Riforma della giustizia e travaglio: quando la casta vuole stare sopra la legge

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Riforma della giustizia e travaglio: quando la casta vuole stare sopra la legge

Una serata organizzata dal Movimento 5 stelle al Centro dei congressi di Roma ha ospitato un intervento dedicato al referendum, con toni polemici e una lettura netta del tema trattato. Nel corso dell’evento intitolato “La risposta è No”, il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ha collegato la proposta in discussione a un’idea di “riforma” non allineata all’interesse generale, richiamando in modo esplicito principi costituzionali e criticando la presenza di sostenitori trasversali.

intervento di marco travaglio all’evento del m5s “la risposta è no”

Marco Travaglio ha affermato che non si deve considerare la misura come una riforma di destra, sostenendo invece che si tratti di una riforma di casta. La posizione è stata accompagnata da un richiamo al ruolo attribuito a parlamentari e votanti, con l’osservazione che Meloni avrebbe indicato anche “papaveri” del centrosinistra favorevoli alla proposta. Travaglio ha interpretato questa trasversalità come un elemento che aggraverebbe ulteriormente, a suo giudizio, la natura dell’intervento.

Nella stessa cornice, l’intervento ha puntato a contestare l’assoggettamento alla legge, dichiarando che la riforma sarebbe non soggetta alla legge e richiamando l’articolo 3 della Costituzione come riferimento centrale per l’argomentazione.

critiche sulla separazione di giustizia e l’influenza di lobby

La parte successiva dell’intervento ha proseguito con considerazioni ironiche su cosa possa convenire al cittadino in termini di separazione. Travaglio ha sostenuto che, in quel ragionamento, la giustizia collegata al ministro Nordio costituirebbe, secondo la sua impostazione, un grosso vantaggio.

Il punto è stato poi ampliato includendo l’idea di separare la giustizia da molte forme di influenza: lobby mafiose, lobby della massoneria, lobby affaristiche e lobby corrotte. All’interno di questa classificazione, l’intervento ha richiamato anche lobby degli avvocati parlamentari, descrivendo un presunto doppio ruolo: al mattino nei tribunali per difendere clienti e al pomeriggio in Parlamento per “sistemare” il processo con norme di legge.

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nominativi presenti nell’intervento

  • Marco Travaglio
  • Meloni
  • Nordio
Preferirei di NO
Categorie: PoliticaCronaca

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