Registrare tiktok al volante camionista che causò 3 morti in A1 patteggia 5 anni

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Registrare tiktok al volante camionista che causò 3 morti in A1 patteggia 5 anni

Un episodio di strada culminato in tragedia, con una causa giudiziaria definita attraverso patteggiamento e l’accertamento di una condotta riconducibile alla “colpa cosciente”. La vicenda riguarda un camionista accusato di omicidio stradale plurimo aggravato per un impatto avvenuto lungo l’A1 nel 2025, con tre vittime a bordo di un’ambulanza.

omicidio stradale plurimo aggravato: la pena concordata per il camionista

La storia giudiziaria si è chiusa con il patteggiamento della pena, facendo seguito all’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato. Il conducente, un uomo di 59 anni identificato come Fabio M., è risultato incensurato al momento della valutazione in sede processuale. Secondo la ricostruzione, l’incidente sarebbe stato innescato da una distrazione alla guida legata all’uso del telefono, con attività che l’accusa riconduceva alla realizzazione di video per Tik Tok.

La contestazione ha fatto riferimento alla “colpa cosciente”, ipotesi prevista quando chi guida avrebbe potuto prevedere la possibilità di provocare un incidente con esiti mortali, pur confidando che l’evento non si sarebbe verificato. Nello scontro, l’ambulanza è stata ridotta a un ammasso di lamiere.

incidente A1 tra arezzo e valdarno: lo schianto alle 11.30

Il fatto è avvenuto il 4 agosto 2025 sull’autostrada A1, tra le uscite di Arezzo e Valdarno, in direzione nord. Nel traffico era presente un’ambulanza della Misericordiosa di Terranuova Bracciolini impegnata nel trasporto di tre persone.

L’urto è stato registrato intorno alle 11.30, quando il camion avrebbe colpito l’ambulanza a una velocità indicata di 100 chilometri all’ora. La dinamica è stata considerata fin da subito chiara: gli elementi raccolti nelle indagini hanno permesso di ricostruire con precisione la guida del camionista durante il tempo dello schianto.

ambulanza e vittime: chi viaggiava a bordo

Le persone coinvolte a bordo dell’ambulanza erano tre: Franco Lovari, paziente di 75 anni trasferito per controlli cardiaci; Gianni Trappolini, autista di 56 anni; Giulia Santoni, studentessa di infermieristica di 23 anni. L’urto ha portato alla morte delle tre vittime.

elementi d’accusa e prove: video e verifica tramite materiale digitale

Secondo l’accusa, nel periodo precedente allo schianto il conducente avrebbe continuato a guidare in cabina con una condotta distratta mentre erano in corso riprese collegate ai social. Gli accertamenti della Polizia Stradale si sarebbero basati anche sull’analisi del materiale video raccolto durante le indagini, utile a constatare l’atteggiamento alla guida documentato nelle varie riprese.

rito alternativo e condizioni valutate: incensuratezza, alcol test negativo e risarcimento

Nel percorso concluso con il patteggiamento, la giudice del tribunale di Arezzo, Giulia Soldini, ha accolto la proposta avanzata dall’avvocato del camionista Massimo Rabagliati e dal sostituto procuratore Giorgio Martano. Tra i fattori tenuti in considerazione, oltre alla ricostruzione dell’episodio, risultano:

  • incensuratezza del 59enne
  • alcol test negativo
  • versamento di una somma economica ai parenti delle vittime

persone coinvolte nella vicenda

  • Fabio M. (camionista accusato)
  • Giulia Soldini (giudice del tribunale di Arezzo)
  • Massimo Rabagliati (avvocato del camionista)
  • Giorgio Martano (sostituto procuratore)
  • Franco Lovari (paziente di 75 anni)
  • Gianni Trappolini (autista di 56 anni)
  • Giulia Santoni (studentessa di infermieristica di 23 anni)
Stava girando video per TikTok e centrò un’ambulanza con il suo tir: 5 anni all’austista della strage sull’A1

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