Cementificio di Galatina: rischi di tumore oltre le soglie di accettabilità
Nel rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale per il cementificio Colacem di Galatina (Lecce) emerge un nodo critico: la Valutazione di Impatto Sanitario evidenzierebbe differenze rilevanti tra scenari. Da un lato, i contributi di Arpa e Asl segnalano un rischio cancerogeno che, nello scenario di emissioni autorizzate, supererebbe la soglia di accettabilità per arsenico e cromo esavalente. Dall’altro, nello scenario delle emissioni reali il rischio risulterebbe inferiore ai limiti. Attorno a questi elementi si concentra la richiesta di stop e l’avvio di verifiche indipendenti.
rischio cancerogeno arsenico e cromo esavalente nello scenario autorizzato
La questione è collegata alla procedura in corso di Valutazione di Impatto Sanitario (Vis) necessaria per il rinnovo dell’Aia. Nell’ambito del procedimento viene riportato che, considerando le emissioni autorizzate, il rischio sanitario cancerogeno per la popolazione esposta risulterebbe superiore alla soglia di accettabilità per arsenico e cromo esavalente. Nel contempo, tenendo conto delle emissioni reali, i rischi sarebbero inferiori ai limiti.
contributi tecnici di arpa e asl e richiesta di provvedimenti
Le indicazioni tecnico-sanitarie vengono richiamate come base per la richiesta di un intervento. La diffida sollecita infatti l’avvio di una verifica indipendente relativa all’impatto sulla salute della popolazione, con riferimento a una storia di attività di oltre 70 anni e all’intero ciclo produttivo. La richiesta si colloca nella cornice del rinnovo dell’Aia, con l’obiettivo che la nuova autorizzazione tenga conto della situazione ambientale e sanitaria dell’area e della compatibilità dell’impianto con essa.
diffida e stop dello stabilimento: sospensione aia e vis
Un gruppo di soggetti, tra cui associazioni e coordinamenti, chiede lo stop dello stabilimento e la sospensione dell’Aia e del relativo procedimento di Vis. La diffida è indirizzata, tra gli altri, al ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia, a Fabio Tarantino e ai sindaci di altri quindici comuni.
verifica indipendente sull’impatto sanitario complessivo
Nel documento viene sollecitata una valutazione esterna focalizzata sull’impatto sulla salute della popolazione considerando l’insieme dell’attività dello stabilimento, lungo un periodo di oltre 70 anni. L’impostazione della richiesta insiste sul principio di precauzione e sulla necessità di considerare la presenza di un rischio sanitario ai fini di un eventuale riesame dell’autorizzazione.
procedura di valutazione: scenari emissivi e dati riportati
La Vis risulta attualmente in corso nell’ambito della procedura di rinnovo. Al tavolo tecnico del 28 gennaio 2026 viene indicato che, nello scenario che integra le emissioni autorizzate, il rischio cancerogeno per arsenico e cromo esavalente eccederebbe la soglia di accettabilità. In parallelo, nello scenario delle emissioni reali i rischi risulterebbero contenuti entro limiti.
dati sulla popolazione e area considerata nella vis
Vengono richiamati anche elementi dimensionali dell’analisi sanitaria. L’area geografica presa in esame nella valutazione viene descritta come una porzione di territorio di circa 16 chilometri quadrati attorno al sito del cementificio, corrispondente a 77 sezioni di censimento (dati ISTAT 2011) di 9 comuni della Provincia di Lecce. Su una popolazione prossima alle 70mila unità, l’insieme sarebbe circa il 30% (indicativamente 21mila persone).
criticità segnalate: studi storici, potenza statistica e analisi di esposizione
Secondo quanto richiamato, nella provincia di Lecce sarebbero stati segnalati da oltre 50 anni eccessi di incidenza e mortalità per tumori del polmone tra gli uomini rispetto ai tassi regionali e nazionali. Nel 2014 l’Istituto Superiore di Sanità avrebbe individuato un’area composta da 16 comuni nell’area centrale della provincia, con un’incidenza elevata di questo tipo di tumore negli uomini.
studio protos e indicazioni metodologiche
Nel 2022 vengono richiamati i risultati dello studio Protos, dedicato ai possibili fattori di rischio del tumore ai polmoni nell’area cluster. Lo studio è basato su 442 casi con tumore e 1326 controlli e segnalerebbe eccessi di rischio in uomini e donne associati a numerosi fattori individuali e ambientali. Lo studio raccomandava di proseguire l’indagine attraverso un programma di sorveglianza, aumentando il numero di osservazioni per incrementare la potenza statistica e migliorare l’accuratezza della misurazione delle esposizioni ambientali e professionali, includendo approfondimenti su esposizione individuale, in particolare professionale, ad amianto, gas radon e ad altri inquinanti.
aperture e limitazioni nella vis secondo le critiche
Le associazioni osservano divergenze rispetto a quanto suggerito dallo studio Protos, richiamando l’idea che con una popolazione ristretta sia difficile mettere in evidenza rischi significativi. Viene riportato che la bassa potenza statistica rappresenterebbe un ostacolo. In tali contesti, viene sottolineata la necessità di analizzare la popolazione nel dettaglio, includendo dove si abita, dove si lavora, e il tipo di esposizione a cui si è e si sarebbe stati soggetti, con attenzione anche allo stato di salute già alterato in alcune aree.
approccio normativo e focus su scenari futuri
Le critiche riguardano anche il quadro normativo applicabile: secondo quanto viene riportato, la disciplina vigente della Vis nel contesto della Valutazione di Impatto Ambientale (applicata anche ai procedimenti di Aia) concentrerebbe l’analisi su un nuovo progetto considerato separatamente. Il punto contestato è che una visione di sanità pubblica orientata alla tutela della salute in senso generale richiederebbe di considerare l’esposizione già esistente nell’area sotto pressione, da analizzare meglio con misure puntuali e modelli basati su un sistema di rilevazione più accurato.
decessi attribuibili e numeri stimati
Le associazioni sostengono che l’esito della Vis risulti con dati molto contenuti rispetto alle emissioni dell’impianto. Viene riportato che la valutazione stimerebbe un numero estremamente limitato di decessi attribuibili alle emissioni di particolato fine (PM2.5), sia nello scenario emissivo attuale sia in quello corrispondente ai limiti autorizzati.
colacem e contesto industriale e societario
Lo stabilimento oggetto della procedura è indicato come parte di Colacem spa, descritta come leader nella produzione italiana di cemento. La società sarebbe fondata a Gubbio dalla famiglia Colaiacovo e il gruppo industriale è collegato a Financo. Nel testo viene richiamato inoltre che l’imprenditore e influencer Gianluca Vacchi avrebbe presentato un’offerta da oltre 450 milioni di euro per una quota del 25% della holding.
personaggi e referenti citati nelle richieste e nei contributi
Tra i nominativi presenti nel materiale di riferimento compaiono figure istituzionali e tecniche direttamente coinvolte nei passaggi descritti.
- Alessandra Caragiuli
- Valeria Passeri
- Leonardo La Porta
- Fabio Tarantino
- Fabrizio Bianchi
- Gianluca Vacchi
