Indoeuropeo la madre delle lingue secondo la storia di laura spinney

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Indoeuropeo la madre delle lingue secondo la storia di laura spinney

La preistoria non lascia tracce dirette facili da leggere, ma alcuni indizi riescono ancora a cambiare prospettiva e a collegare mondi lontani. Un punto decisivo nasce dalla genetica antica: quando una parte del DNA viene interpretata con strumenti moderni, diventa possibile ricostruire aspetti della vita di popolazioni scomparse. Da lì si apre un percorso più ampio, capace di intrecciare lingua, migrazioni e miti, fino a rendere coerente una grande narrazione sulle origini delle culture dell’Europa e dell’Asia.

dna e ossa antiche: leggere oltre poche pagine

Il DNA viene descritto come una biblioteca da cui si riesce a decifrare solo alcune “pagine”. Quando emergono nuovi metodi per tradurre porzioni di informazione genetica, si ottengono dettagli che possono incidere sul quadro complessivo. Nel 2021 David Reich dell’Università di Harvard, insieme al proprio team, ha individuato un modo per interpretare il tratto genetico risalendo alle ossa antiche. Questa impostazione ha consentito di capire tratti fenotipici come colore dei capelli, pelle e occhi di esseri umani vissuti nella preistoria.

lingue indoeuropee: un’origine comune per più popoli

I risultati degli esami genetici hanno rafforzato una teoria sostenuta dai linguisti da tempo: l’idea secondo cui lingue e popoli che parlavano latino, greco, inglese, norreno, sanscrito e persiano avrebbero avuto origine da un unico luogo. L’immagine di partenza è quella di una piccola comunità numericamente ridotta, poi espansa fino a raggiungere occidente e oriente. Il punto di avvio viene indicato nelle zone presso il Mar Nero, nell’area corrispondente all’attuale Ucraina.

la madre delle lingue e l’intreccio tra storia, miti e parole

Laura Spinney ripercorre, nel racconto, le strade dell’antica lingua chiamata indoeuropeo, descritta come la radice da cui si sarebbe estesa l’influenza su una vasta area: dall’Europa fino all’oriente, con arrivo in India e Iran. La narrazione mette in connessione lingua, miti e pensieri, proponendo un filo unitario in cui le trasformazioni linguistiche seguono quelle dei gruppi umani.

zeus e dyеaus pita: divinità con tratti affini

Nel quadro presentato, due figure principali avrebbero aspetti comuni: in occidente Zeus/Deus Pater e, in India, Dyaus Pita. I nomi risultano simili per una figura con caratteristiche condivise, sostenendo l’idea che la stessa base culturale possa essersi trasformata viaggiando attraverso popoli e territori diversi.

migrazioni e conquiste: il ruolo del cavallo

Il modello delle grandi espansioni si collega anche al cavallo, descritto come un elemento evolutosi in quell’area geografica e poi determinante per le capacità di movimento. L’immagine proposta è quella di un popolo che, partendo dal bassopiano presso il Mar Nero, utilizza la cavalcatura per diffondersi verso ovest e verso est. Questo passaggio sostiene la dinamica con cui la comunità originaria diventa il centro da cui si diramano nuove strade, come rivoli di un fiume.

mar nero e diluvio: miti che nascono da un evento reale

Accanto alle spiegazioni linguistiche, viene introdotto un riferimento alle trasformazioni geografiche. I geofisici William Ryan e Walter Pitnam individuano che il Mar Nero, in origine, era un piccolo lago. Con lo scioglimento dei ghiacci, il livello delle acque aumentò in modo improvviso, causando un’onda in grado di allagare e distruggere molte città. Secondo l’interpretazione dei due scienziati, tale episodio sarebbe la base storica dietro a diversi miti del diluvio universale presenti sia nell’Antico Testamento sia nel poema mesopotamico Gilgamesh.

gilgamesh e l’inizio della narrazione del diluvio

Il racconto del Gilgamesh viene collocato come uno dei testi più antichi citati, risalente a circa quattromila anni fa in Mesopotamia. La narrazione comincia con l’evocazione delle leggende prima del diluvio, segnando l’avvio della storia con la distruzione che avvia le migrazioni.

evoluzione nel tempo: lingue e storie in continuo movimento

Nel tempo e nello spazio, sia le lingue sia le storie continuano a cambiare: modifiche, rimescolamenti e trasformazioni rendono complesse le tracce delle origini. La dinamica di persone e parole, descritta come un movimento costante, può far perdere la percezione di quanto i legami siano più stretti di quanto sembri. Nel quadro proposto, la memoria della storia linguistica permette di riconoscere che anche tra aree lontane, come americani e iraniani, possano esistere dialetti percepiti come non comprensibili, pur derivando dalla lingua comune degli antenati.

personaggi e studiosi citati

  • David Reich
  • Laura Spinney
  • William Ryan
  • Walter Pitnam
‘La madre delle lingue’, Laura Spinney ripercorre le strade di quell’antica lingua che chiamiamo indoeuropeo

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