Tesla sposta 18 miliardi di profitti per non pagare tasse negli usa: cosa c e
Nel 2025 Tesla ha ribadito negli Stati Uniti l’applicazione di un’imposta federale pari a zero, confermando una dinamica già nota: perdite pregresse, crediti d’imposta e altri meccanismi capaci di ridurre l’imponibile. Il punto, però, diventa più delicato quando si prova a collegare questa scelta fiscale con la capacità del gruppo di continuare a generare utili in un mercato come quello americano. Un’analisi di Reuters ricostruisce infatti un percorso di trasferimento dei profitti tra giurisdizioni, con passaggi contabili che porterebbero a entità non tassate in Europa e, in parte, anche a Singapore.
tesla 2025 imposta federale usa a zero e precedenti fiscali
La dichiarazione di un’imposta federale pari a zero rientra in un quadro più ampio: Tesla, secondo quanto riportato, è tra i grandi gruppi che da anni non pagano tasse negli Stati Uniti grazie a una combinazione di perdite, crediti d’imposta e strumenti che comprimono l’imponibile.
Guardando a un singolo periodo recente, nel 2023 l’azienda ha versato al fisco Usa circa 48 milioni di dollari a fronte di un imponibile indicato pari a 10,8 miliardi. La questione centrale resta il disallineamento tra l’assenza di imposte e l’attività economica che continua a produrre ricavi significativi negli Stati Uniti.
profit shifting con snodi tra paesi bassi e singapore
Reuters arriva a una conclusione articolata: tramite una struttura che collega Paesi Bassi e Singapore, Tesla avrebbe convogliato circa 18 miliardi di dollari di profitti tra il 2023 e l’inizio del 2025 verso entità che non risulterebbero tassate né in Europa né nella città-Stato asiatica.
società olandese non residente come perno contabile
Il meccanismo individuato ruota attorno a una partnership olandese formalmente non residente, priva di dipendenti e descritta come snodo contabile verso una holding a Singapore. In base ai documenti visionati dall’agenzia, la filiale di Singapore risulta detenere oltre il 99% della partnership.
I materiali osservati però non chiariscono né l’attività svolta dalla società olandese né l’origine dei profitti. Reuters riferisce inoltre che né le autorità fiscali olandesi né quelle singaporiane avrebbero fornito risposte alle domande su come e dove siano stati generati tali utili.
ricostruzione collegata all’inchiesta follow the money
Un primo segnale era emerso in precedenza tramite un’inchiesta di Follow the Money. In Europa Tesla avrebbe concentrato volumi molto elevati di ricavi, soprattutto nei Paesi Bassi, mentre avrebbe dichiarato margini ridotti. Nello specifico, in Germania la gigafactory di Grünheide avrebbe mostrato redditività compressa: per ogni auto prodotta riceve da Tesla Motors Netherlands (Tmn) un margine ristrettissimo, oltre ai costi di produzione sostenuti.
In quel contesto, l’ipotesi era che gli utili effettivi venissero spostati verso un altro Paese con aliquote agevolate.
tesla motors singapore holdings e trasferimenti di utili da tm international
Reuters aggiunge un livello ulteriore ricostruendo che Tesla Motors Singapore Holdings sarebbe stata il punto di arrivo di uno spostamento rilevante di utili da TM International. TM International risulterebbe registrata in Olanda come “società di persone” non residente, priva di dipendenti e non tenuta a pagare tasse nel Paese.
documenti contabili senza spiegazioni su attività e profitti
Secondo i documenti esaminati da Reuters, non emergono dettagli sull’operatività della società olandese né su dove essa avrebbe realizzato i profitti. Anche i riscontri delle autorità fiscali coinvolte risultano assenti o non utili a sciogliere i nodi principali: un elemento che lascia spazio a interpretazioni.
ipotesi su diritti di proprietà intellettuale come leva fiscale
Gli esperti consultati da Reuters avrebbero formulato una possibile spiegazione: la capogruppo potrebbe aver scelto di trasferire all’estero una parte dei diritti di proprietà intellettuale, tra cui brevetti, software e know-how, così da ridurre l’impatto della tassazione.
Rimane però aperto un punto: non sarebbe chiaro il ruolo di Tesla Motors Netherlands. Per il 2023 e 2024 (ultimi anni con dati disponibili), Tesla Motors Netherlands avrebbe fatturato circa 28 miliardi l’anno, vale a dire quasi il 30% del fatturato totale del gruppo. I documenti contabili non chiarirebbero se gli utili dichiarati da TM International siano giunti proprio da lì.
la risposta “tutto viene deciso ad austin”
Reuters riporta anche un passaggio di interlocuzione con un manager che, sul profilo LinkedIn, si presenta come “direttore finanziario Ue”. Alla richiesta di chiarimenti, la risposta sarebbe stata che “tutto viene deciso ad Austin”, in Texas, sede centrale del gruppo.
accuse e precedenti: accordi di condivisione dei costi e posizione del congresso
Il profit shifting è descritto da Reuters come una pratica ampiamente nota e sfruttata da multinazionali per minimizzare il carico fiscale. Nella narrazione riportata, Elon Musk in passato avrebbe espresso opposizione a pratiche considerate “losche”. Durante una campagna elettorale per le presidenziali, nel 2024, Musk avrebbe dichiarato di ricevere spesso proposte di “scappatoie” e di non credere che si dovrebbero perseguire.
Reuters collega questa posizione a quanto Tesla indicava già in precedenza: dieci anni prima, nel rapporto annuale, l’azienda spiegava di aver stipulato un “accordo di condivisione dei costi” con filiali estere non specificate. Secondo il Congresso degli Stati Uniti e l’Internal revenue service, questi accordi possono costituire strumenti potenziali di elusione fiscale.
nuovo indizio: oltre il 90% dei profitti globali nel 2025 registrati negli usa
Reuters segnala un elemento aggiuntivo che rende più complessa la lettura complessiva. Nell’ultimo rapporto annuale Tesla indica che nel 2025 oltre il 90% dei profitti globali sarebbe stato registrato negli Stati Uniti. Negli anni precedenti la quota sarebbe stata molto più bassa, sotto il 30%.
possibile riorganizzazione e impatto dei crediti fiscali
Secondo gli esperti citati da Reuters, questo cambiamento potrebbe riflettere una riorganizzazione della struttura fiscale internazionale. L’ipotesi è che, dopo anni in cui gli utili sarebbero stati spostati all’estero, il gruppo potrebbe aver iniziato a riportarli negli Usa, sfruttando crediti fiscali accumulati per attenuare l’impatto dell’imposizione.
Prima di un’eventuale svolta, Reuters stima che Tesla abbia comunque risparmiato almeno 400 milioni di dollari di tasse.
personaggi e figure citate
- Elon Musk
- Donald Trump
