Soldi agli ospedali svizzeri: l’italia e la tutela delle famiglie che hanno perso i figli a crans montana

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Soldi agli ospedali svizzeri: l’italia e la tutela delle famiglie che hanno perso i figli a crans montana

La tragedia del rogo di Crans Montana continua a produrre conseguenze anche oltre il dramma sanitario. A fronte di giovani gravemente ustionati e intossicati nella notte di Capodanno al Constellation, alcune famiglie avrebbero ricevuto fatture di decine di migliaia di euro relative alle spese mediche sostenute dall’ospedale svizzero di Sion, alimentando un caso che intreccia emergenza, responsabilità e gestione burocratica dei costi.

fatture per spese mediche dopo il rogo di crans montana: il caso scuote le famiglie

Secondo quanto riportato, alcune famiglie dei ragazzi italiani coinvolti nella strage hanno ricevuto documenti fiscali legati alle cure effettuate subito dopo l’evento. Un esempio citato riguarda la famiglia di Manfredi Marcucci, sedicenne studente romano tuttora in cura per le gravi conseguenze riportate nell’incendio. La fattura indicata ammonterebbe a 75.000 euro per un ricovero in terapia intensiva durato solo 15 ore.

La contestazione riguarda anche la struttura dei documenti. In tali fatture, per altri ragazzi gravemente ustionati e intossicati, non sarebbero presenti voci di cure specifiche. La degenza di pochi giorni, o addirittura di poche ore, sarebbe servita a coprire l’urgenza sanitaria, garantendo l’intubazione e la stabilizzazione dei pazienti impossibilitati a respirare autonomamente, prima di procedere al trasferimento.

degenza d’urgenza, intubazione e trasferimento: come sarebbero state contabilizzate le cure

Le informazioni disponibili descrivono una sequenza di interventi concentrati nel tempo. Dopo l’immediata presa in carico all’ospedale svizzero, i pazienti che non riuscivano a respirare autonomamente sarebbero stati sottoposti a intubazione e stabilizzazione. Successivamente, sarebbe stato attivato il trasferimento con elisoccorso verso l’ospedale di Niguarda di Milano, presso il reparto specializzato per il trattamento delle ustioni gravi.

Il punto centrale resta la tempistica della degenza contabilizzata: poche ore o pochi giorni, inseriti in un documento fiscale senza dettagli specifici sulla natura delle singole cure, ma con l’indicazione del ricovero e dei relativi costi sostenuti nella fase immediata dell’emergenza.

ambasciata e governo: rassicurazioni iniziali e risposta svizzera sulle responsabilità dei costi

Nel racconto della vicenda, un ruolo importante viene attribuito alle interlocuzioni diplomatiche. In un primo momento, l’ambasciatore italiano in Svizzera, Lorenzo Cornado, avrebbe rassicurato le famiglie dei ragazzi sul fatto che non avrebbero dovuto affrontare tali spese. Sulle fatture sarebbe comparsa anche una postilla che richiamava copie di cortesia.

Successivamente, dopo l’incontro tra Cornado e il presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard, la posizione svizzera sarebbe cambiata o diventata più netta: la Svizzera avrebbe fatto sapere di non voler farsi carico delle somme, richiamando un criterio per legge che separerebbe le spese sanitarie dal binario giudiziario. In base a questa impostazione, e al netto delle responsabilità attribuite ai proprietari del Constellation e dei mancati controlli dell’amministrazione comunale del Canton Vallese, lo Stato italiano dovrebbe rimborsare gli ospedali svizzeri.

rischio rivalsa e responsabilità istituzionali dopo la strage: questioni fiscali e operative

La situazione sarebbe complicata dal carattere nominale dei documenti. Una fattura, infatti, viene descritta come un documento fiscale nominale che riporta i nomi delle famiglie destinatarie. Questo elemento potrebbe aprire scenari di rivalsa qualora non si arrivasse a una liquidazione dei costi, lasciando ipotizzare che le autorità elvetiche possano rivalersi proprio sulle famiglie considerate insolventi.

Nel quadro delineato emergerebbe anche il tema delle mancate verifiche in un contesto definito di gravità estrema. Viene richiamato che, tra le ipotesi di indagine, figurerebbero disastro, incendio e omicidio colposo. La ricostruzione complessiva include inoltre l’ammissione, da parte elvetica, di non aver praticato controlli nel bistrot teatro della tragedia, con conseguenze che i giovani sopravvissuti porteranno per tutta la vita.

possibili azioni richieste sul piano fiscale e delle garanzie tra Stati

La posizione riportata indica la necessità di interventi per evitare che le famiglie siano esposte a un rischio di contenzioso o rivalsa. A tal fine vengono menzionate l’idea di uno stralcio fiscale per i documenti già emessi e la richiesta di rassicurazioni formali attraverso atti ufficiali che attestino che il servizio sanitario italiano non sarà chiamato a coprire tali spese secondo la prospettiva prospettata dalle autorità svizzere.

Nel quadro dei fatti richiamati compaiono anche esempi di collaborazione operativa: alcuni feriti svizzeri sarebbero stati curati all’ospedale Niguarda senza che il rimborso delle spese sanitarie venisse richiesto. Inoltre, sarebbe stato impiegato un elicottero della protezione civile italiana per i soccorsi nell’immediatezza dei fatti, in una dinamica descritta come coerente con le urgenze in cui la collaborazione tra Stati dovrebbe prevalere sulla mera contabilizzazione dei costi.

nomi coinvolti direttamente nella vicenda

Le persone citate direttamente nella ricostruzione dei fatti includono:

  • Manfredi Marcucci
  • Lorenzo Cornado
  • Mathias Reynard

quadri generali della tragedia: numeri e contesto dell’evento

Il caso viene inserito in una tragedia che avrebbe coinvolto quarantuno ragazzi, di cui sei italiani, con quattro?? (no) quarantauno ragazzi periti e oltre cento gravemente feriti e intossicati. La notte dell’evento viene collegata allo scorso Capodanno e alla cornice del Constellation, teatro della strage.

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