Eredità Pino , la corte d’appello respinge tutto: vale solo il testamento

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Eredità Pino , la corte d’appello respinge tutto: vale solo il testamento

La Corte d’Appello di Roma ha chiuso definitivamente la fase di merito nella causa sull’eredità di Pino Daniele, respinti tutti i ricorsi e confermato il testamento come unico riferimento per la successione. La decisione ha messo al centro due ricostruzioni contrapposte: quella sostenuta dal figlio maggiore Alessandro Daniele e quella avanzata dalla seconda moglie Fabiola Sciabbarrasi. I giudici hanno bocciato entrambe le impostazioni, delineando un perimetro preciso per la divisione dell’eredità e, soprattutto, per l’attribuzione dei diritti legati all’attività artistica del cantautore.

corte d’appello roma e testamento di pino daniele confermato

Il pronunciamento della sezione civile d’appello ha ribadito la piena validità del documento testamentario, redatto nel 2012 e reso pubblico dopo la morte dell’artista nel 2015. In base a quanto stabilito dal testamento, la ripartizione prevede la divisione dei diritti in parti uguali tra gli eredi. L’atto contiene una distinzione formale tra le diverse componenti della successione: diritti d’autore, diritti connessi e beni mobili e immobili.

disputa sull’eredità: richieste contrapposte tra alessandro daniele e fabiola sciabbarrasi

accordo verbale e richiesta economica da oltre 160 mila euro

Nel procedimento sono state presentate pretese diverse. Da un lato, Alessandro Daniele ha chiesto la restituzione di oltre 160 mila euro, sostenendo l’esistenza di un accordo verbale che, secondo la sua ricostruzione, non sarebbe stato rispettato. I giudici hanno però rilevato l’assenza di prove concrete a supporto dell’intesa e hanno quindi considerato infondato il fondamento della richiesta.

diritti d’autore e quota più ampia rivendicata dalla seconda moglie

Dall’altro lato, Fabiola Sciabbarrasi ha rivendicato una quota più ampia dei diritti d’autore collegati all’attività artistica di Pino Daniele, con particolare attenzione ai diritti connessi. Anche questa tesi è stata respinta: i giudici hanno indicato che l’unico riferimento resta il testamento, senza possibilità di interpretazioni alternative.

diritti d’autore e diritti connessi: cosa stabilisce il testamento

La decisione si è fondata sulla distinzione contenuta nell’atto del 2012. In particolare, i giudici hanno confermato che i diritti connessi restano attribuiti ai figli e non si estendono alla seconda moglie. Sul resto del patrimonio, invece, si applica la ripartizione già fissata nel testamento.

Il documento chiarisce anche il perimetro delle diverse categorie:

  • diritti d’autore: collegati alla creazione delle canzoni.
  • diritti connessi: connessi a registrazioni e esecuzioni.
  • beni mobili e immobili: soggetti alla ripartizione prevista dall’atto.

tempi della causa e fase finale del procedimento

La vicenda giudiziaria è partita nel 2017 e si è già conclusa in primo grado nel 2022. Con la pronuncia della Corte d’Appello di Roma, arriva ora alla chiusura della fase di merito, con rigetto delle impugnazioni e conferma dell’impostazione testamentaria. Rimane soltanto la possibilità di un eventuale ricorso in Cassazione, limitato alle questioni di legittimità.

figure coinvolte nella disputa successoria

Nel procedimento sono state protagoniste le seguenti figure, indicate come parti della controversia e titolari delle richieste opposte:

  • Alessandro Daniele
  • Fabiola Sciabbarrasi
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