Garlasco caso Chiara Poggi: Andrea Sempio e il movente, la difesa sulla crudeltà

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Garlasco caso Chiara Poggi: Andrea Sempio e il movente, la difesa sulla crudeltà

La riapertura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi riaccende i riflettori su un caso già ampiamente discusso e, al tempo stesso, apre una nuova fase processuale che coinvolge Andrea Sempio. Dopo la convocazione in Procura a Pavia, la linea difensiva prende le mosse da un punto centrale: la contestazione formulata nell’ambito del procedimento e, in particolare, la lettura del presunto movente sessuale. Gli avvocati di Sempio riferiscono infatti una difficoltà a comprendere l’impianto accusatorio e i suoi passaggi, con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto prima di definire pienamente le strategie.

andrea sempio, difesa sul movente sessuale e contestazioni dopo la convocazione

La posizione della difesa nasce dalla presa d’atto del nuovo quadro accusatorio, con specifico riferimento al “movente sessuale” indicato nell’ambito della riapertura dell’inchiesta. Secondo quanto riportato dai legali, Sempio avrebbe espresso un disagio profondo rispetto a tale ricostruzione: se non avesse avuto rapporti con la vittima, nel senso indicato come rilevante dagli investigatori, risulterebbe difficile comprendere da dove derivi la deduzione di un movente di natura sessuale.

Nel racconto fornito dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, la contestazione viene contestata “alla radice” sul piano relazionale. La difesa sostiene che Sempio non frequentava Chiara Poggi e che, anzi, quando si recava presso l’abitazione, la ragazza sarebbe stata al lavoro. Questo insieme di circostanze viene presentato come un elemento utile a mettere in discussione l’ipotesi investigativa che introduce un possibile movente sessuale.

nuova contestazione e invito a comparire nel procedimento di pavia

La contestazione aggiornata è stata formalizzata attraverso un invito a comparire fissato per il 6 maggio. La misura si colloca nella cornice della riapertura dell’inchiesta relativa al delitto di Garlasco, evento su cui era già intervenuta una decisione giudiziaria significativa: è stata confermata la condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima.

Secondo quanto riportato, la Cassazione avrebbe ribadito la responsabilità del delitto del 13 agosto 2007oltre ogni ragionevole dubbio”, nonostante, sul piano delle indagini, fosse emerso che l’iter non era stato considerato “limpido”. La riapertura oggi mira a rivalutare elementi già noti e a esplorare nuove ipotesi investigative.

fascicolo da oltre un anno: cosa emerge e cosa viene ritenuto poco utilizzabile

Il fascicolo aperto dalla procura pavese da oltre un anno punta a riconsiderare dati preesistenti e a valutare ulteriori prospettive. In relazione all’incidente probatorio, non sarebbe emersa una presenza di Sempio nella villetta. Le tracce di DNA individuate, ad esempio sui resti della colazione, sarebbero riconducibili a Stasi e a Chiara Poggi.

Un passaggio rilevante riguarda anche le tracce biologiche sulle unghie. La difesa richiama quanto spiegato dalla perita nominata dalla gip: non sarebbe presente una “nessuna certezza d’identificazione”, pur essendoci una “forte compatibilità” con la famiglia Sempio. Anche questa circostanza, secondo la ricostruzione fornita, viene collegata alla possibilità di un contatto: l’allora 18enne frequentava la villetta di via Pascoli e utilizzava anche il computer di Chiara Poggi, circostanza che renderebbe plausibile una traccia da contatto.

nuova imputazione e aggravante della crudeltà: contestazioni della difesa

Accanto al tema del presunto movente, la difesa evidenzia una riformulazione complessiva dell’imputazione. Gli avvocati spiegano che sarà necessario attendere gli atti, poiché senza la visione completa non sarebbe possibile comprendere la ratio della nuova contestazione. La circostanza viene descritta come elastica e provvisoria, segno che il quadro accusatorio, allo stato, resterebbe in evoluzione.

consulenze depositate e ferite sulla vittima senza riesumazione

Tra le attività svolte, sarebbero state depositate alcune consulenze, incluse quelle dell’anatomo-patologa Cristina Cattaneo, chiamata a rivalutare le ferite sulla vittima. In base a quanto riferito, questa rivalutazione sarebbe avvenuta senza che il corpo della 26enne fosse stato riesumato.

aggravante della crudeltà introdotta e dubbi difensivi dopo 19 anni

La contestazione considera anche l’introduzione dell’aggravante della crudeltà, presentata come uno degli aspetti che avrebbe lasciato la difesa “abbastanza basiti”. Il punto sottolineato è duplice: da un lato sarebbe stata rimossa una componente, che i legali indicano come concorso; dall’altro, sarebbe stata aggiunta una nuova aggravante che, a detta della difesa, non era stata contestata a Stasi. Gli avvocati affermano di non comprendere come, dopo 19 anni, le ferite risultino le stesse, mentre venga aggiunta l’aggravante della crudeltà. Il tema viene definito anche “tecnicamente” non comprensibile, in attesa di chiarimenti documentali.

attesa dell’ostensione atti e valutazione dei passi strategici

La difesa mette in risalto un aspetto procedurale: l’ostensione degli atti. Viene indicato che il 415 bis non sarebbe stato ancora notificato, e per questo si procederà con l’esame puntuale degli elementi raccolti dalla procura. Solo dopo tale verifica, i legali dichiarano l’intenzione di valutare i passi più opportuni da compiere in chiave strategica.

interrogatorio e facoltà di non rispondere: decisione coordinata con i legali

La difesa ribadisce anche l’impostazione complessiva del team. Secondo quanto richiamato dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, il gruppo difensivo avrebbe sostenuto che l’assassino di Chiara Poggi fosse “uno”.

Quanto alle modalità con cui Sempio potrà affrontare l’interrogatorio, viene precisato che potrebbe scegliere se presentarsi, non presentarsi oppure presentarsi avvalendosi della facoltà di non rispondere. La difesa aggiunge che la decisione potrebbe maturare anche “momento stesso” e che qualsiasi scelta avverrà su consiglio degli avvocati, con l’obiettivo di seguire tecniche e strategie difensive.

Persone citate:

  • Andrea Sempio
  • Chiara Poggi
  • Angela Taccia
  • Liborio Cataliotti
  • Alberto Stasi
  • Cristina Cattaneo
Garlasco – “Non riesco a capacitarmi del movente sessuale”, Andrea Sempio su Chiara Poggi: “Non la frequentavo”. La difesa: “Basiti dall’aggravante della crudeltà”
Categorie: Cronaca

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