Flotilla per gaza riparte la nuova missione per rompere l assedio e il racconto a bordo

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Flotilla per gaza riparte la nuova missione per rompere l assedio e il racconto a bordo

Il mare torna a muoversi davanti alla Sicilia e, mentre il sole tramonta, riprende la navigazione della Global Sumud Flotilla verso la Striscia di Gaza. Dopo una partenza scandita da gesti collettivi e slogan, le barche lasciano il porto di Augusta dirette a portare aiuti umanitari, con l’obiettivo dichiarato di rompere l’assedio e aprire un corridoio umanitario dopo mesi di cessate il fuoco senza risultati sul campo.

global sumud flotilla: ripartenza da augusta e rotta verso gaza

Dalle 14 di domenica 26 aprile, le unità della Global Sumud Flotilla — attualmente indicate come circa 58 barche — hanno lasciato il porto Xifonio di Augusta una a una. La partenza viene descritta come scandita da squilli di trombe e trombette, pugni chiusi, applausi e frasi come “free free Palestine”. Uno striscione riporta la linea: “In mare come in terra saremo Flotille contro la vostra guerra”.

Le imbarcazioni si dispongono in flotta davanti alla costa e poi salpano. Le attività sono finalizzate a un trasporto di dieci tonnellate di cibo, oltre a giocattoli e kit scolastici per bambini. L’azione è collegata alla necessità di rompere l’assedio, aprire un corridoio umanitario e rispondere a quanto riferito come mancanza di un corridoio effettivo nonostante sei mesi di “cessate il fuoco” con 800 morti ancora indicati come dato complessivo.

tempi di navigazione e possibili tappe lungo la rotta

La navigazione non è descritta come diretta al solo percorso per arrivare “dritti” verso Gaza. Risultano non confermate eventuali tappe a Creta o in Turchia, considerate possibili. Da quei Paesi si prevede anche l’adesione di altre barche alla missione, con stime che oscillano tra circa una ventina o anche di più.

Tra tappe e ritardi, viene indicato un tempo di 12 giorni per arrivare nelle vicinanze della Striscia. In prossimità dell’arrivo, l’attesa riguarda un ulteriore abbordaggio da parte delle Israeli Defense Forces.

volontari, navi di appoggio e misure di tracciamento

A bordo viene indicata la presenza di circa 450 volontari, con una parte consistente — definita come più della metà — partita il 15 aprile da Barcellona. La missione include anche navi di supporto: è menzionata la presenza di Open Arms, con una nave in posizione davanti descritta come la capoflottiglia Saf Saf, e l’appoggio di Greenpeace.

Greenpeace viene però associata a una decisione operativa: tornerà indietro prima di arrivare nell’area definita “orange zone” per rischio di intercettazione.

flotilla tracker: visibilità della rotta

La rotta viene riportata come visibile pubblicamente anche sul web. Nello specifico, viene citato il Flotilla tracker di Forensic Architecture. È indicato anche un tracciamento più dettagliato tramite tablet di bordo: rispetto a sei mesi fa, si afferma che non era disponibile un sistema così preciso. Viene aggiunta la difficoltà di riconoscere in modo univoco le unità vicine, con il rischio che la barca vicina potesse risultare troppo vicina senza una chiara distinzione.

bandiere, imbarcazioni decorate e identità visiva della missione

Per riconoscere le barche della Global Sumud non servirebbero più le bandierine fucsia. Le imbarcazioni vengono descritte come imbandierate con i colori della Palestina e, in aggiunta, con elementi che vanno da arcobaleni della pace e riferimenti a comunità LGBTQ+, fino a emblemi associati a Malesia, Irlanda, Tunisia, Catalogna.

La descrizione include anche messaggi come “Jewish against zionism” e “Castelli romani antifascisti”. Viene specificato che molte vele sono dipinte come se fossero diversi scafi, rendendo la missione presentata come la più grande iniziativa civile marittima per Gaza e anche la più colorata.

navi con nomi palestinesi e città collegate alla rotta

È riportato che ogni barca possiede anche un nome palestinese. Il riferimento personale indica un’imbarcazione chiamata “Deir al-Balah”, definita come città della Striscia. Nello stesso contesto viene menzionato che, sabato, dopo vent’anni, a Deir al-Balah si è tornati a votare per il sindaco. In quella stessa giornata sono indicati cinque morti nell’enclave.

meeting prima della partenza: motivazioni e dichiarazioni

Prima del varo al porto di Augusta si svolge un ultimo incontro sulla banchina, descritto come meeting motivazionale. La linea centrale viene espressa così: “Il genocidio è ancora in corso” e rompere l’assedio è indicato come più necessario di prima.

steering committee e messaggi sulla natura della missione

Saif Abukeshef, indicato come palestinese di Nablus rifugiato in Spagna, viene citato come membro dello Steering committee. La sua affermazione sottolinea: “Non siamo terroristi, non siamo Hamas”. Nel quadro delle presenze, compare anche il brasiliano Thiago Avila, che richiama le campagne diffamatorie circolate in settimane recenti sui social e altrove, ribadendo le ragioni della missione. Viene inoltre riportato che Avila non si aspetta “attacchi con i droni”.

presenze in prima linea e esperienza pregressa

La parte descrittiva menziona anche Maria Elena Delia, indicata come italiana e con ruolo “in prima linea” ma rimasta a terra, mentre Tony La Piccirella viene presentato come imbarcato per la terza volta.

Nel meeting interviene anche Marco Giusti, 54 anni, attivista e fisioterapista di Cisterna di Latina. Il racconto richiama un precedente: nel 2008 la missione verso Gaza arrivò sulla Dignity. Giusti collega il percorso a quanto segue: si afferma che si arrivò dopo Vittorio Arrigoni, descritto come Vik, ucciso poi a Gaza da una banda di islamisti. L’esperienza del passato viene associata a una paura dichiarata verso le navi delle IDF, accompagnata dal fatto che la scelta fu di andare avanti.

Giusti riferisce inoltre che ad Augusta, in queste settimane, si è occupato dei rifornimenti di gasolio e che non è partito. Il testo riporta anche una citazione sullo spirito della missione: “Non c’è rivoluzione se non si può ballare”, attribuita ai zapatisti.

personalità citate nella missione

Le persone menzionate nel contesto della partenza e della preparazione della Global Sumud Flotilla sono:

  • Saif Abukeshef
  • Thiago Avila
  • Maria Elena Delia
  • Tony La Piccirella
  • Marco Giusti
  • Vittorio Arrigoni
La Flotilla riparte per Gaza: la nuova missione per “rompere l’assedio”. Il racconto dell’inviato del Fatto a bordo

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