel settore dei fertilizzanti, l’impiego di sottoprodotti provenienti da altre filiere costituisce un elemento centrale. Girelli ha evidenziato che come materie prime vengono utilizzati diversi scarti generati in contesti differenti, richiamando in particolare quelli riconducibili all’industria alimentare, alla conciaria e al settore energetico. Il riferimento temporale è legato soprattutto agli ultimi quindici anni, periodo in cui, per lo sviluppo dei cosiddetti prodotti biostimolanti, l’approvvigionamento da scarti di filiera si è rivelato particolarmente rilevante.
Questa impostazione viene descritta come la dimostrazione più chiara di un modello orientato all’economia circolare, con la trasformazione di materiali non più destinati alla filiera di origine in input produttivi per i fertilizzanti.
investimenti in ricerca e sviluppo per prodotti a bassi dosaggi
Accanto alla valorizzazione dei materiali, emerge un secondo asse strategico: la ricerca. Girelli ha indicato che negli anni l’industria dei fertilizzanti ha investito oltre 100 milioni di euro in attività di ricerca. Gli investimenti sono attribuiti alle aziende associate che, complessivamente, rappresentano circa l’80% della produzione nazionale.
Secondo quanto riportato, gli sforzi sono stati indirizzati prevalentemente verso la creazione di prodotti efficaci ed efficienti, pensati per essere impiegati con dosaggi ridotti. Questo orientamento collega la progettazione del prodotto alla possibilità di ottimizzare l’uso delle risorse in campo.
risultati migliori con combinazione dei mezzi tecnici e corretta distribuzione
Nel conseguire risultati più efficaci, vengono citati criteri operativi legati all’impiego dei mezzi tecnici. Girelli ha sottolineato che, in generale, i benefici migliori emergono dalla combinazione dei diversi strumenti tecnici, unita alla distribuzione nel momento fenologico più adatto. In parallelo, viene richiamata la necessità di ridurre al minimo l’apporto della risorsa idrica, così da migliorare l’efficienza complessiva dell’intervento.
studio nomisma: valutazione di impatto della fertilizzazione azotata
La presentazione dei contenuti dell’incontro è collegata ai risultati di uno studio commissionato a Nomisma. Lo studio riguarda la valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell’agricoltura italiana, con un focus sull’analisi dell’effetto della fertilizzazione nel contesto nazionale.
Personaggi presenti:
- Paolo Girelli