Comuni contro la legge Calderoli: scuole chiuse e aziende a rischio in 73 realtà
La nuova classificazione dei Comuni montani sta generando conseguenze operative immediate, con ricadute su scuole, imprese, viabilità e interventi per il dissesto idrogeologico. Dall’istruzione alla manutenzione delle strade, fino alla continuità del lavoro in aziende agricole: in numerosi territori esclusi dai nuovi parametri si aprono scenari di riduzione dei servizi e di spopolamento, mentre 73 amministrazioni hanno depositato un ricorso al Tar contestando la decisione del governo.
Comuni montani esclusi: rischi concreti per servizi e territori
Nei territori coinvolti, l’esclusione dall’elenco collegato alle agevolazioni già riconosciute come montane viene associata a una serie di criticità. Il quadro descritto riguarda bambini costretti a spostarsi per proseguire gli studi, dipendenti di aziende agricole esposti al rischio di perdere il lavoro, e la possibilità di lasciare opere indispensabili per la prevenzione del dissesto idrogeologico prive di continuità.
Secondo la ricostruzione riportata, la conseguenza principale attesa è una maggiore fragilità dei territori: la vita quotidiana e la frequenza di specifiche aree diverrebbero più pericolose, mentre aumenterebbero le difficoltà nel garantire prestazioni pubbliche come istruzione e trasporto locale. Sullo sfondo viene indicato un processo potenziale di abbandono e spopolamento.
ricorso al tar: 73 amministrazioni contestano la nuova classificazione
Per questa ragione, 73 amministrazioni su 347 enti tagliati hanno depositato un ricorso al Tar contro la classificazione definita dal governo guidato da Giorgia Meloni. L’iniziativa viene inquadrata come reazione alle ricadute attese nei diversi ambiti territoriali.
dai casi locali alle ricadute: scuola, imprese e sicurezza stradale
Il racconto dei territori coinvolti mette in evidenza come i cambi di status incidano su regole e accessi a strumenti economici. A Marzabotto, comune in provincia di Bologna, la sindaca Valentina Cuppi collega le nuove regole alla perdita della possibilità di mantenere l’autonomia scolastica sotto la soglia indicata per i plessi. Il rischio indicato riguarda la dirigenza scolastica e la composizione delle classi, con effetto sulle scelte delle famiglie, che si vedrebbero costrette a spostare i figli altrove.
istruzione e riorganizzazione dei plessi nei comuni esclusi
A Castiglione Messer Raimondo, in provincia di Teramo, il sindaco Vincenzo D’Ercole segnala l’ipotesi di chiusura del plesso scolastico per il mancato rispetto degli standard minimi previsti dalla legge. Il riferimento include anche l’appartenenza, fino a ieri, alla Comunità montana del Vomano, Fino e Piomba, indicata come caso esplicativo delle conseguenze del provvedimento.
aziende agroalimentari e contributi: Quiliano tra produttività e lavoro
A Quiliano, nell’entroterra savonese, la situazione descritta riguarda un territorio con numerose attività agroalimentari, tra cui produttori di vini e dell’albicocca di Valleggia. Qui l’amministrazione collega la perdita dei contributi previdenziali vantaggiosi per il personale dipendente a un rischio di licenziamenti, con danno per un’area caratterizzata da frazioni su territori con specificità morfologiche e infrastrutturali tipiche dei contesti montani.
imu agricola e fondi per il dissesto: l’impatto di Fosmit
Per Quiliano, la conferma viene associata alla possibile perdita dell’esenzione imu agricola. Parallelamente viene indicata la mancata accessibilità ai fondi del Fosmit, indicati come necessari per realizzare interventi legati al dissesto idrogeologico, oltre alla difficoltà di mantenere i chilometri della rete stradale di montagna.
Il risultato descritto è la minore capacità di garantire sicurezza stradale ai cittadini. La stessa sindaca Valentina Cuppi collega l’effetto a una possibile inversione di politiche di ripopolamento avviate nel tempo.
errore di classificazione e diga di Occhito: il caso Carlantino
Un ulteriore scenario riguarda Carlantino, in provincia di Foggia. Secondo Virgilio Caivano, presidente del coordinamento nazionale Piccoli Comuni Italiani, il comune pugliese sarebbe stato penalizzato da un errore: nel territorio è presente la diga di Occhito, citata come uno dei più grandi invasi artificiali d’Europa e rilevante per l’approvvigionamento idrico della Puglia.
