Trump crolla nei sondaggi: approvazione al 33%, minimo storico

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Trump crolla nei sondaggi: approvazione al 33%, minimo storico

Il quadro dei consensi negli Stati Uniti si presenta in netto peggioramento, con Donald Trump che tocca livelli storicamente bassi nei sondaggi più recenti. Parallelamente, sul dossier Medio Oriente si moltiplicano segnali e mosse che sembrano alternare pressione e apertura, alimentando interpretazioni contrastanti sul possibile percorso verso un negoziato con l’Iran e sui tempi di una eventuale escalation.

donald trump nei sondaggi: approvazione al 33% e disapprovazione al 62%

Secondo la rilevazione dell’Università del Massachusetts Amherst, realizzata su mille intervistati tra il 20 e il 25 marzo, il tasso di approvazione di Donald Trump risulta cinque punti più basso rispetto al luglio 2025 e undici punti più basso rispetto ad aprile 2025.

Il dato segna il punto più critico del suo periodo di governo, con il presidente fermo al 33% di gradimento, indicato come minimo nel suo secondo mandato. In parallelo, il sondaggio segnala una disapprovazione del 62%: di questo gruppo, il 53% esprime una disapprovazione “forte”.

identificazione con maga: percentuali diverse tra repubblicani e democratici

Nell’indagine di Amherst, il 33% degli intervistati dichiara di identificarsi, in modo “in parte” o “molto”, con il movimento di Trump Make America Great Again (Maga). Il sondaggio specifica anche una forte differenza per affiliazione politica: tra i repubblicani la quota sale al 77%, mentre tra i democratici si attesta al 4%.

serie storica: aprile e luglio 2025 indicano un livello superiore

Il confronto con rilevazioni precedenti mostra valori più alti: in base ai dati richiamati nel sondaggio di Amherst, Trump aveva ottenuto 38% lo scorso luglio e 44% lo scorso aprile. Inoltre, il presidente ha raggiunto un 38% di approvazione in due sondaggi diffusi la settimana precedente dalla Quinnipiac University e da Ap-Norc. Un’ulteriore stima, attribuita a un sondaggio di Fox News, pubblicato anch’esso la settimana scorsa, colloca l’approvazione al 41%.

medio oriente e iran: solo il 29% approva la gestione degli attacchi

La contrazione del sostegno emerge anche sul piano della politica estera. Per quanto riguarda la gestione del conflitto in corso in Medio Oriente, solo il 29% degli intervistati nel sondaggio Amherst dichiara di sostenere l’operato di Trump riguardo gli attacchi contro l’Iran.

possibile negoziato con l’iran: pausa nei bombardamenti e segnali contrastanti

Nel contesto del calo del consenso, la strategia appare orientata a un cambio di ritmo, con la possibilità di un negoziato per chiudere il dossier Iran. Secondo quanto riportato, il presidente avrebbe inviato segnali contraddittori e messaggi in grado di alternare minaccia e apertura, culminando con l’annuncio della sospensione per cinque giorni dei bombardamenti minacciati sulle infrastrutture energetiche iraniane.

pausa come tentativo di calmare i mercati e i prezzi del petrolio

La pausa viene descritta, da chi ne valuta le implicazioni, come un tentativo di calmare i mercati finanziari e di far scendere le quotazioni del petrolio, fattore collegato al balzo dei prezzi della benzina osservato nell’arco di un anno elettorale in cui Trump e i repubblicani risultano in forte svantaggio.

ipotesi negoziale come “tempo” e obiettivo ridotto

Tra gli analisti viene anche citata l’ipotesi che la carta negoziale possa funzionare da escamotage per guadagnare tempo e rendere pubblico, nei confronti dell’opinione internazionale, un eventuale mancato allineamento di Teheran. In tale cornice, Teheran sarebbe percepita come non intenzionata ad accettare alcune linee rosse, tra cui il ridimensionamento della capacità balistica.

In aggiunta, viene richiamato come periodo di sospensione di cinque giorni (peraltro indicato come scaduto due giorni prima rispetto al riferimento temporale della ricostruzione) sarebbe apparso troppo breve per colmare le distanze ancora significative tra Washington e Teheran.

scenari successivi: impiego di marines e paracadutisti

Una volta fallito il negoziato, secondo le ipotesi riportate, Trump potrebbe sentirsi nelle condizioni di procedere con l’invio di 2.500 marines e 3 mila paracadutisti nella regione. Gli obiettivi principali citati includono il controllo dell’isola di Kharg e la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz.

Le stime restano indicate come ipotesi tra gli analisti, mentre l’atteggiamento descritto come ondivago del presidente lascia aperti diversi scenari.

fox news e replica di trump: accuse sui sondaggi e rivendicazione del sostegno maga

In un’intervista telefonica a Fox News, Donald Trump si sarebbe lamentato dei sondaggi definiti “terribili” dalla rete. Nella ricostruzione del dato, il 59% degli intervistati dichiara di disapprovare l’operato del presidente, con il 47% che esprime una disapprovazione forte. Solo il 41% degli americani risulterebbe disposto a sostenere il lavoro del tycoon.

the five e il messaggio sul 100% tra i sostenitori maga

Trump, intervenuto telefonicamente a The Five il 26 marzo, ha rivendicato un proprio tasso di approvazione del 100% tra gli elettori che si definiscono Maga, richiamando un sondaggio Cnn del 19 marzo. Nel messaggio, il presidente ha affermato che i sostenitori appoggiano la sua linea di contrasto alla guerra contro l’Iran e che il conflitto non durerà “per anni”.

Nel corso dell’intervento, Trump ha criticato anche i sondaggi di Fox, sostenendo che si tratterebbe di stime “terribili”, e ha aggiunto dichiarazioni rivolte alla figura di Rupert Murdoch riguardo a promesse legate allo “sbarazzarsi” dello sondaggiista della rete, oltre a un commento che ribadisce il contrasto tra la presunta popolarità e i risultati rilevati.

messaggi e riferimenti citati nel contenuto

Nel quadro descritto compaiono più riferimenti a emittenti e indagini: Quinnipiac University, Ap-Norc, Fox News, oltre al richiamo a Cnn e ai programmi citati durante l’intervento.

personaggi citati

  • donald trump
  • rupert murdoch
Donald Trump al minimo storico: il gradimento crolla al 33%. A pesare la guerra in Iran e la crisi economica in Usa

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