Piovono piccioni morti cielo allarme aviaria cause del decesso incerte
In una frazione del comune veneziano di Campolongo Maggiore, la situazione sta generando forte preoccupazione: da alcuni giorni si susseguono ritrovamenti ravvicinati di piccioni morti, con carcasse scoperte in numero crescente e in più aree del paese. La ripetizione degli episodi ha portato all’attivazione di verifiche congiunte tra il Comune e i servizi sanitari, per escludere rischi per la salute pubblica e individuare l’origine della moria.
piccioni morti a bojon: l’allarme in paese e i ritrovamenti ravvicinati
A Bojon, frazione di Campolongo Maggiore, i residenti segnalano un fenomeno ormai ricorrente: “piovono piccioni morti”. Le carcasse vengono ritrovate una accanto all’altra a distanze molto ridotte, in gruppi scoperti a breve intervallo l’una dall’altra. Questa modalità di rinvenimento ha innescato timori legati alla possibilità che si tratti di un focolaio connesso a malattie, inclusa l’influenza aviaria.
sequenza degli episodi: dalla rotonda di via rovine fino al giardino di casa
Secondo quanto riferito, la prima segnalazione risale a sabato mattina, quando alcuni passanti hanno notato quattro piccioni trovati sul marciapiede che costeggia la rotonda di via Rovine. In un primo momento il caso è stato interpretato come episodio isolato, ma la situazione è cambiata rapidamente con l’aumento delle segnalazioni in altre zone del paese.
Nei giorni precedenti si era già registrato un altro ritrovamento: una coppia di colombi senza vita era stata rinvenuta sul piazzale antistante la chiesa di San Nicola Vescovo. A rafforzare l’idea di un andamento in espansione è arrivata anche la testimonianza di un residente, L.B., che ha dichiarato di aver trovato altri due colombi deceduti, uno accanto all’altro, nel giardino di casa.
ulss 3 serenissima e comune: protocolli di recupero e analisi di laboratorio
Per gestire la moria e chiarire la causa dei decessi, l’ufficio ambientale del Comune insieme ai veterinari dell’Ulss 3 Serenissima hanno avviato i protocolli di recupero. L’obiettivo è sottoporre i volatili a analisi di laboratorio, così da valutare eventuali elementi riconducibili a contaminazioni ambientali o a patologie.
controlli sul posto: esclusione dei segni da armi da fuoco
Il sindaco di Campolongo Maggiore, Mattia Gastaldi, ha fornito un primo quadro delle verifiche. Le carcasse recuperate dai tecnici e dai veterinari sono state destinate agli accertamenti previsti. Nelle prime valutazioni sui corpi, il sindaco ha indicato che non sono stati riscontrati fori da colpi di pistola, specificando quindi che non risultano uccisi con armi da fuoco.
ipotesi ancora aperte: avvelenamento, sostanze nell’aria o virus dell’aviaria
Con l’ipotesi balistica messa da parte, rimangono altre possibilità. Il sindaco ha spiegato che i decessi potrebbero essere collegati a avvelenamento, a sostanze sparse nell’aria oppure a un possibile coinvolgimento del virus dell’aviaria. Pur definendo il caso del virus molto poco diffuso e meno probabile, l’Amministrazione ha scelto di procedere con controlli e verifiche complete per escludere ogni rischio.
ornitologa sul campo: anomalie nel modo di morire e sospetto di intervento doloso
A rendere più complessa la lettura del fenomeno contribuisce anche il comportamento dei volatili in relazione alla dinamica del decesso. Un’ornitologa, intervenuta per prima sabato mattina, ha segnalato perplessità sull’andamento dei ritrovamenti, evidenziando che i piccioni non tendono a morire in modo ordinato e ravvicinato, preferendo invece luoghi appartati in cui scomparire in solitudine.
lesioni specifiche sui corpi: collo spezzato e occhio rientrato
Osservando le carcasse, l’esperta ha riscontrato dettagli traumatici considerati indicativi: un piccione presentava il collo spezzato, mentre un altro aveva un occhio rientrato nella cavità cranica. Queste anomalie hanno spinto l’ornitologa a ritenere possibile un coinvolgimento umano, pur sottolineando l’assenza di segni di colpi da sparo.
tempistiche e veleni: difficoltà a spiegare la moria come evento simultaneo
Un ulteriore elemento riguarda le tempistiche attribuite ai veleni comunemente noti: l’esperta ha ricordato che alcune sostanze possono impiegare fino a 48 ore per causare il decesso, rendendo improbabile una morte contemporanea nello stesso metro quadrato. Da qui l’ipotesi che i corpi siano stati posizionati già morti, elemento che, secondo l’ornitologa, spiegherebbe la vicinanza delle carcasse.
La stessa considerazione, secondo l’esperta, va valutata anche nell’ipotesi di un possibile ruolo del virus dell’aviaria. Le valutazioni definitive sono attese dai risultati dei test tossicologici e virologici condotti dai laboratori dell’Ulss 3, attesi la prossima settimana.
figure coinvolte nelle segnalazioni e nelle verifiche
- Mattia Gastaldi, sindaco di Campolongo Maggiore
- L.B., residente che ha segnalato ulteriori ritrovamenti nel proprio giardino
- Ornitologa, esperta intervenuta per prima sabato mattina (anonima)