Secondo la ricostruzione, i nuovi parametri avrebbero abbassato la quota altimetrica complessiva di Carlantino, impedendone l’ingresso nella nuova classificazione. Il passaggio attribuito a Caivano sintetizza la contraddizione tra funzione della diga e uscita dallo status montano.
taglio ai fondi? ministero per gli affari regionali: ripartizione diversa, risorse invariate
Nel dibattito sulle misure economiche, viene riportata una divergenza tra chi sostiene il taglio e chi lo smentisce. Marco Niccolai, responsabile Pd Dipartimento Aree interne, insieme ad Ali, afferma che la dotazione del fondo per i Comuni montani non rimarrebbe invariata, indicando un crollo da 200 milioni a 73 milioni di euro sulla base dei dati della Ragioneria dello Stato allegati all’accordo in Conferenza Unificata.
risposta del ministero: 200 milioni annui restano
Il ministero per gli Affari regionali respinge la ricostruzione. La versione fornita indica che i 200 milioni di euro all’anno restano invariati. Il cambiamento riguarderebbe l’entrata in vigore della legge 131/2025, che stabilirebbe una suddivisione più precisa dei fondi. Secondo la posizione ministeriale, circa metà della cifra, cioè più di 100 milioni annui, finanzia iniziative e incentivi previsti dalla legge Montagna, mentre l’altra metà va direttamente alle Regioni, con possibilità di destinare le risorse anche ai Comuni esclusi, richiamando un emendamento alla legge 131/2025.
La conclusione esposta è che la modifica inciderebbe sulla ripartizione, non sulla quantità complessiva.
criterio generale: risorse alla montagna senza dispersioni
Viene riportata anche la linea già sostenuta dal ministro Calderoli: l’obiettivo sarebbe far arrivare alla montagna risorse e misure senza dispersioni, riconoscendo il contesto territoriale dei Comuni. La posizione descritta chiarisce che i problemi legati a spopolamento e difficoltà di accesso ai servizi sarebbero considerati, ma collegati ai fondi delle aree interne, indicate come competenza del ministro Tommaso Foti.
legge montagna e criteri di classificazione: altimetria e pendenza
La nuova impostazione per il riconoscimento dei territori sarebbe basata su due principi: altimetria e pendenza. Il testo riporta che oltre cento professori universitari avrebbero bocciato l’impianto normativo, indicandolo come un approccio che non distingue la condizione montana tra diverse regioni e parti del Paese, e che restringe le condizioni di riconoscimento favorendo alcune aree, in particolare del Nord, a scapito di altre. Nel quadro riportato, l’obiettivo del governo sarebbe quello di ridurre la platea degli aventi diritto alle nuove risorse della legge Montagna e al Fosmit.
azioni legali e motivi del ricorso: profili di illegittimità e questione costituzionale
Il ricorso dei 73 Comuni viene annunciato da Ali e presentato come un’azione congiunta tra amministrazioni appartenenti principalmente a Piemonte, Liguria, Abruzzo, Umbria, Puglia, Marche e Toscana.
L’impugnativa viene descritta come patrocinata dagli avvocati Antonio Bartolini e Antonella Mirabile del Foro di Perugia, oltre all’avvocato Marco Comaschi del Foro di Alessandria, riferendosi anche ai ricorsi presentati dai comuni piemontesi.
contestazioni: montanità come questione altimetrica
Secondo i Comuni ricorrenti, l’azione si fonda su plurimi profili di illegittimità. Viene indicata in via incidentale e pregiudiziale una questione di legittimità costituzionale davanti al Tar Lazio. La critica riportata riguarda la riduzione della montanità a una questione quasi esclusivamente basata su parametri altimetrici, come altezza sul livello del mare e pendenza del territorio.
La posizione esposta sostiene che tale scelta non rappresenterebbe adeguatamente la realtà concreta delle aree interne e degli ambiti appenninici, nei quali la condizione di svantaggio non dipenderebbe solo da fattori geografici.
lista dei soggetti citati nel quadro dei casi e delle iniziative
- Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto
- Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo
- Virgilio Caivano, presidente del coordinamento nazionale Piccoli Comuni Italiani
- Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
- Marco Niccolai, responsabile Pd Dipartimento Aree interne
- Roberto Calderoli, ministro
- Tommaso Foti, ministro
- Antonio Bartolini, avvocato
- Antonella Mirabile, avvocata
- Marco Comaschi, avvocato
