Ricina: madre e figlia uccise, sopralluogo a sorpresa a Pietracatella e attesa sugli esiti del veleno
Le indagini sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi non si fermano neppure nel weekend. Le due donne, decedute tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso, sarebbero vittime di un probabile avvelenamento da ricina. Il caso avvenuto a Pietracatella, piccolo centro del Molise sconvolto dalla vicenda, resta aperto e si fa strada l’ipotesi di un possibile duplice omicidio, come indicato dalla procura di Larino, con indagini tuttora condotte contro ignoti.
indagini sulla ricina: sopralluogo a pietracatella e massima riservatezza
Nelle ultime ore è emerso un nuovo elemento che ha riacceso l’attenzione degli inquirenti. Nel pomeriggio di sabato il capo della Squadra mobile di Campobasso, Marco Graziano, insieme ad alcuni agenti, è stato visto in paese. La presenza è stata accompagnata da un sopralluogo non annunciato, gestito con massimo riserbo, senza informazioni ufficiali sulle ragioni dell’uscita sul territorio e sugli eventuali riscontri già ottenuti.
Il quadro resta delineato da un indirizzo chiaro: le verifiche sul campo continuano e potrebbero concentrarsi su aspetti finora non emersi con evidenza, con l’obiettivo di ricostruire in modo più preciso la dinamica dei fatti.
fase cruciale delle interrogazioni: ripartono i colloqui da lunedì
Il lavoro investigativo entra ora in una fase cruciale. A partire da lunedì mattina riprenderanno gli interrogatori di parenti, amici e conoscenti delle due vittime. La ricerca di elementi attraverso le testimonianze sta ampliandosi rapidamente: al momento risultano oltre trenta persone già ascoltate in relazione ai fatti.
Nel percorso istruttorio non si esclude la nuova convocazione di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, e della figlia sopravvissuta, già sentiti in passato per diverse ore. Parallelamente, sono attesi nei prossimi giorni ulteriori accertamenti legati all’abitazione della famiglia Di Vita, ancora sotto sequestro a oltre cento giorni dalla tragedia.
sopralluogo nell’abitazione: possibili rilievi tecnici decisivi
Un nuovo passaggio all’interno della casa della famiglia potrebbe consentire ulteriori rilievi tecnici. L’obiettivo è valutare elementi utili a chiarire l’eventuale dinamica connessa all’avvelenamento, mantenendo il focus sulle circostanze che hanno portato alle morti dopo il pranzo di Natale.
accertamenti scientifici attesi: relazione del centro antiveleni e autopsie
Al centro resta l’ipotesi della ricina, un veleno molto potente. Secondo l’impostazione investigativa, la sostanza potrebbe essere stata ingerita durante il pranzo natalizio, ma servono conferme tecniche puntuali. La prossima settimana potrebbe rappresentare un passaggio determinante: è attesa la relazione del Centro antiveleni di Pavia, chiamato a stabilire con precisione la presenza della sostanza nel sangue delle due donne.
Questo documento viene considerato un tassello in grado di orientare in modo definitivo l’indagine. Subito dopo, entro la fine del mese, arriveranno anche gli esiti delle autopsie eseguite il 31 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso. In combinazione con gli altri accertamenti, tali risultanze potrebbero chiarire le cause della morte e fornire elementi concreti su eventuali responsabilità.
sviluppi legali e registro degli indagati: cambia il difensore di gianni di vita
Sul piano legale, nei giorni scorsi si è registrato un colpo di scena. L’avvocato Arturo Messere, inizialmente incaricato da Gianni Di Vita, ha rinunciato alla difesa per “motivi contingenti”. Secondo quanto riportato, dietro la scelta ci sarebbero divergenze sulla gestione di una fase investigativa considerata particolarmente delicata.
Al suo posto è subentrato Vittorino Facciolla, figura nota in ambito legale e politico, legata a Di Vita da un rapporto personale di lunga data. Il nuovo legale ha precisato che il cambio non comporta modifiche della posizione processuale dell’assistito, che risulta parte offesa, e viene inquadrato come un avvicendamento.
Resta inoltre un dato formale: non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Il quadro investigativo, però, tende a restringersi progressivamente, anche in relazione agli accertamenti su dispositivi informatici e su eventuali ricerche online relative alla ricina. Un filone che potrebbe portare dettagli decisivi su modalità e responsabilità.
ricostruzione dei sintomi: gianni di vita ricoverato e figlia assente ai pasti
Un elemento che continua a pesare riguarda la comparsa di sintomi compatibili con un’intossicazione anche in Gianni Di Vita, dopo il pranzo. L’uomo è stato ricoverato allo Spallanzani di Roma, ma senza conseguenze particolarmente rilevanti. Per la figlia maggiore risulta invece che non avesse partecipato ai pasti di quei giorni, informazione rilevante per la ricostruzione delle possibili esposizioni.
Persone citate direttamente
- Sara Di Vita
- Antonella Di Ielsi
- Gianni Di Vita
- Marco Graziano
- Arturo Messere
- Vittorino Facciolla
