Vik caro ti scrivo selini anticipazione

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Vik caro ti scrivo selini anticipazione

Quindici anni dopo l’omicidio di Vittorio “Vik” Arrigoni a Gaza City, avvenuto tra il 14 e il 15 aprile 2011, la sua voce continua a restare viva attraverso scritti, analisi e materiali che continuano a circolare. Un libro firmato dalla giornalista Anna Maria Selini, pubblicato da Altreconomia con le illustrazioni di Fogliazza, ricompone un filo di memoria e porta avanti una testimonianza costruita con lettere e reportage.

Il volume, intitolato “Caro Vik ti scrivo. Lettere e reportage da Oslo a Gaza”, viene presentato come una narrazione capace di riportare il lettore su Gaza all’inizio degli anni Duemila, ma anche di prolungare quella prospettiva fino agli avvenimenti più recenti. Al centro emerge un percorso che collega la speranza tradita e le grandi illusioni legate agli Accordi di Oslo, fino all’osservazione del genocidio in corso a Gaza.

“Caro Vik ti scrivo”: lettere e reportage da Oslo a Gaza

Il libro di Anna Maria Selini si configura come una raccolta che intreccia una dimensione personale e una dimensione giornalistica. Le lettere servono a ricostruire gli eventi e a rimettere in ordine i passaggi di una memoria che non si interrompe. La cornice narrativa parte dal riferimento a ciò che Vittorio Arrigoni aveva già indicato nel suo tempo, e poi si sposta in avanti, includendo il racconto di quanto accaduto dopo il 7 ottobre 2023.

La pubblicazione sottolinea che i materiali e gli interventi di Vik continuano a essere disponibili e a mantenere un impatto duraturo, con i suoi contributi che restano presenti anche su piattaforme come YouTube. In parallelo, le lettere presenti nel volume vengono descritte come un modo per far giungere a Vittorio ciò che non ha potuto vedere direttamente.

dal 7 ottobre 2023 alla memoria di Gaza

Le lettere raccontano il periodo che prende avvio dal 7 ottobre 2023 in avanti, con l’obiettivo di riannodare i fili della storia. Il racconto richiama l’idea della speranza tradita e mette in relazione il passato con la situazione presente. L’opera lega inoltre la riflessione agli eventi culminati in una fase definita come genocidio in diretta, osservato e percepito come qualcosa che continua a essere visibile nel tempo.

Nel quadro delineato, viene richiamato anche il tema della tregua annunciata: la tregua attribuita a Trump viene indicata come un passaggio che si è imposto soltanto “sulla carta”, senza concretizzarsi nella vita reale dei gazawi.

Vik Arrigoni e la testimonianza degli eventi a Gaza

La ricostruzione si aggancia al ricordo dell’arrivo di Vik nella Striscia. Viene infatti ricordato che Arrigoni raggiunse Gaza nell’agosto 2008 a bordo della Freedom Flotilla, esperienza richiamata come tappa legata alle sue osservazioni. La narrazione presenta quei presupposti come elementi già presenti, evidenziando la descrizione di Gaza come spazio trasformato in un contesto definito “campo di concentramento a cielo aperto” voluto dal governo israeliano.

Nel testo risulta centrale l’idea che alcuni elementi non siano cominciati dopo il 7 ottobre, ma fossero già radicati. Il valore delle lettere, in questa prospettiva, consiste nel collegare ciò che era stato osservato e ciò che è accaduto successivamente, costruendo un continuum narrativo che si estende fino ai giorni in cui si osserva la continuità degli eventi.

“Restiamo umani”: il motto di Vik e la sua forza

La pubblicazione rende noto che il fattoquotidiano.it ha diffuso due pagine del quarto capitolo del libro, intitolato “Risvegliarsi”. In quella parte, la giornalista e podcaster viene descritta mentre parla del motto più famoso attribuito ad Arrigoni, il messaggio “Restiamo umani”.

Il motto viene interpretato come grido, speranza e promessa di libertà per il popolo palestinese. Allo stesso tempo, viene presentato come un invito all’impegno rivolto anche a chi guarda da fuori, mantenendo il significato del messaggio al centro della memoria e del racconto.

Anna Maria Selini e il progetto editoriale con Fogliazza

Il libro, realizzato da Altreconomia, unisce la dimensione della narrazione epistolare e quella del reportage. Le illustrazioni di Fogliazza completano il progetto, dando forma visiva a un percorso che attraversa luoghi e tempi diversi, passando da Oslo fino alla realtà di Gaza.

La ricostruzione delle tappe e la scelta del formato lettere e reportage vengono descritte come strumenti per raccontare eventi e trasformazioni storiche in modo coerente, restituendo una testimonianza che rimane ancorata a ciò che viene indicato come una voce ancora ascoltata.

personaggi e voci presenti

  • Vittorio “Vik” Arrigoni
  • Anna Maria Selini
  • Fogliazza
  • Altreconomia
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