Cannibalismi e violenze negli allevamenti: immagini shock su report

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Cannibalismi e violenze negli allevamenti: immagini shock su report

Immagini esclusive svelano una realtà dura e inquietante all’interno di un allevamento di polli riproduttori, con racconti che descrivono violenze e carenze di cura in grado di compromettere in modo serio il benessere degli animali. Le scene raccolte in un arco di tempo limitato e consegnate a un’associazione animalista mostrano un sistema legato alla produzione di uova da cui nasceranno polli destinati alla macellazione. I contenuti saranno trasmessi nella video inchiesta di una giornalista, nell’ambito di un programma televisivo.

inchiesta su allevamento di polli riproduttori e immagini di violenza

Le registrazioni mostrano polli lasciati accanto a carcasse di altri animali in decomposizione, galline ovaiole mangiate vive da conspecifici, prese per il collo e lanciate con violenza, oltre a episodi in cui gli animali risultano colpiti ripetutamente con una pala. Per la prima volta in Italia (e la seconda in Europa) vengono diffuse immagini di quanto accade dentro un allevamento di questa tipologia, vale a dire quello in cui si svolge la riproduzione degli animali che danno origine ai polli da carne venduti nei supermercati.

Le scene sarebbero state raccolte in circa un mese, tra dicembre 2025 e gennaio 2026, e consegnate all’associazione animalista da un ex dipendente. Un media nazionale pubblica inoltre in anteprima una clip tratta dal servizio, collegata anche a un allevamento di polli destinati all’ingrasso.

dai polli broiler ai riproduttori: genetica a crescita rapida e sofferenza

La documentazione descrive un sistema basato su razze selezionate per una crescita rapida di petto e cosce, aspetti ritenuti più richiesti dal mercato. Nel racconto emerge il ruolo dei polli broiler, razza a cui appartiene oltre il 90% dei polli allevati in Italia, indicati come animali condannati geneticamente a soffrire e macellati dopo appena 40 giorni di vita.

Le conseguenze vengono descritte come rilevanti per la salute e anche per la qualità della carne. Tra i temi collegati all’inchiesta rientra l’incidenza di casi gravi di white striping nei polli venduti nei supermercati italiani: si tratta di una condizione in cui compaiono strisce bianche costituite da grasso e tessuto cicatriziale sui petti, indicata come segnale di scarsa qualità della carne e di condizioni di allevamento inadeguate.

allevamento in provincia di verona e filiera del gruppo veronesi

Gli allevamenti coinvolti sarebbero situati in provincia di Verona. Secondo quanto riportato dall’associazione animalista, gli stessi sarebbero parte della filiera di Aia e, più specificamente, del Gruppo Veronesi, descritto come principale produttore italiano di pollo con un fatturato annuale indicato in 4 miliardi per il 2023. La fornitura riguarderebbe prodotti di pollo a marchio per diversi supermercati.

Per i polli riproduttori sarebbe presente un allevamento di circa 40mila animali. In questa fase del ciclo gli animali vengono fatti accoppiare per produrre uova da cui nasceranno i polli destinati alla macellazione per il consumo umano.

La genetica della crescita rapida viene collegata a problemi gravissimi di benessere anche nei riproduttori: alcuni animali non riuscirebbero a reggersi sulle proprie zampe, con difficoltà nel mangiare e bere; altri sarebbero descritti come malati. Nello specifico degli allevamenti riproduttivi, gli animali possono restare per mesi, anche fino a un anno, con l’aggravamento di malattie e criticità.

contestazioni sul benessere e rischi sanitari richiamati dall’associazione

Nel racconto emerge la posizione del presidente di Essere Animali, secondo cui sarebbe inaccettabile una situazione caratterizzata da trascuratezza nella filiera dei polli da carne, con rischi sanitari gravissimi, animali malati abbandonati senza cure e disturbi descritti anche come wry neck (torcicollo). Secondo questa ricostruzione, tali condizioni renderebbero difficile soddisfare bisogni primari come mangiare e bere.

carenze di gestione e violenze documentate nei video

Le immagini non riguarderebbero soltanto aspetti legati alla selezione genetica: sarebbero presenti violenzE attribuite agli operatori e criticità connesse a gestione e igiene, oltre a carenze di cura per animali malati. Tra le pratiche descritte figurano animali scaraventati contro le strutture, afferrati per un’ala, presi per il collo e fatti roteare durante fasi di abbattimento che, secondo la ricostruzione, dovrebbero garantire una morte rapida.

Nel materiale diffuso si riportano anche zampe mutilate in alcuni polli maschi, presentate come elementi in violazione delle linee guida dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

risposta aziendale e affermazioni sulla frequenza dei controlli

L’azienda avrebbe risposto affermando di effettuare circa 40mila visite all’anno. Ogni comportamento ritenuto non conforme agli standard del gruppo sarebbe considerato contrario agli accordi presi tra l’azienda e i fornitori.

cannibalismo, carcasse e obblighi di rimozione

Nelle clip diffuse si descrivono animali incastrati tra divisori lasciati morire, oltre a polli con segni sul corpo attribuiti a episodi di cannibalismo da parte di altri animali. Per legge, gli operatori dovrebbero passare due volte al giorno per rimuovere eventuali carcasse. Anche il cannibalismo viene collegato a un problema indicato come fame cronica.

restrizione alimentare nei riproduttori: percentuali e conseguenze

L’inchiesta affronterebbe anche la restrizione alimentare a cui sarebbero sottoposti alcuni polli. Nel racconto, per gli allevamenti all’ingrasso i polli a rapido accrescimento sarebbero pronti per la macellazione in circa 40 giorni. Nelle strutture in cui si svolge la riproduzione, invece, le stesse razze potrebbero restare per diversi mesi, fino a un anno, con il rischio di arrivare a obesità estrema.

Secondo quanto riportato da Essere Animali, un parere scientifico dell’Efsa sul benessere dei broiler indicherebbe che la restrizione dei polli riproduttori in fase di accrescimento può arrivare fino al 20-25% della quantità di cibo che riceverebbero in condizioni di alimentazione a volontà.

Questa pratica sarebbe descritta come causa di uno stato di fame cronica e prolungata, con becchettamento ripetuto di qualsiasi elemento con aspetto riconducibile al cibo: includerebbe anche penne e parti arrossate o ferite sul corpo di altri animali.

qualità della carne e white striping

Qualche mese prima, l’associazione avrebbe pubblicato un report dedicato ai problemi legati alla qualità dei prodotti a base di carne di pollo venduti nei supermercati, analizzando l’incidenza di white striping. La malattia viene descritta come una condizione con strisce bianche costituite da grasso e tessuto cicatriziale sui petti, interpretata come indicatore di qualità scarsa della carne e allevamento inadeguato.

figure coinvolte e riferimenti nominativi

Nel materiale e nelle ricostruzioni fornite emergono figure specifiche legate alla divulgazione dell’inchiesta e alla rappresentanza di Essere Animali.

  • Giulia Innocenzi
  • Simone Montuschi

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