Sui farmaci e metalli: cosa cambia con le nuove decisioni di trump
Donald Trump ha firmato due nuovi decreti che introducono nuovi dazi su specifiche aree, con una spinta parallela verso la produzione interna e una revisione delle tariffe su alcune materie prime. Le misure riguardano da un lato determinati medicinali importati con un’imposizione fino al 100%, dall’altro una ristrutturazione dei dazi su acciaio, alluminio e rame, dove la tariffa forfettaria viene fissata al 25% per una vasta gamma di prodotti. L’obiettivo dichiarato nei proclami è rendere il sistema più gestibile per le imprese statunitensi e sostenere la competitività del settore industriale locale, accompagnando l’intervento con esenzioni e soglie operative.
Trump decreti dazi: medicinali fino al 100% e revisione metalli al 25%
Nei due proclami firmati dal presidente degli Stati Uniti, l’impianto delle misure mira a perseguire una direttrice commerciale: ridurre la percezione di onerosità per le aziende che operano nel settore dei metalli e incentivare le realtà farmaceutiche a produrre negli Stati Uniti e a abbassare i prezzi. Le scelte normative vengono presentate come strumenti per correggere un sistema considerato eccessivamente complicato, soprattutto sul versante industriale.
dazi al 100% su alcuni farmaci: condizioni, esenzioni e obiettivi
Per il comparto farmaceutico, Trump ha richiesto alle autorità di imporre un dazio del 100% su alcuni prodotti importati. La misura si inserisce in un quadro già anticipato: a settembre 2025 Trump aveva lanciato una minaccia pubblica tramite social nel caso in cui i produttori avessero rifiutato di soddisfare le richieste del presidente.
Il meccanismo previsto lascia tuttavia una via di uscita. I produttori potranno evitare il nuovo balzello impegnandosi a costruire fabbriche negli Stati Uniti e a ridurre il prezzo dei farmaci. Il proclama include poi esenzioni rilevanti: sono esclusi i farmaci generici, che rappresentano circa il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti, oltre a alcuni farmaci brevettati destinati a malattie rare e gravi.
La misura prevede inoltre un perimetro geografico: i nuovi dazi non si applicano ai Paesi già coperti da accordi raggiunti con la Casa Bianca di Trump, inclusi quelli dell’Unione europea. Rimane centrale anche un elemento già operativo: da novembre 2025 una parte significativa delle maggiori case farmaceutiche ha sottoscritto accordi con la Casa Bianca per abbassare i prezzi di farmaci nuovi ed esistenti. Tali intese rientrano nella politica definita “nazione più favorita”, che mira ad allineare i prezzi negli Stati Uniti a quelli più bassi praticati all’estero e ad esentare le aziende dai dazi per tre anni.
dazi su acciaio, alluminio e rame: sistema semplificato e soglie operative
Sul fronte dei metalli, l’amministrazione statunitense punta a rispondere alle lamentele delle aziende che importano prodotti contenenti acciaio e alluminio, spesso presenti in una vasta gamma di beni. Le tariffe precedenti sono state descritte come confuse e costose da gestire. In precedenza, un’azienda statunitense doveva pagare un 50% sul metallo contenuto nell’importazione, più una tariffa aggiuntiva calcolata in base al Paese di origine per gli altri componenti del prodotto.
Il sistema si traduceva, secondo la descrizione presente nei decreti, in una complessità gestionale: era necessario calcolare il valore e l’origine delle singole componenti, arrivando anche a elementi di dettaglio come viti.
forfettario al 25%: quando scatta la nuova tariffa
Con il nuovo modello, per i prodotti in cui acciaio, alluminio o rame costituiscono una quota superiore al 15% del peso, si applica una tariffa forfettaria del 25% sul valore