Caso Fakir, rapper Bubu Doc: uno dei poliziotti mi ha maltrattato, ho denunciato
A due giorni dalla morte di Abderrahim Fakir durante un arresto nel quartiere Pilastro di Bologna, emerge una nuova testimonianza che alimenta il quadro ancora incompleto dei fatti. Il rapper Enrico Abumhere, noto con il nome d’arte Bubu Doc, ha pubblicato sui social un video in cui si vedono tre agenti di polizia che immobilizzano un uomo su una strada di Bologna, in via Mazzini. Nel racconto fornito, il musicista identifica in uno degli agenti la stessa figura che avrebbe partecipato al fermo di Fakir.
testimonianza di bubu doc su agenti e arresto a bologna
Secondo quanto dichiarato da Abumhere, l’identificazione sarebbe certa “al mille per mille”. Il rapper afferma di aver visto chiaramente l’agente in faccia e sostiene che sarebbe lo stesso poliziotto già riconducibile all’intervento avvenuto durante l’arresto di Fakir. La ricostruzione viene condivisa dal rapper attraverso un video e accompagnata da interviste rilasciate a diversi quotidiani.
fermo per monopattino e escalation con gli agenti
Nel racconto riportato, il rapper afferma di essere stato fermato perché sarebbe stato trovato senza casco sul monopattino. Nel corso dell’intervento, la situazione descritta cambia rapidamente: Abumhere riferisce di aver iniziato a discutere con gli agenti e, in particolare, di essersi trovato a confronto diretto con uno di loro.
La dinamica narrata include un tentativo di farlo cadere e la risposta difensiva: “Lui si è avvicinato e cercava di farmi cadere, allora mi sono difeso”. Il rapper sottolinea anche che lo scontro sarebbe stato uno contro uno e precisa di non aver dato “né uno schiaffo, né un pugno”.
ammanettamento in questura e denuncia per resistenza
Il giovane, che convive con una protesi in una gamba dopo un osteosarcoma avuto all’età di 17 anni, dichiara di essere stato buttato a terra. Dopo l’immobilizzazione, racconta che sarebbe stato ammanettato e condotto in Questura.
In questa fase, secondo la sua testimonianza, l’agente identificato avrebbe tenuto un comportamento minaccioso per lungo tempo: il rapper afferma che si tratterebbe di un “abuso di potere” e sostiene di esserne certo. Il racconto riferisce inoltre che sarebbe stata presentata una denuncia a suo carico per resistenza a pubblico ufficiale, mentre lui avrebbe a sua volta sporto denuncia ai carabinieri.
dettagli aggiuntivi: da controllo a aggressione e video della fidanzata
In un’intervista successiva, Abumhere aggiunge ulteriori elementi sulla sequenza degli eventi. Spiega che, in breve tempo, il controllo sarebbe passato a un’aggressione. La descrizione include una richiesta di documenti e il comportamento di più agenti durante l’intervento.
comportamenti riferiti e tentativi di impedire il movimento
Nel racconto, gli agenti sarebbero circa otto e, mentre uno avrebbe detto che poteva andare via, un altro gli avrebbe messo la gamba sul monopattino per impedirgli di muoversi. A quel punto, secondo la ricostruzione, la situazione peggiora e la fidanzata del giovane inizia a filmare per conservare una traccia di quanto stava accadendo.
protesi e controreplica alle accuse di finta zoppia
Durante l’intervento, il rapper afferma che sarebbe stato invitato a “non far finta di zoppicare”. Ribadisce invece che non si trattava di simulazione, richiamando la presenza della protesi dovuta al tumore. Il racconto prosegue sostenendo che tra le fasi successive più agenti lo avrebbero messo a terra.
Nel video indicato dal rapper, risultano tre persone inquadrate, ma nella sua versione sarebbero stati molti di più sul posto.
esiti dell’intervento: protesi rotta e denunce incrociate
Dall’episodio, Abumhere riferisce di essere uscito con la protesi rotta e con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Parallelamente, dichiara di aver denunciato gli agenti a propria volta. Il rapper risulta assistito dall’avvocato Niccolò Vecchioni.
Persone menzionate nel racconto:
- Abderrahim Fakir
- Enrico Abumhere (nome d’arte Bubu Doc)
- Niccolò Vecchioni